lunedì , 21 Settembre 2020

Probabile menhir preistorico ritrovato nel Parco Nazionale della Majella

Ieri, nel meraviglioso scenario della Valle Giumentina, il Presidente del Parco Nazionale della Majella Prof. Lucio Zazzara e gli amministratori di Abbateggio (Pe),  hanno condotto un sopralluogo nel sito del ritrovamento di un elemento lapideo antropomorfo, di cospicue dimensioni (circa 2,30 m) e di indubbio interesse.

Il ritrovamento che a prima vista posato sul terreno potrebbe essere scambiato con un lastrone naturale “lavorato” dal tempo e dagli agenti atmosferici, presenta però una caratteristica forma che ricondurrebbe a una forma stilizzata umana.
Ma come annunciano gli scopritori “secondo una prima e sommaria datazione, si tratta di una sorta di menhir risalente al periodo neolitico”.   Servirà ancora tempo quindi per comprendere con esattezza quanto l’oggetto litico sia antico, nella breve nota viene anche fornito un dato interessante, infatti veniamo a sapere che il monolite è cosparso di segni  che ora dovranno essere interpretati.

“Ancora una volta la Majella ci ha donato un pezzo della sua storia facendolo emergere dalla sua coltre – ha dichiarato il Presidente del Parco Lucio Zazzara – In collaborazione con la competente Soprintendenza Archeologica, lo metteremo presto in sicurezza e, soprattutto, faremo in modo che possa essere esposto, ammirato e studiato in questo stesso territorio”

 

 Il Sindaco di Abbateggio Gabriele Di Pierdomenico”ritrovamento eccezionale”

“Il Comune di Abbateggio è da sempre particolarmente sensibile all’archeologia, essendo la sua natura e i suoi paesaggi unici, frutto della millenaria interazione fra uomo e ambiente. Accrescere la sensibilità nella difesa di tutti i beni culturali, patrimonio da tutelare e ricchezza da valorizzare, salvaguardando e promuovendo tutte le potenzialità offerte dal nostro territorio, come storia, cultura e bellezze naturali sono tra gli obiettivi portati avanti dall’amministrazione comunale, di cui sono Sindaco, e perseguiti già dal mio predecessore, Antonio Di Marco.

Questo inestimabile reperto potrà trovare un’idonea sede di esposizione ad Abbateggio, nello spazio museale all’interno del Paese, denominato “Sala Valsimi”, nel quale sono già conservati reperti archeologici provenienti dagli scavi archeologici di Valle Giumentina ed è già gestito dall’Associazione “Alle falde della Majella”.

Si tratta di un ritrovamento eccezionale, destinato ad arricchire ulteriormente il patrimonio a disposizione di visitatori, turisti e scolaresche che verranno in visita nel nostro borgo.

La Sala Valsimi, grazie alla collaborazione con altre realtà istituzionali che vorranno investire tempo e risorse, è ulteriormente destinato a crescere ed attrarre pubblico ben oltre i confini locali!”.

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