domenica , 27 Settembre 2020

Critiche all’ACA da FI “I controlli dell’ATO sulla nomina del Cda dimostrano un operato inefficace e miope”

 Pescara  – L’arroganza del centrosinistra sulla nomina del CdA di ACA sta provocando inefficienze per i cittadini e il rischio paralisi della stessa società acquedottistica, visto che nel mese di novembre i Comuni-Soci si aspettavano di approvare la programmazione dei lavori anziché assistere ad un inerte immobilismo”. È quanto hanno detto il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, il Sindaco di Pianella, Sandro Marinelli e il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Marcello Antonelli, questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la Sala Consiliare del Comune di Pescara.

«I controlli dell’ATO sulla nomina del Cda di ACA hanno dimostrato e continuano tutt’ora a dimostrare un operato inefficace e miope – ha proseguito il Sindaco Di Primioconsiderato che la “Legge Madia” non lascia dubbi circa la possibilità di procedere alla nomina di un CdA in una Società a totale partecipazione pubblica prevedendo, infatti, che essa sia governata da un amministratore unico (art.11, comma 2 del D.Lgs 175/2016).
L’ATO, che solo ora si accorge dell’entrata in vigore della ‘Madia’, incapace di assumere le decisioni che pur le competono, essendo l’organo di controllo analogo su ACA, continua a perdere tempo chiedendo, in merito, un improbabile parere al Ministero della Funzione Pubblica.

Il risultato dell’arroganza e della bramosia di poltrone del centrosinistra e della colpevole incapacità dell’ATO – ha sottolineato il Sindaco Di Primioè che i cittadini si troveranno a fare i conti con inefficienze e immobilismo sotto il profilo della programmazione dei lavori e della organizzazione del personale dell’Azienda. Per questo chiediamo al CdA di dimettersi, così da consentire la nomina di un amministratore unico ed evitare problemi come quello che rischia dal 1 gennaio 2017 la città di Pescara a causa dell’inerzia del CdA di ACA rispetto alla gestione del depuratore che, se nulla cambierà, fra poco più di un mese rischierà di fermarsi».

 

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