martedì , 25 Gennaio 2022
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1°Maggio a Pescara e Montesilvano, è polemica sulle ordinanze

Pescara – È polemica accesa dopo quanto avvenuto dopo un susseguirsi di ordinanze e revoche per le Città di Pescara e Montesilvano tra la serata del 30 aprile e la giornata di ieri e riguardo la decisione di aver concesso la possibilità di usufruire del lungomare e della Strada parco mantenendo comunque tutte le precauzioni previste dall’emergenza Covid 19 e rispettando le ordinanze regionali.
Sul tema registriamo gli interventi del Coordinamento dei sindaci e degli amministratori del PD Abruzzo, del gruppo consiliare PD di Montesilvano, del Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi e del Segretario provinciale Articolo Uno Pescara, Francesco D’Agresta.

 

Il no del Coordinamento dei sindaci e degli amministratori del PD Abruzzo “la Regione gioca sulla pelle dei cittadini e dei sindaci”

«Nella giornata di ieri la Regione ha emanato ben tre ordinanze senza averle concertate con nessuna rappresentanza dei sindaci, anticipando le disposizioni dell’ultimo provvedimento del Governo che entrerà in vigore lunedì 4 maggio. Si tratta di una condotta pericolosa che genera confusione nei cittadini e costringe le amministrazioni locali a dare chiarimenti e risposte su qualcosa che si è visto calare dall’alto senza nessuna condivisione preliminare.

È un fatto molto grave che, in una fase nella quale è necessario mantenere una linea comune e dare segnali univoci alla popolazione, si voglia mettere in piazza e sulla pelle dei cittadini uno scontro che è tutto e solo politico nel quale la Regione targata Meloni – Marsilio tenta una fuga in avanti su temi così delicati.

D’altra parte, da chi rivendica attenzione al lavoro delle forze dell’ordine ci si aspetterebbe altro. Le ordinanze regionali mettono in grande difficoltà chi deve esercitare i controlli. C’è inoltre un aspetto giuridico: queste misure appaiono illegittime alla luce degli atti del Governo che giustificano solo misure più restrittive.

Spiace trovarsi di fronte ad una Istituzione regionale lontana, con la quale è difficile avere un contatto, che sta rifiutando dialogo e condivisione per poi assumere decisioni pericolose e contraddittorie.

Spiace riscontrare la assoluta mancanza di sensibilità istituzionale. È avvenuto sul tema dei tamponi ed è avvenuto sulle farraginose procedure del “bonus 1000 euro” che hanno bloccato i servizi sociali in estenuanti attività di comunicazione e assistenza quando sarebbe stato più semplice trasferire le risorse ai Comuni.

Il Coordinamento dei sindaci e degli amministratori del Partito Democratico abruzzese chiede la revoca immediata di queste decisioni e di aprire un tavolo permanente di confronto con le amministrazioni locali con le quali condividere i passaggi e le decisioni che inevitabilmente coinvolgono i territori» . è quanto affermano i firmatari della nota in rappresentanza del coordinamento dei sindaci e degli amministratori del Pd

 

Giacomo Carnicelli – sindaco di Tornimparte

Alessandro D’Ascanio – sindaco di Roccamorice

Simone Dal Pozzo –  sindaco  di Guardiagrele

Vincenzo D’Ercole – sindaco di Castiglione Messer Raimondo

Tiziana Di Renzo – vicesindaco di Lama Dei  Peligni

Gabriele Marcellini – assessore comunale a Civitella del Tronto

Daniele Marinelli – consigliere comunale di Castel di Sangro

Francesco Menna – sindaco di Vasto

Francesco Pagnanelli – consigliere comunale a Pescara

Mario Pupillo – sindaco di Lanciano

Angelo Radica – sindaco di Tollo

Gian Paolo Rosato – sindaco di Taranta Peligna

Mirko Rossi – capogruppo maggioranza a Mosciano Sant’Angelo

Andrea Silverii –  capogruppo maggioranza a Scerni

Cinzia Silvestri – consigliere comunale a San Giovanni Teatino

Robert Verrocchio – sindaco di Pineto

 

 

Il gruppo consiliare del PD di Montesilvano “Ordinanze confuse e contraddittorie. A rischio la salute pubblica”

«Il gruppo consiliare PD di Montesilvano esprime forte preoccupazione per come si sta gestendo, anche a Montesilvano, questa fase di passaggio dal lockdown alla ripartenza. Si registrano atti amministrativi contraddittori (ordinanze) prima emessi poi revocati, in seguito rettificati. La confusione regna sovrana. Pur nella consapevolezza che la gestione della cosa pubblica non è agevole in questa fase, va certamente stigmatizzato il comportamento del Sindaco che prima con un’ordinanza ha vietato le uscite nel ponte del primo maggio, poi l’ha revocata e da ultimo ha fatto seguito con una precisazione notturna. Si è trattato evidentemente solo di una manovra politica mirata ad assecondare le indicazioni del polo partitico di appartenenza, in contrapposizione con le disposizioni governative» così nella nota stampa i Consiglieri di opposizione Dem che proseguono.

«Si tratta di un atteggiamento irresponsabile sia perché contrario alle indicazioni dei rappresentanti di Governo sul territorio (Prefetto e Questore), sia perché ha messo fortemente a rischio la salute pubblica; lo stesso Sindaco, del resto, se ne è reso conto nel momento in cui ha tentato di suggerire in tarda serata (o meglio in nottata) ai cittadini di limitare le uscite.
E’ evidente che il susseguirsi di provvedimenti ha ingenerato disorientamento e confusione nei cittadini, i quali ancora non sanno se prima del 4 maggio possono uscire o meno e per quali motivi.

Peraltro verso va rimarcato come anche le forze dell’ordine e di polizia siano state fuorviate nella meritoria attività di controllo che stanno svolgendo sul territorio.

Il sindaco di Montesilvano è stato in buona compagnia nella vicenda: infatti anche il sindaco di Pescara ha avuto un comportamento analogo su sollecitazione del presidente della Regione.

E non ci venga a dire il Sindaco che ha dovuto subire la cosa e alla fine ha scelto la strada della revoca per “armonizzarsi alle disposizioni regionali”, perché ci risulta che anche lui, insieme ad altri suoi colleghi, in una lettera, aveva chiesto al Presidente Marsilio di revocare l’ordinanza regionale 31, anticipando i tempi fissati dal DPCM del 26 aprile in ordine alla ripartenza.

È stato un clamoroso errore, del quale speriamo il Sindaco si scusi e non cerchi (come fa di solito) di trovare un capro espiatorio su cui riversare le responsabilità.

La salute pubblica, di cui il Sindaco è responsabile ad ogni livello, è una cosa che non può essere sottovalutata ed ogni questione che inerisce ad essa va affrontata in modo prudente.

La tematica è stata anche affrontata con una nota dal PD Abruzzo (qui nel precedente contributo NdR), a testimonianza del fatto che è stata ritenuta di estrema gravità, fino al punto che anche il Presidente della Repubblica (ovviamente non solo con riferimento all’Abruzzo) ha invitato le istituzioni tutte ad avere un atteggiamento di leale collaborazione. Auspichiamo –concludono i Consiglieri del PD montesilvanese– un cambio di passo da parte dell’Amministrazione nella gestione di questa delicata fase, senza inutili scatti in avanti che possono solo creare problemi (e danni), anche attraverso un maggior coinvolgimento delle minoranze, che si torna a chiedere per l’ennesima volta».

Marcozzi (M5S) “la confusione che la giunta lega-fdi-fi ha causato aumenta il rischio di nuove occasioni di contagio”

 

“La giornata di ieri ha segnato il punto più alto di pressappochismo, confusione e inadeguatezza mai toccato dalla Giunta Lega-FDI-FI e dal Presidente Marsilio, tra (dis)ordinanze fatte circolare, poi ritirate, poi modificate e infine pubblicate di notte. L’unica cosa che sappiamo è che, pur di ubbidire agli ordini di scuderia che arrivano dai vertici di partito per iniziare a contravvenire ai DPCM del Premier Conte, Regione Abruzzo va contro il buonsenso e il principio di precauzione, aprendo liberamente alle passeggiate nei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore nel pieno del weekend del I maggio. Stanno, di fatto, creando tutte le migliori condizioni affinché il rischio di contagio torni ancora una volta ad aumentare. Tutto questo senza essere a conoscenza, o senza rendere pubblico, l’indice di contagiosità R0 sul nostro territorio, senza aver pronto un piano chiaro per affrontare la seconda fase della pandemia, senza sapere come poter fare tamponi a tappeto, senza avere tempi certi sulle risposte agli esami, senza avere un’idea su come effettuare il maggior numero di test sierologici. Tutti sappiamo che il distanziamento sociale è il miglior modo per rimanere al sicuro e in salute. Ma questo non basta per sfamare il bisogno di propaganda di Fratelli d’Italia, che utilizza l’Abruzzo alla stregua di una cavia in un pericoloso gioco al ‘chi apre prima, chi apre di più’ che gli amministratori di centro destra stanno praticando in varie parti d’Italia con lo scopo di attaccare lo Stato. Se non ci fosse di mezzo la salute dei cittadini abruzzesi, si potrebbe stendere un velo pietoso su questo atteggiamento, ma oggi non possiamo rimanere in silenzio”. È questo il commento del Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.

“Nella giornata di ieri – riepiloga Marcozzi – sono state emesse tre (dis)ordinanze. La prima, la n.50 è stata prima fatta circolare su WhatsApp in una versione diversa da quella che è stata poi pubblicata. A questa, come abbiamo già raccontato, erano state tolte le apertura dei fiorai e vivai per la festa della mamma e quelle ad hoc di attività commerciali per i comuni di Bellante (TE) e Ortona (CH), rispettivamente per i giorni 2 maggio (Festa Patronale di Sant’Atanasio, Santa Croce e San Francesco di Paola) e 4 maggio (proprio in corrispondenza della festa del Perdono di San Tommaso). Punti che sono stati poi recuperati nella notte, quando è stata emessa la (dis)ordinanza n.52, che dà il via libera ad altre attività sportive e corregge alcune storture della n.50. Viene da pensare che la Giunta pubblichi ordinanze senza nemmeno leggerne il contenuto, dal momento che nel giro di poche ore sono stati costretti a correggerla. In mezzo a queste due, abbiamo la (dis)ordinanza n.51 che dà il libera tutti agli spostamenti nei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, forzando la mano del governo che, per voce del Ministro Boccia, ha già chiesto di aspettare solamente fino al 18 maggio per fare pianificazioni e aperture calibrate sulle singole Regioni. Ma due settimane sono, evidentemente, troppe da aspettare quando i sondaggi a livello nazionale danno il centro destra, specialmente la Lega, in piena fase calante. Uno smacco che chi vive di propaganda non può accettare, a costo di prendersi il rischio di mandare nuovamente in tilt il sistema sanitario abruzzese, che già una volta ha dimostrato di non essere in grado di gestire un’emergenza sanitaria a causa della pessima organizzazione data proprio dalla Giunta Marsilio”.

“Alla fine di tutto, agli abruzzesi rimane solamente il caos causato dalle tre (dis)ordinanze firmate Marsilio. E l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno adesso, nel momento in cui i numeri dei contagi calano e ci avviciniamo alla fase di convivenza con il virus, è proprio la confusione, che può causare nuove occasioni di contagio e un altro aumento delle positività, che potremmo non essere pronti ad affrontare. Se questo dovesse succedere, invito Marsilio, se ne è capace, ad assumere su di sé tutte le responsabilità del caso e a valutare di conseguenza la propria posizione. Limitarsi a scaricare sulla cittadinanza il compito di proteggersi, invitando a usare mascherine e tenere la distanza di sicurezza, non può essere sufficiente”, conclude.

 

D’Agresta (Articolo Uno) :” ieri uno spettacolo indecoroso, Marsilio e Masci ritrovino lucidità.  Intervenga la procura”

 

«Quello che è accaduto ieri, venerdì primo maggio, a Pescara è stato raccapricciante: la riviera invasa da cittadini convinti che l’emergenza sanitaria fosse ormai alle spalle, senza dispositivi di protezione, senza controlli, ingannati dagli annunci del Sindaco di Pescara.

Quella andata in scena ieri e nei giorni precedenti è una delle pagine più raccapriccianti della politica locale. Un valzer di ordini e contrordini che ha messo a nudo tutta l’incapacità amministrativa del Presidente Marsilio e del Sindaco Masci i quali hanno anteposto gli interessi di partito e la ricerca della visibilità a una ponderata gestione dell’emergenza sanitaria.

Lo ribadiamo: facciano il lavoro per il quale sono stati eletti non i passacarte di Salvini, Meloni e Berlusconi».

E’ quanto dichiara Francesco D’agresta, Segretario provinciale di Articolo Uno Pescara che aggiunge: «Questa gestione infantilesca rischia di vanificare tutti i duri sacrifici sostenuti dai cittadini abruzzesi per frenare il contagio, Marsilio e Masci se ne sono capaci ritrovino un minimo di lucidità. Quello che è successo è gravissimo, ritengo sia doveroso un intervento delle autorità preposte, dalla Procura della Repubblica al Governo nazionale, perché ieri qualcuno ha voluto giocare con la salute dei cittadini» conclude il Segretario D’Agresta.

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