lunedì , 21 Settembre 2020

A Pescara “ La dote …e le doti perdute” una mostra ricordo sui matrimoni del tempo che fu

Pescara – In occasione delle celebrazioni in onore della B.V.M.del Rosario (28 settembre- 8 ottobre 2016 ), l’ associazione culturale M’ARCORD in collaborazione con la parrocchia B.V.M. del Rosario, organizza la mostra fotografica e l’ esposizione della dote nuziale “ La dote … e le doti perdute” (matrimoni celebrati presso la parrocchia dal 1958/68) presso Casetta Jacone via Luigi Cadorna 59 Pescara.
La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dal 30 settembre al 10 ottobre 2016 dalle 16.00 alle 20.00. Alla mostra si affiancheranno testimonianze, proiezioni, sfilate dove verranno alla luce dopo decenni passati negli armadi e per farsi riammirare antichi vestiti da sposa, a completare le atmosfere contribuirà il coro Santa Teresa che riproporrà le antiche serenate.

 

“Noi dell’associazione M’arcord con questa mostra vogliamo mantenere vivo il ricordo delle nostre radici” ha commentato il presidente dell’associazione Carlo Di Simone, non nuovo ad esperienze come questa. Esperto fotografo, Di Simone è diventato un punto di riferimento nel quartiere dove grazie alla sua curiosità e alla cordialità ha pian piano raccolto ricordi e testimonianze, ricordi che nell’estate del 2015 coaudiuvato dai soci aveva proposto in una mostra dal titolo “M’arcord”, una esposizione che ha segnato positivamente chi ha avuto il privilegio di visitarla e dove i presenti tra sorrisi e momenti di commozione rividero volti, botteghe ed eventi che negli ultimi 70 anni avevano attraversato quei luoghi del quartiere che il tempo ha cambiato.

“Oggi l’associazione culturale m’arcord ha nuovamente raccolto delle foto per presentarle al pubblico –ha commentato Di Simone– ma questa volta sono quelle più private e intime, esporremo immagini dei matrimoni dei cittadini che vivono qui da sempre, dei parrocchiani che hanno vissuto la nostra chiesa come centro di aggregazione, si parte dagli anni ’50 ma non proporremo solo foto di sposalizi, l’intento è raccontare il giorno più bello come veniva vissuto oltre mezzo secolo fa, vorremmo trasmettere per quanto possibile l’atmosfera di quei tempi rispolverando gli abiti  nuziali di quelle sposine di un tempo e raccontare quei matrimoni e quegli amori alle generazioni più giovani con testimonianze di vita vissuta”.
L’associazione culturale M’arcord ricorda Di Simone ha voluto ripercorrere il decennio 1958-68, attraverso le foto dei matrimoni, gli abiti da sposa e la dote nunziale. “Un grazie di cuore va alle signore che con tanta disponibilità e generosita’ hanno contribuito a far rivivere la magia degli anni trascorsi”.

Dote … e doti perdute

Fino al 1975, nella preparazione del matrimonio, un bagaglio indispensabile e obbligatorio per la sposa era rappresentato dalla dote nuziale: non averla era per la donna una vera e propria tragedia, un ostacolo a trovare marito. Una parte importante della dote era il corredo: per la casa, si trattava di lenzuola, federe, traverse, coperte, asciugamani, strofinacci da cucina, tovaglie e tendaggi mentre, quello personale comprendeva: capi di biancheria intima, camicie da notte e fazzoletti. I materiali più usati erano l’organza, il puro e il misto lino, il cotone e i teli d’Olanda. Il tutto veniva impreziosito da fini ricami eseguiti dalle stesse spose che si riunivano, sin da bambine, dopo le faccende domestiche, con le signore più esperte che insegnavano loro a ricamare e passavano ore, sedute, parlando del più e del meno, mentre l’ago scorreva attraverso il tessuto. La preparazione del corredo era lenta, d’altra parte le cose da fare erano tante, poiche’ la sposa doveva portare un ingente quantitativo di biancheria, a prescindere dalla classe sociale, in quanto era l’ elemento fondamentale per presentarsi bene ai nuov parenti e a tutta la comunità.

In prossimità delle nozze, lo sposo e i parenti si riunivano in casa della sposa per la stima del corredo; veniva redatta una scrittura privata, sottoscritta dai genitori degli sposi e, in alcuni casi, si prevedeva anche la presenza del notaio. Dopo la stima, sempre a casa della sposa, il corredo era esibito pubblicamente ai parenti, agli amici e ai conoscenti, ma anche a gente estranea. La dote inventariata veniva chiusa in bauli e trasferita a casa dello sposo. Questa tradizione è continuata fino alla prima metà del XX secolo in tutti i ceti sociali.

Attualmente il corredo è uno specchio dei tempi: le coppie scelgono e acquistano insieme quello di cui hanno bisogno, privilegiando lo stile dell’arredamento, l’ampiezza della casa e la capienza degli armadi. Il cambio culturale porta con sé un concetto moderno di “corredo”: si trasforma in una serie di capi pratici, qualitativamente buoni, coordinati tra loro e con il resto dell’ambiente che dovranno contribuire ad arredare. La maggior parte delle donne oggi studia e lavora e non impara a cucire e ricamare, “doti” che erano così importanti nelle generazioni precedenti dove c’era maggior attaccamento alle tradizioni.

Programma
30 settembre inaugurazione mostra fotografica
3 ottobre benedizione degli anelli messa ore 18,30 proiezione filmato con testimonianze presso sala parrocchiale auditorium Papa Giovanni paolo II ore 21,15
8 ottobre sfilata abiti da sposa 1958-68 e serenate coro santa teresa presso sala parrocchiale auditorium papa giovanni paolo II ore 21,15

Per informazioni
Di Simone Carlo 3346891114
Donatelli Onorina 3470176133

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