sabato , 24 agosto 2019
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Masterplan, firmata convenzione per valorizzazione Palazzo Torlonia ad Avezzano VIDEO

Pescara – Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha firmato questa mattina l’atto di concessione che assegna 4 milioni 700mila euro al Comune di Avezzano per il progetto di recupero e valorizzazione della Villa e del Parco Torlonia.
L’intervento è finanziato con i fondi del Masterplan e prevede la riqualificazione di tutte le strutture dell’antica dimora: dalle stanze del principe ai granai, dalle stalle alla casa del custode, fino ai locali che ospitavano un tempo il commissariato. L’intesa è stata sottoscritta con il sindaco della città, Gabriele De Angelis e con il direttore del Dipartimento regionale Risorse, Fabrizio Bernardini.

“Sono 5 milioni di euro e non derivano da ‘Prisma’ – ha sottolineato il governatore della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – nel 2011 si è messo in cammino un voluminoso dossier denominato ‘Prisma’, so che non ha dato un euro a nessuno in Abruzzo. Il Masterplan in Abruzzo firmato da me e Matteo Renzi anche in questo caso ha assegnato 5 milioni di euro al meritevole Comune di Avezzano, meritevole poiché sta condividendo in pieno questo Piano ambizioso di valorizzazione dei beni patrimoniali che ci sono lì per la Marsica ed Avezzano, ma che abbiamo di valore anche in tanti altrove dell’Abruzzo, basta pensare alla Badia di Sulmona, al Manicomio di Teramo, a quello che abbiamo fatto a favore della Fortezza di Civitella del Tronto, della casa di Silone a Pescina, ovunque abbiamo acceso luci con i nostri finanziamenti. La preghiera che ho rivolto al sindaco di Avezzano è di non burocratizzare questa procedura che non riguarda l’accensione di lampade votive al Cimitero, ma riguarda un’opera faro della città di Avezzano, per la Marsica, per l’Abruzzo e per il Centro dell’Italia. Non c’è una realtà simile in nessuna altra parte d’Abruzzo, ma io vorrei anche sfidare qualche competizione sovraregionale. Allora dico al sindaco di Avezzano, che ha anche una natura professionale interessante su questo, di metterci velocità, determinazione, di andare oltre l’agenda oraria lavorativa che a volte la pubblica amministrazione ci mette. In 45 giorni si può mettere in campo un progetto di recupero che duri e soprattutto di non tenere fuori i cittadini che si devono impadronire di quest’opera che per durare deve entrare nel patrimonio individuale di ogni cittadino, altrimenti gli atti vandalici la faranno durare 90 giorni. C’è bisogno cioè che ogni cittadino senta sua quest’opera, ecco perché serve questa firma in grande stile, serve che faccia festa ad Avezzano quando torna, serve che chiami a raccolta i bambini delle scuole, serve che chiami a raccolta i professionisti e serve che chiamo a raccolta anche i pensionati del coune di Avezzano che devono diventare angeli della città a guardania di questo bene”.
Poi il presidente ha commentato il successo del centrosinistra al ballottaggio al Comune di Teramo: “Io non sono sorpreso dall’esito di Teramo perché vedevo stanchezza nel centrodestra e poi quello che è accaduto a Teramo città è un atto di violenza: far cadere un’amministrazione è un’esperienza sanguinaria che solitamente si paga. Il candidato del centrodestra è un gentiluomo riconosciuto tale da tutti, lo ricordo anche nei miei confronti molto educato quando lo invitai ad un dibattito sul Piano dei trasporti a livello regionale. Quello che non ho visto da parte del centrodestra è l’ambizione di vincere, al contrario ho visto una grande carica di ambizione nel portare avanti l’attività della vittoria da parte di Gianguido D’Alberto che ha messo sul tavolo la sua pluriennale esperienza, la sua autonomia e anche la sua struttura professionale. Poi Teramo credo che abbia voluto segnare quella bella esperienza di democrazia che si chiama l’alternanza. Noi non dobbiamo abituarci a voti di appartenenza ideologica, io ho avuto una nonna che mi ha spiegato che si appartiene alla fede. L’appartenenza ideologica ormai è un ferro del ‘900, di volta in volta si ricomincia da capo e Teramo ha voluto ricominciare. Io spero che Gianguido possa cominciare da domani a fare il sindaco della città sapendo che ci sono molti problemi da affrontare, molte risorse da utilizzare e anche un protagonismo da riconquistare. Mi auguro che Gianguido metta in campo anche una capacità di dialogo con Ascoli, una capacità di riavvicinamento dell’Abruzzo alle Marche e delle Marche all’Abruzzo e sono convinto che non gli manca nulla per fare bene. Mi auguro anche che possa pacificare quella città perché una caduta anticipata di un’amministrazione è un atto di violenza che richiede pacificazione”.
Sul voto in Regione: “Le opposizioni danno luogo ad una posizione che è contraria, ho letto di Quagliariello che per me ha studiato bene la storia contemporanea e la storia moderna, lui dice che si può votare nel 2019. Io non mi occupp di questi aspetti, sto facendo con molta lena il presidente della Regione in Abruzzo, il senatore a Roma, da questa settimana si insediano anche le Commissioni, domani interverrò in aula per quanto riguarda i problemi riferiti al DL terremoto e ne parlerò non da abruzzesista, ma ne parlerò come legislatore italiano facendo in modo che una colta per tutte le tragedie trovino copertura normativa ordinamentale. Non è possibile che ogni tragedia abbia una copertura amministrativa ad hoc, c’è bisogno di uno stabilimento ordinamentale che faccia capire che in automatico accade ciò che deve accadere”.
Infine sull’inchiesta Rigopiano: “Come prevede l’ordinamento versrò in atti il mio patrimonio conoscitivo, terrò lontana l’emotività e sono convinto che ci sarà un’attività di elevata capacità di discernimento da parte dei magistrati incaricati e delle aliquote di polizia giudiziaria. Io credo al confronto dialogico e credo che questo confronto possa favorire l’emersione della verità, per cui il giorno in cui sono stato convocato sarò puntuale, adesivo nel senso di corrispondente a tutte le loro esigenze e posso anche rivelare che mi sono fatto un quadro storico che può essere molto utile. Ringrazio anche per la correttezza che hanno avuto sia i magistrati che le aliquote di polizia giudiziaria”.

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