lunedì , 26 Settembre 2022

Firmacopie a Montesilvano, è ancora polemica: Di Sante (PRC) “rileggere le dichiarazioni a distanza di due mesi provoca rabbia e indignazione”

Pescara – «È iniziata la “fase2” e passeggiando sul lungomare di Montesilvano capita ancora di imbattersi nei manifesti del “firmacopie” di Elettra Lamborghini. Un manifesto funesto soprattutto per quella scritta “Comune di Montesilvano – Annunci Necrologici” che sovrasta il faccione spiritato di Elettra Lamborghini.
Il 4 marzo a Porto Allegro, nello stesso giorno della chiusura di tutte le scuole in tutto il paese, un migliaio di persone assistevano accalcate e assiepate allo spettacolo della “Regina” del Twerking. Una follia, quel evento per semplice e rispettoso principio di precauzione andava annullato, aldilà di ordinanze e Dpcm.» Così Corrado Di Sante, segretario provinciale Rifondazione Comunista ricorda quanto avvenuto a Montesilvano poco prima che con un primo decreto il Premier Conte mettesse l’intera nazione in quarantena, chiudendo scuole e università, ordinando che il campionato di calcio continuasse a porte chiuse, e mettendo uno stop per tutti gli eventi affollati. Era il 5 marzo quando venne ordinata per tutti la distanza di sicurezza di un metro.

Di Sante nella nota stampa ricorda come la provincia di Pescara si trovi al 35° posto in Italia per rapporto tra popolazione e contagiati covid-19, al di sopra di molte province del Centro-Nord, bandiera nera, la peggiore, tra le provincie del Sud. «In Provincia e a Montesilvano i morti si contano –commenta– e non bisogna dimenticare che la Zona Vestina e la valle del Fino, che hanno come sbocco naturale Montesilvano, sono state dichiarate Zona Rossa. Per questo rileggere le dichiarazioni del sindaco leghista Ottavio De Martinis e della direzione di Porto Allegro 2.0 suscita, ancora di più oggi, a distanza di due mesi, tanta rabbia e indignazione».

 

«“Sterili rimbrotti, inutili commenti, […] cittadini colti da psicosi collettiva, […], professorini da tastiera” –scrive ancora nella nota il segretario provinciale Rifondazione Comunista– così De Martinis il 5 marzo appellava i cittadini indignati per quel evento svoltosi senza alcuna cautela. Il sindaco proseguiva con il solito panegirico sulle ragioni dell’economia e del mercato. C’è voluta una pandemia per farci capire che il diritto alla salute e il principio di precauzione non sono sacrificabili sull’altare del profitto. Appena 3 giorni dopo, con il Dpcm 8 marzo, il sindaco De Martinis ha indossato la casacca della Protezione Civile e come per magia si è trasformato nello sceriffo di Nottingham con il megafono a rincorrere “passeggiatori e runner”!
Dello stesso tono gli annunci e le dichiarazioni della Direzione di Porto Allegro 2.0, –incalza Di Sante– che nonostante gli allarmi, i primi decreti, i dubbi di tanti cittadini confermava il 3 marzo l’evento. Il 5 marzo così rispondeva all’indignazione collettiva “paradossali critiche, […] ostentata psicosi […]. Abbiamo semplicemente voluto incentivare la presenza nel Centro delle famiglie, e per l’effetto, aiutare il commercio in un momento difficile per la categoria…” e poi continuava con il solito ricatto dei licenziamenti. Porto Allegro 2.0 conosce il costo di un posto letto di terapia intensiva per ogni giorno per settimane per centinaia di malati? Privatizzare i profitti, socializzare le perdite è una vecchia formula che descrive bene la situazione».

Il Segretario provinciale PRC conclude chiedendo al Sindaco e alla direzione di Porto Allegro 2.0 di domandare scusa, «è il minimo che possano fare. Le parole sono pietre e fanno male, restano. Per questo dovrebbe scattare un gesto di dignità nei confronti di sé stessi e rispetto per chi in questi due mesi ha perso la vita e per i loro famigliari, per chi ancora oggi lotta tra la vita e la morte attaccato ad un respiratore.
Una cosa è certa, –conclude Di Sante– questa classe politicante e (im)prenditoriale, non può gestire l’enorme cambiamento necessario che abbiamo difronte. Chi non è in grado di guardare oltre il proprio naso o le proprie tasche non può ridisegnare il futuro di una città e dei suoi cittadini. Mai come prima, perché la normalità era e rimane il problema.  El resto es Nada? NO. Facciamo in modo che stavolta il resto non scompaia come ogni volta

 

 

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