domenica , 15 dicembre 2019
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Urbanpromo Green, Maragno: “Montesilvano ambito di sperimentazione e ricerca”

«Insieme al professor Antonio Clemente, docente del dipartimento di Architettura dell’Università d’Annunzio di Pescara – specifica il primo cittadino, unico sindaco presente in qualità di relatore, nella sessione dedicata a Ciclovie e Cammini, al fianco di tecnici e dirigenti nazionali – abbiamo illustrato i risultati, supportati dall’esposizione delle tavole elaborate da docenti, studenti e borsisti, dello studio su una Montesilvano slow, ossia su un percorso di mobilità sostenibile che attraversando il nostro territorio consente anche una rigenerazione urbana di luoghi nevralgici e storici della nostra città. E’ fonte di soddisfazione che Montesilvano, grazie a questo progetto e all’impegno e alla professionalità di tutte le persone coinvolte nel Laboratorio Urbano, sia divenuta un ambito di sperimentazione e di ricerca entro cui promuovere e condividere con le parti interessate idee e indirizzi per la qualificazione degli interventi sulle reti della Slow Mobility. Credo che utilizzare e coinvolgere le giovani risorse di ambito universitario – conclude il sindaco Maragno – rappresenti una duplice opportunità, per l’Ente che può beneficiare dei risultati di ricerca, e per gli studenti che possono applicare con concretezza i propri studi teorici».

«La ricerca, – aggiunge il prof. Clemente – giunta alle sue battute finali, è senz’altro all’avanguardia e presenta un valore aggiunto, perché è riuscita ad identificare alcuni punti sui quali spesso, le analisi sulla slow mobility difficilmente si soffermano, che, a conferma di ciò, hanno suscitato l’interesse dell’Assessore Regionale del Friuli Venezia Giulia e del consulente della Regione Sardegna. Non escludo che con loro si possano avviare utili sinergie. Una pista ciclabile, che è per sua natura un oggetto sostenibile, da sola non basta – spiega il docente -. La riflessione deve estendersi innanzitutto ai contesti attraversati e ai materiali. La realizzazione di una rete ciclabile deve divenire un progetto di suolo, che potrebbe peraltro alleviare quelle problematiche legate agli allagamenti di cui Montesilvano soffre particolarmente. A ciò si aggiunge che un percorso di mobilità lenta può divenire occasione di rigenerazione e ripensamento degli spazi pubblici che si attestano lungo il percorso. Sto pensando ad esempio a corso Strasburgo, via Marinelli con i due complessi architettonici Stella Maris o Villa Delfico e ancora via Torrente Piomba».

Fanno parte del gruppo di ricerca incentrata su Montesilvano e presentata a Venezia: Giulio Girasante, Paolo Chiavaroli, Paride Taurino, Francesco Rossi, Cristina Affatato, Giuseppe Leone, Pierluigi Petaccia.

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