domenica , 5 aprile 2020
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M5S Pescara: “Porto canale nuovamente insabbiato ma nel centrodestra tutto tace”

Vogliamo risposte immediate ed interventi in tempi certi.
La malapolitica sta uccidendo il porto canale e tutta la sua economia.

Pescara – Il recente incagliamento delle barche dei pescatori davanti alla diga foranea fa suonare nuovamente il grido d’allarme della marineria di Pescara e degli operatori del porto. Il M5S Pescara torna quindi a denunciare l’immobilità del Presidente di Regione Marsilio e del sindaco Masci e le speranze tradite della marineria. “Si è verificato quello che temevamo” – commenta il consigliere comunale M5S Giampiero Lettere – “l’insabbiamento completo dell’avamporto alla prima mareggiata da tramontana. La sabbia dragata negli ultimi mesi dal fiume e scaricata sulla barriera soffolta è tracimata nell’avamporto tra i moli e la diga foranea causando lo spostamento ad Ortona di parte della marineria pescarese”.

In seguito all’insabbiamento dell’imbocco del porto i pescherecci più grandi della flotta sono infatti stati costretti ad ormeggiare nel porto di Ortona e non potranno rientrare a Pescara fino a quando non sarà dragato l’imbocco del fiume in modo da avere una profondità dei fondali tale da permettere una navigazione sicura, con oneri e costi aggiuntivi per i nostri imprenditori ed operatori del mare.

“Ci saremmo aspettati un intervento tempestivo del sindaco Masci e del governatore Marsilio per stanziare immediatamente fondi da impiegare per risolvere l’emergenza, ma invece solo silenzio sia in Comune che in Regione” – prosegue il consigliere comunale M5S Pescara Massimo Di Renzo. “In campagna elettorale avevano promesso una rapida soluzione dei problemi del porto. E ora cosa hanno intenzione di fare? Vogliono occuparsi di questa emergenza ormai divenuta cronica o pensano che il porto si liberi da solo dalle sabbie?”.

«Purtroppo la strategia concordata da Comune e Regione negli ultimi 10 anni –proseguono i pentastellati– è stata del tutto fallimentare, ricordando che di certo la scelta peggiore è stata quella di non sottoporre alla Valutazione di Impatto Ambientale nazionale l’intero piano regolatore portuale ma solo singoli lotti, spacciando il taglio della diga foranea e la realizzazione della diga soffolta, come opere utili alla lotta all’erosione».
«Così facendo centrosinistra e centrodestra sono stati solo capaci di spostare i problemi, non di risolverli, sperperando centinaia di migliaia di euro e chi paga il prezzo delle scelte scriteriate degli amministratori è, come sempre, la marineria pescarese.» concludono i consiglieri.

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