venerdì , 20 aprile 2018
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Il Giulio Cesare di Zola approda al Circus.

Sul palco la tragedia di Shakespeare reinterpretata dal progetto che da 13 anni unisce il regista a Tsa e Laad

Pescara – Una riduzione del Giulio Cesare di Shakespeare sarà di scena giovedì 12 aprile alle ore 21 al Circus per l’edizione 2018 del progetto Torre del Bardo, felice sinergia con Teatro Stabile d’Abruzzo e la Onlus della Laad a cura del regista William Zola, con il patrocinio del Comune. Stamane la presentazione da parte dell’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, il regista, gli attori, Margherita Cordova e Vera De Gregoris, figlia e moglie del fondatore della Laad Gianni Cordova che ha ideato la rassegna e una rappresentanza degli attori.

 

“Sono molto affezionato a questo progetto che accoglie attori da tanti anni e li ha anche formati– esordisce l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo – un passaggio sempre presente dentro le stagioni teatrali dirette da Zola, ed è davvero importante per noi che questa esperienza sia stata una fucina di formazione. Credo che la scelta della Torre del Bardo sia una scelta di grande attualità per il contesto storico e culturale che Shakespeare usa per parlare a una realtà che è sempre attuale. Si rinnova per la prima volta su un palcoscenico e non al parco Villa Sabucchi, per una speciale edizione, il sodalizio riuscito con la Laad che è un esempio di come la cultura possa essere promossa in ambiti anche sociali. La Laad ha avuto un’intuizione forte per rivitalizzare uno dei polmoni verdi della città, perché i parchi oltre ad essere belli e curati devono essere anche vissuti e il Sabucchi ha una tradizione viva e intensa per la cultura che va felicemente avanti da tanti anni”.

 

“Tredici anni fa, quasi trascinandomi, Gianni Cordova mi invitò a fare teatro nel parco – racconta William Zola – lui era uno spirito nobile di questa città e credo avrebbe bene accolto questa edizione al chiuso del progetto. Il cast vede attori che calcano le scene da anni che ad ogni edizione si apere ai giovani e a quanti vogliano fare un’esperienza teatrale intensa. E ai più talentuosi abbiamo voluto dare la soddisfazione di andare in scena su un palco come il Circus, ma non è escluso che, proprio per il portato sociale della Laad, porteremo il progetto in giro nei quartieri perché questo tema interessa tutti e può essere compreso da tutti. Con lo spettacolo Shakespeare ha aperto un ciclo che si chiude con l’Enrico VIII ed è per questo importante e attuale lo sguardo anche sulla politica di oggi. Faremo un viaggio nella nostra coscienza etica e morale per fare qualche riflessione in più: è un’occasione che non capita ogni giorno e che invito tutti a sfruttare venendo allo spettacolo”.

 

“L’opera pone l’accento più di altre sui punti di vista delle varie figure – dice Margherita Cordova, aiuto regista –  non c’è un vero protagonista, quindi è un’opera copernicana che spacca il pubblico che si mette nei panni delle diverse parti recitanti. Qui non c’è un bene assoluto, anche se il tema della libertà è centrale, l’uomo che è libero, artefice del proprio destino e che deve affermarsi fra tanti, in una realtà che ferisce, tradisce, delude, uccide, perché vivere non è mai una cosa che va data per scontata e spesso rischiamo di perderla per il capriccio di qualcuno”.

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