martedì , 25 settembre 2018
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Avviato dalla Regione l’iter per la certificazione del latte. Qualità Controllata per un prodotto abruzzese

Pescara – Si è tenuta ieri la prima riunione del Comitato tecnico regionale istituito in applicazione della Legge regionale n. 6/2012 relativa al marchio collettivo comunitario “Qualità Controllata dalla Regione Abruzzo”. Il Comitato, composto da tecnici e rappresentanti delle principali organizzazioni professionali ed associazioni di consumatori, ha esaminato il primo disciplinare di produzione predisposto dalla società cooperativa Ansape di Raiano (AQ) relativo al “Latte crudo e latte fresco pastorizzato Alta Qualità” che intende fregiarsi del marchio collettivo attivato dalla Regione Abruzzo.

“Dopo un lungo iter amministrativo, che ha visto gli uffici del Dipartimento impegnati nella definizione dei vari provvedimenti connessi come l’approvazione, il regolamento d’uso, lo schema di disciplinare e l’individuazione degli organismi di controllo, attività per le quali intendo ringraziare, in maniera particolare, il dirigente Franco La Civita – ha commentato l’assessore Pepe che è anche presidente del Comitato Tecnico Regionale – è stata avviata l’istruttoria tecnica del disciplinare relativo alla produzione di latte Alta Qualità”. Attraverso un attento controllo dell’alimentazione degli animali e delle condizioni di allevamento, sarà possibile ottenere un latte qualitativamente superiore a quello attualmente offerto dal mercato. “L’Abruzzo agricolo punta molto sulla certificazione dei propri prodotti – ha aggiunto Pepe – infatti, attraverso l’innalzamento della qualità del latte prodotto, i produttori abruzzesi intendono garantire al consumatore un latte con caratteristiche distintive, eccellente dal punto di vista nutrizionale, frutto dell’impegno di tanti allevatori ma anche della ricerca svolta negli anni scorsi dall’Università di Teramo grazie ai fondi del PSR. Un passo importante – ha concluso – per valorizzare e salvaguardare un prodotto di eccellenza della nostra agricoltura e della nostra zootecnia che sicuramente stimolerà altre associazioni di produttori a lavorare in tal senso”.

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