martedì , 14 luglio 2020
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Flash Mob Abruzzo Pride il comune non concede lo spazio alla “Nave di Cascella” scatenando le polemiche

Pescara- Appena 48 ore prima del Flash Mob finale dell’Abruzzo Pride presso la Nave di Cascella, nel centro di Pescara, agli organizzatori dell’Abruzzo Pride è arrivata una comunicazione inaspettata da parte del Comune di Pescara. L’ Amministrazione nega  l’utilizzo dello spazio con la seguente motivazione: essendo esso destinato “dall’Amministrazione Comunale per la realizzazione di eventi sportivi e manifestazioni di pubblico interesse (G.C. n°511 del 17-06-2010) […] il medesimo non può essere concesso”.

Arcigay Chieti Sylvia Rivera, Jonathan diritti in movimento, Mazì Pescara, La Formica viola che fanno parte del coordinamento riferiscono come nonostante da parte della Questura non fosse stato rilevato alcun problema per l’utilizzo della suddetta area e nonostante le diverse richieste inoltrate già da tempo, a distanza così ravvicinata dall’evento gli sia stato negato di manifestare nello spazio che per visibilità e centralità è stato ritenuto più opportuno dagli organizzatori per il primo Pride Regionale ai quali però è stata concessa in alternativa l’area denominata “La Madonnina”, decisamente meno centrale.

«Le motivazioni addotte per lo spostamento –commentano le associazioni– contrastano sia con una successiva delibera del 2016 (G.C. N. 333) secondo cui è possibile “[…] ospitare manifestazioni proposte all’Amministrazione da varie associazioni” sia con il fatto che nello stesso spazio l’8 Agosto 2019 il Segretario nazionale di un Partito ha lì tenuto un comizio politico. Ci chiediamo, alla luce dei fatti in questione, se questa possa essere definita una decisione politica ostile volta a tenere il Pride fuori dal cuore della città oppure un grave errore di valutazione dell’Amministrazione Comunale. Una manifestazione per i Diritti civili non è considerata “di pubblico interesse” per il Comune di Pescara. Una manifestazione alla base della quale vi è l’inalienabile diritto di essere e di autodeterminarsi non è “di pubblico interesse” per il Comune di Pescara. La lotta all’omo-lesbo-bi-transfobia, i Diritti delle persone transgender, il diritto ad una sessualità libera e consapevole, il diritto delle persone con disabilità alla propria sessualità e tutte le istanze politiche rivendicate nel nostro Documento non sono “di pubblico interesse” per il Comune di Pescara. Abbiamo sempre cercato, sin dall’inizio, una interlocuzione costruttiva con l’Amministrazione Comunale: per ben due volte è stato chiesto un incontro al Sindaco Carlo Masci nel 2019, a cui ne è seguito uno con l’Assessora Nicoletta Di Nisio delegata dal Sindaco stesso, alla quale abbiamo illustrato il programma culturale dell’intera manifestazione. Precisiamo che l’utilizzo del Circolo Aternino, di proprietà del Comune, è stato regolarmente affittato tramite il pagamento previsto dall’apposito listino, senza alcun contributo da parte dell’Amministrazione comunale».

Questa decisione annunciano le associazioni non fermerà l’Abruzzo Pride «il nostro orgoglio e tutte le nostre istanze politiche, anzi, rafforza il nostro ruolo di presidio democratico in una città in cui l’Amministrazione deve rappresentare l’intera cittadinanza senza alcuna discriminazione».
L’Abruzzo Pride si svolgerà presso “La Madonnina”, alle 18:30 con le modalità già indicate.

 

 

ACERBO (PRC) INVITA IL SINDACO A DARE IL PATROCINIO

Sulla questione è intervenuto anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista ed ex-consigliere comunale di Pescara Maurizio Acerbo che ha sottolineato come avevano fatto anche gli organizzatori come sulla stessa spiaggia fosse stato autorizzato il 7 agosto dell’anno scorso il celebre comizio in cui Salvini chiese i “pieni poteri” e aprì la crisi di governo che portò alla fine del Conte1. «Ora non si capisce come il Comune – stante la delibera citata da Silveri e dal sindaco Carlo Masci – abbia potuto autorizzare un comizio di partito mentre gli stessi ritengono che una manifestazione promossa da associazioni non possa tenersi nello stesso luogo. Probabilmente in quella occasione il sito era stato scelto di concerto col Prefetto ma di fatto la delibera era in vigore e nessuno l’ha tirata fuori».

Il sindaco sottolinea Acerbo «si trincera dietro il diniego del dirigente e se la prende per le critiche degli organizzatori che sono giustamente indignati di fronte a una palese e ingiustificata disparità di trattamento. Per il Comune la questione è chiusa perchè è stata messa a disposizione l’Arena del Mare dove si fanno ogni estate importanti concerti. Questo è vero ma un concerto non è un Pride e gli organizzatori avevano scelto il luogo più centrale della città probabilmente perchè si tratta di una manifestazione in cui la visibilità orgogliosa di una comunità perseguitata ferocemente per due millenni e discriminata quotidianamente anche oggi.

Invito il sindaco che so essere liberale (al contrario di una parte consistente del centrodestra) a dare il patrocinio alla manifestazione in modo che il Comune riconoscendola tra quelle “di pubblico interesse” possa superare il problema posto dal dirigente.

Tra l’altro non vedo perchè il Comune non abbia dato già il patrocinio che era stato chiesto dagli organizzatori per una manifestazione che in tutte le città del mondo vede i sindaci con la fascia tricolore in mezzo alla comunità lgbtqui.

Se non si vuole essere sospettati o apertamente accusati di omofobia bisogna comportarsi coerentemente. Se fossi il sindaco darei immediatamente patrocinio e domani andrei con fascia tricolore all’AbruzzoPride.

Ricordo –conclude Acerbo– che il Consiglio Comunale di Pescara fu il primo in Abruzzo ad approvare l’istituzione del registro delle unioni civili per iniziativa di Rifondazione Comunista e che nel 2011 approvò all’unanimità una mia mozione che impegnava il Comune a organizzare con associazioni lgbtqi inizative contro l’omofobia».

 

IL PD  “NEGATO CON ARGOMENTAZIONI RIDICOLE”

“Negare uno spazio pubblico equivale a negare uno spazio democratico, il diritto di apparire e manifestare le proprie istanze: per estensione, equivale a negare la democrazia stessa.È ridicolo l’argomento con cui l’amministrazione Masci ha rifiutato l’autorizzazione all’Abruzzo Pride di poter svolgere il flash mob finale alla Nave di Cascella: il tutto appena ventiquattro ore prima dell’appuntamento, oggi negato pur avendolo nei mesi passati concesso ad altri soggetti.

Particolarmente indicativo poi lo spostamento – in un luogo meno ‘centrale’ – della manifestazione: i margini, le periferie, le zone d’ombra sono da sempre il luogo prediletto dai pregiudizi e dai fascismi, convinti come sono di dover ‘allontanare dallo sguardo’ quello che non sanno nè comprendere né accogliere né affrontare.

Per questo il Partito Democratico ci sarà, ponendosi al fianco dell’Abruzzo Pride e dei suoi e sue oganizzatrici, per sostenere la lotta per l’inclusione e combattere insieme contro ogni forma di discriminazione. Il lavoro, le intenzioni e i valori del Pride rEsistono, sempre. E noi con loro” Così in una nota congiunta Nicola Maiale Segr. Partito Democratico provinciale Pescara insieme a Marielisa Serone D’Alò e Quirino Crosta del Coordinamento Politiche di Genere e Diritti PD Abruzzo

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