sabato , 22 febbraio 2020
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Concessioni demaniali ed erosione, balneari Cna a confronto con Febbo

Domani a Pescara assemblea degli operatori,
che chiedono di estendere al 2033 l’attuale assetto

PESCARA – “Estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 2033 ed iniziative per prevenire l’erosione costiera”. Sono i temi dell’assemblea che domani mattina, nella sala Camplone della Camera di Commercio di Chieti-Pescara, metterà a confronto i balneari associati alla CNA con l’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo. Un incontro particolarmente atteso, quello in programma a Pescara con inizio alle 10,30 in via Conte di Ruvo, per tutti gli operatori della categoria, alla vigilia dell’avvio della stagione balneare: un appuntamento cui la confederazione artigiana sarà presente con i suoi vertici nazionali della categoria (la portavoce e il coordinatore nazionali, Sabina Cardinali e Cristiano Tomei), oltre al direttore regionale della CNA, Graziano Di Costanzo.

Con Febbo, i gestori degli stabilimenti balneari abruzzesi si confronteranno, oltre che sui problemi legati allo stato di salute delle spiagge, soprattutto sul tema annoso del rinnovo delle concessioni demaniali marittime. Questione che resta al centro, da anni, dell’agenda politica della categoria: «L’interlocuzione che è stata appena riaperta con il governo – dice Tomei – può e deve avere, tra i principali obiettivi, quello di garantire in tutti i comuni costieri- un futuro alle imprese balneari. Con l’estensione a 15 anni stabilita dalla Legge di bilancio 2019 si riconosce il principio del legittimo affidamento per le vigenti concessioni demaniali marittime, senza risentire anche dopo la scadenza del 2033 del rischio di procedure comparative». Posizione cui fa eco la stessa Cardinali: «Una circolare governativa applicativa della norma sull’estensione a 15 anni fornirebbe immediata chiarezza in campo amministrativo, ma soprattutto serenità all’intero settore anche sul versante degli investimenti effettuati e da effettuare. L’approvazione di un decreto per fissare termini e modalità per il riordino normativo dell’intero sistema balneare deve riconoscere, e ricomprendere, il modello costituito dalle attuali imprese con la tutela del principio del legittimo affidamento».

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