mercoledì , 11 dicembre 2019
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Ospedale di Giulianova. Il 5 gennaio incontro politico per fare fronte comune

“Occorre fare squadra e fronte comune su una questione importante come quella dell’Ospedale che, l’ho sempre detto, non deve essere strumentalizzata, né piegata a interessi di bottega, né inserita in recinti politici. La salute – dichiara il sindaco – è un bene comune, quindi trasversale. Per questo con il presidente Ragni ho voluto la riunione del 5 gennaio chiamando a parteciparvi tutti i consiglieri. C’è un punto di partenza che, per quanto ci riguarda, è anche un punto fermo. Ed è costituito da quei 2 ospedali per acuti, di cui uno a Giulianova, indicati dall’allora governatore Chiodi, dal sub commissario Baraldi e dall’allora manager Varrassi durante il Consiglio comunale straordinario tenutosi nel febbraio 2012 al Kursaal. Una prospettiva ragionevole in ragione della collocazione geografica, assolutamente strategica, della nostra città. Non dimenticando che esiste una delibera regionale, la n. 742 del 15 novembre scorso, che prevede le risorse per la realizzazione dell’Ospedale giuliese mediante l’acquisizione dell’area in via Cupa dal parte della ASL, tenuta a dare seguito all’iter avviato. Questa è la volontà dell’Ente Regione cui l’attuale manager della ASL Roberto Fagnano deve dare quindi esecuzione come da me richiesto il 26 novembre scorso conformemente alla delibera della giunta regionale. E in proposito è da aggiungere che lo stesso Fagnano quattro giorni dopo, il 30 novembre, mi inoltrò una nota ufficiale nella quale egli invitava il direttore dell’UOC Attività Tecniche e Gestione del Patrimonio della ASL, ingegner Corrado Foglia, ad avviare tempestivamente una istruttoria tecnica preliminare sull’area individuata per la realizzazione del nuovo nosocomio. Penso che debba riflettere seriamente chi bara o ritiene di prendere per i fondelli non solo i cittadini di Giulianova ma le quasi 100.000 persone dell’area vasta che fa capo al “Maria Ss.ma dello Splendore”. Qui ci sono impegni presi e consacrati nei documenti, oltre che nelle dichiarazioni fatte pubblicamente. E chi non li rispetta – conclude il sindaco – dovrà assumersene ogni responsabilità”.

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