sabato , 20 ottobre 2018
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Spoltore, i ragazzi dell’alberghiero alla scoperta dei segreti della birra artigianale

Spoltore – Scoprire il fascino della birra a partire da quella artigianale: è il modulo “Creatività nel gusto” del progetto PON “Scuola Full Time, giocare a tutto campo per non perdere” che ha portato 28 studenti delle classi terze dell’Istituto Alberghiero De Cecco (indirizzo enogastronomia e sala vendita) a visitare il birrificio Pesce Palla, in un percorso sviluppato con la collaborazione del Comune di Spoltore. La visita e la preparazione in aula dei ragazzi sono diventati la base per vari lavori curati dai ragazzi, tra i quali la realizzazione creativa di articoli dedicati alla birra e l’ideazione e interpretazione di videoclip formativi e divulgativi per favorire scelte d’acquisto consapevoli da parte dei consumatori.

Con l’espressione “birra artigianale” si intende una birra, (prodotta con malto d’orzo, luppolo, acqua e lievito) che non subisce un trattamento di microfiltrazione e pastorizzazione, a differenza delle produzioni industriali.

I produttori di birra artigianale sono tipicamente piccole imprese artigiane, i microbirrifici, con distribuzione prevalentemente locale in ristoranti e birrerie, o direttamente in un locale annesso all’impianto di produzione (brewpub): è il caso dell’azienda guidata da Luca Sborgia e Mariagrazia Di Baldassarre, un birrificio di Spoltore che ha impianti e sala degustrazione a Vallemare di Cepagatti.

“Si è sviluppato un vero e proprio movimento culturale che sostiene il consumo di birra artigianale” rivela l’assessore alle attività produttive del Comune di Spoltore Chiara Trulli. “Tanti in Italia hanno iniziato produzioni di birra artigianale utilizzando ingredienti coltivati localmente. E’ il prossimo passo, utilizzare malto e luppolo abruzzese per saldare il legame tra prodotto finito e territorio”.

“La formazione didattica e professionale dei nostri ragazzi – ha detto la dirigente Alessandra Di Pietro dell’Istituto Alberghiero di Pescara – si snoda attraverso momento di cultura ad ampio spettro e attraverso l’esperienza sul campo: si tratta senza dubbio di un percorso formativo che valorizza le vocazioni territoriali e i prodotti tipici del territorio, un’eccellenza come la birra artigianale, dunque momenti di valorizzazione identitaria e di conoscenza. I nostri studenti, che saranno i futuri professionisti della ristorazione e dell’accoglienza turistica, devono conoscere le tipicità e le bellezze della nostra terra, e la birra è sicuramente una bevanda molto versatile che ben si presta a sperimentazioni gastronomiche, nel rispetto della tradizione locale”.

“Abbiamo dedicato ai ragazzi” spiega Pamela Confalone, la docente che ha seguito il progetto, un percorso formativo caratterizzato dalla promozione e dalla valorizzazione della territorialità e della cultura alimentare. La birra, prodotto tipico del nostro paese, è un connubio vincente di ingredienti semplici (orzo, acqua, lievito, luppolo), intriso di aromi unici e ricchi di storia. I nostri studenti sono i protagonisti diretti di seminari teorici-pratici, sui diversi aspetti della birra, funzionali al raggiungimento di competente professionali e di cittadinanza nell’ottica di una didattica inclusiva”. Al progetto hanno collaborato anche le professoresse Anna Maria Spina, Maria Grazia Coccia e Giuseppina Fusco, che ne è la coordinatrice.

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