domenica , 19 gennaio 2020
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Stanziamenti per l’aeroporto d’Abruzzo: FIAB Abruzzo e WWF Abruzzo contestano la scelta di favorire le auto

«“dimenticata” la ferrovia
Ovunque in Europa e in Italia si punta
sulla intermodalità con risultati apprezzabili»

 

Pescara – «C’è un aspetto che sta passando in secondo piano sulla notizia apparsa oggi sui giornali circa lo stanziamento di 16 milioni di euro per potenziare l’Aeroporto d’Abruzzo.
A quanto si legge è stata stralciata la realizzazione del tunnel di collegamento pedonale alla nuova fermata ferroviaria. Vengono invece destinati 4 milioni di euro all’adeguamento viario (leggasi nuove strade) e alla costruzione di un parcheggio per auto» così gli ambientalisti intervengono sugli stanziamenti destinati all’aeroporto d’Abruzzo.

«Se ciò fosse confermato, –aggiungono WWF e FIAB– verrebbe così rimandato a chissà quando (e chissà se) un progetto che da anni non riesce a partire, nonostante l’evidente facilità realizzativa: una fermata lungo la linea ferroviaria tra Pescara e Chieti Scalo che transita lato strada Tiburtina proprio di fronte l’Aeroporto d’Abruzzo e che renda possibile recarsi da e all’aeroporto in treno.Come sempre, quindi, a dominare le scelte sulla mobilità sarebbero le auto e le strade».

Gli ambientalisti fanno osservare come chiunque utilizzi l’aereo come mezzo di trasporto trova scomodo e costoso  lasciare l’auto nei parcheggi dell’aeroporto e rimarcano come  spesso si scelgano i voli in base alle connessioni con treni e metro.

«Rinunciare a servire l’aeroporto con il treno è poi deleterio per i turisti che si vogliono accogliere: una volta arrivati all’aeroporto d’Abruzzo sono fortunati se trovano un taxi (a costi ovviamente maggiori rispetto al trasporto pubblico)».

Così facendo secondo WWF e FIAB, un aeroporto come quello di Pescara/San Giovanni Teatino che, nel medio adriatico, ha una posizione strategica per i voli verso i Balcani e di interesse per le compagnie minori grazie alla sua vicinanza a Roma, viene definitivamente escluso dai sistemi intermodali nazionali.

«Altrove si compiono scelti più ragionevoli. –commentano le associazioni– Il piccolo aeroporto di Trieste con fermata ferroviaria e attrezzature di primordine è divenuto il secondo aeroporto al servizio di Venezia; quello di Bologna con il futuro collegamento in monorotaia alla stazione centrale è previsto che diventi uno dei più importanti hub italiani; ad Ancona una nuova fermata ferroviaria di fronte al “Raffaelo Sanzio” consente di muoversi dall’estero verso le località turistiche o i centri urbani di Marche e Umbria senza problemi.

Più in generale in tutta Europa si punta sulla mobilità sostenibile, ma non in Abruzzo dove si rinuncia al collegamento tra aeroporto e ferrovia che potrebbe far uscire la nostra regione dal medioevo trasportistico che blocca le occasioni di sviluppo turistico, economico e sociale. L’intermodalità è il futuro e non si possono perdere occasioni che rafforzerebbero realmente il ruolo dello scalo aeroportuale abruzzese».

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