martedì , 26 maggio 2020
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Acque nere nel fiume Pescara: il WWF “note sin dal novembre 2019” Marcozzi (M5S) chiede l’intervento di Marsilio

Le guardie del Panda lo avevano segnalato e hanno raccolto documentazione fotografica.

Questa mattina un sopralluogo degli inquirenti in zona San Martino di Chieti

Pescara – Si è tornati a parlare, in questi giorni, di acque nere e maleodoranti presenti nel fiume Pescara in località San Martino di Chieti, nelle immediate vicinanze del depuratore in zona Selvaiezzi. Purtroppo non è una notizia nuova: le guardie ambientali WWF stanno seguendo da mesi la questione, che fanno sapere era stata segnalata formalmente al Comando Regione dei Carabinieri-Forestali con una nota, corredata da alcune fotografie e da precise indicazioni georeferenziate, inviata attraverso posta elettronica certificata già il 21 novembre dello scorso anno.

La scoperta era stata fatta qualche giorno prima, il 18, durante una consueta attività di vigilanza lungo il fiume. Le guardie WWF avevano avvertito fastidiosi cattivi odori e, seguendone la scia, si erano imbattute in una grossa condotta di scarico “dalla quale – citiamo alla lettera dalla segnalazione -, nonostante il fiume avesse una portata di piena con acque marroni cariche di sedimenti, fuoriusciva copiosa e abbondante acqua di colore nero e densa che faticava a mescolarsi con le acque di portata del fiume; da lì l’odore era insopportabile”. L’ispezione, ripetuta già in giorno dopo e in varie altre successive occasioni, ha confermato il perdurare del problema, evidente anche questa mattina, quando le nostre guardie si sono incontrate sul posto con gli inquirenti (Carabinieri Forestali e Guardia costiera) mettendo a loro disposizione il materiale raccolto in questi mesi.

«Il lavoro di controllo del territorio svolto dalle nostre guardie ambientali – sottolinea la presidente del WWF Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – è davvero enorme, ed è stato portato avanti per quanto possibile e nel pieno rispetto delle regole anche in questi difficili mesi di emergenza sanitaria. Vorrei tuttavia ricordare che si tratta di volontari che sacrificano il proprio tempo libero per operare in favore della comunità e non possono essere presenti ovunque e sempre. Devono essere tutti i cittadini a “sorvegliare” il proprio territorio, segnalando ogni anomalia alle autorità competenti. Noi operiamo proprio in questo modo perché ci interessa cooperare per risolvere i problemi e per individuare eventuali comportamenti scorretti e non collezionare consensi sui social. Per questo, e per non intralciare il lavoro degli inquirenti, molte volte gli esposti non vengono pubblicizzati, come è avvenuto in questo caso».

 

MARCOZZI: “FATTO GRAVE. MARSILIO SI ATTIVI SUBITO E FACCIA CHIAREZZA SU COSA È ACCADUTO”

“Le immagini che stanno circolando in rete nelle ultime ore su quanto avvenuto lungo il fiume Pescara, con una fuoriuscita abbondante da un grosso tubo di scarico situato in prossimità di un’ansa vicino a Dragonara, sono molto gravi e certificano come, al primo rallentamento della pandemia e ripresa delle attività produttive, scatti già un nuovo allarme ambientale. Chiedo al Presidente di Regione Abruzzo Marco Marsilio di attivarsi subito, cercando di capire cosa sia successo, cosa ci fosse all’interno di questi scarichi e quale sostanza indesiderata e maleodorante si sia riversata nel fiume. Si tratta di un caso di estrema urgenza, che merita chiarezza subito, senza attendere oltre. La graduale ripresa della vita quotidiana non può alleggerire in alcun modo le misure di sicurezza per tutelare l’ambiente dell’Abruzzo. Mi auguro che, insieme al lavoro delle varie imprese, non ripartano anche altre attività dannose per la nostra terra. Regione Abruzzo deve fare la propria parte e scongiurare nuovi rischi e potenziali danni incalcolabili”. Così in una nota nel ardo pomeriggio di ieri il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.

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