venerdì , 17 gennaio 2020
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A Montebello di Bertona, dai Montanari Bertoniani, riproposta la transumanza verticale

“Talor senza capanna all’aria aperta
Le notti veglia e dorme il buon pastore
Se la volta del ciel vede scoperta
Delle stelle contempla lo splendore.”

Così scriveva Francesco Giuliani, il pastore poeta, che nella sua lirica semplicità, più di ogni altro ha saputo raccontare la dura vita del pastore transumante.

Ieri un percorso esperienziale di transumanza è stata organizzata per una folta comitiva di appassionati dall’attiva associazione culturale “Montanari Bertoniani”, presieduta da Antonio Buccella, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Montebello di Bertona e la collaborazione della casa vacanze “Casina Rosa” di Villa Celiera di Domenico Vespa.

Un’esperienza conoscitiva di rievocazione della “monticazione”, con una passeggiata in compagnia del gregge di ovini, asino e del cane guida Leone per uno stretto tratturo storicamente usato per la transumanza verticale, che da Montebello paese, attraversando un paesaggio verde e lussureggiante, conduce alla “stinzia bertoniana”, l’antica rifugio dei pastori, immerso in un angolo di paradiso all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Un esempio dimostrativo della transumanza verticale, ancora oggi praticata diversamente da quella orizzontale, da tempo abbandonata, con la quale, invece, i pastori conducevano le greggi dai pascoli in quota a quelli delle pianure, percorrendo i tratturi fino al Tavoliere delle Puglie.

Con la monticazione, le greggi, a valle durante la stagione fredda, risalivano in quota l’estate.

A conclusione della passeggiata e i racconti e gli approfondimenti del Presidente Antonio Buccella e del micologo ed esperto di formaggi e salumi, Angelo Tarquinio, ad accogliere la comitiva alla stinzia, i soci dell’Associazione, per un ricco pranzo, a base degli alimenti tipici del pastore transumante, preparato nel “pizzinetto”, l’unica stoviglia a disposizione del pastore.

Per arricchire l’esperienza, anche la preparazione dimostrativa nel bosco di formaggio tipico dell’area – Pecorino di Farindola – e ricotta, alimenti antichi, la cui conoscenza risale agli antichi Sumeri.

Protagonista l’azienda agricola “Acqua fredda”della famiglia Antonacci di Montebello di Bertona che ha omaggiato i presenti del sapore dei formaggi di montagna. La degustazione è stata accompagnata delle spiegazioni dell’esperto Angelo Tarquinio.

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