lunedì , 25 maggio 2020
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Contributo di 600 euro, oltre 1500 le domande presentata all’Inps da Epasa-Itaco

I numeri della rete CNA:
il difficile lavoro del patronato per evadere
le richieste di partite Iva e autonomi

PESCARA – Sono attualmente oltre 1.500 le richieste inoltrate in Abruzzo all’Inps attraverso la rete degli sportelli Cna del patronato Epasa-Itaco (partecipato anche da Confesercenti) per il riconoscimento dell’indennità di 600 euro assegnata dallo Stato come forma di sostegno “una tantum” a lavoratori autonomi e partite Iva che abbiano subìto riduzione o abbiano addirittura dovuto cessare la propria attività a causa dell’emergenza Coronavirus. L’utilizzo di tecnologie telematiche, che negli intenti dell’Istituto di previdenza avrebbe dovuto contribuire a snellire le procedure, alla prova pratica si è rivelato, almeno all’inizio, un grosso problema: l’invio delle domande, affidato in un primo momento ai singoli interessati, aveva infatti determinato un black-out del sistema informatico Inps, con l’inevitabile corredo – dice una nota nazionale di Epasa Itaco – di «caricamenti bloccati, clessidre infinite, interruzione del servizio, difficoltà di inserimento delle deleghe».

A sblocco avvenuto, si è optato per una corsia preferenziale concessa ai patronati, che con i loro sportelli telematici svolgono dunque una preziosa funzione di raccordo tra l’Istituto di previdenza e la vastissima platea degli interessati. Con risultati di gran lunga migliori, come dimostrano le cifre anche in Abruzzo: «In attesa di aggiornare i numeri del nostro lavoro, che è ovviamente in continua evoluzione, e senza considerare quelli della rete ex Itaco – illustra Letizia Scastiglia, direttore della CNA di Chieti – possiamo già tracciare un primo bilancio. I nostri operatori della rete ex Epasa, ovvero della rete CNA, sparsi nelle quattro province della nostra regione, hanno istruito e inviato numeri significativi, a testimonianza della loro professionalità e del radicamento tra gli utenti di cui Epasa-Itaco gode. Anche se non si può negare il forte senso di frustrazione vissuto per ore il 1° aprile incollati davanti agli schermi dei computer, in una condizione di totale impotenza. Gli operatori degli uffici di patronato della rete CNA, in Abruzzo non hanno smesso in questo momento di difficoltà di prestare la loro assistenza a cittadini e imprese: quasi quotidianamente si formano e informano, confrontandosi con i vertici nazionali, per non essere impreparati a dare risposte precise e puntuali».

Adesso, in attesa di capire se diverrà operativa anche la concessione di 200 euro aggiuntivi di contributo («Ma si tratta di capire quali saranno i criteri per l’erogazione» dice Scastiglia) l’attività prosegue a Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo. Importante sarà comprendere anche quale atteggiamento assumerà l’Inps: «Lo Stato ha delegato ai patronati una funzione, e dunque non possono bastare le parole di circostanza del presidente nazionale dell’Istituto, Pasquale Tridico. Abbiamo chiesto che la nostra voce venisse ascolta, che si cambiassero le procedure. Così è stato, ma se dobbiamo assolvere questa funzione preziosa dobbiamo essere messi nella condizione di operare con efficacia».

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