martedì , 1 Dicembre 2020

Nuovo DPCM: La Cna Abruzzo sui nuovi limiti “scelte illogiche e improvvisate”

Di Costanzo: «Assurde le chiusure delle palestre e i nuovi orari imposti alle attività di ristorazione. Azzerare tasse e tributi»

PESCARA – «Alcune misure del Governo annunciate ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte rischiano di rappresentare altrettanti colpi mortali ad alcuni comparti della nostra economia, ed in particolare per il comparto della ristorazione. Chiediamo che queste misure siano riviste quanto prima, perché la doverosa lotta alla pandemia non può trasformarsi in penalizzazione per operatori che hanno sempre agito con coscienza». Lo afferma il direttore regionale della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo, secondo cui «diversi provvedimenti contenuti nel testo del nuovo Dpcm appaiono improntati a improvvisazione: su tutti, quello legato alla nuova disciplina degli orari delle attività di ristorazione, che sfuggono ad ogni logica ed appaiono cervellotiche. Si tratta di un comparto che era già uscito particolarmente penalizzato dal lockdown, i cui gestori hanno investito in questi mesi ingenti risorse per adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza imposti dalle misure governative e regionali. Risorse investite anche dai titolari di palestre, che si vedono addirittura colpiti dalla chiusura totale dell’attività. Per queste categorie non basteranno certo nuove misure, pur annunciate, di ristoro e sostegno a scongiurare esiti drammatici per imprenditori e dipendenti, anche in ragione del fatto che le precedenti sono state spesso erogate con ritardi inaccettabili. In ogni caso, il Governo per questi ed altri settori colpiti deve intervenire eliminando anche la riscossione di tasse e tributi». «Sarebbe stato più sensato – conclude Di Costanzo – che le scelte per il contenimento dell’epidemia si fossero ispirate a un allentamento reale dei pericoli legati alla mobilità pubblica, agli orari di ingresso dei posti di lavoro, all’organizzazione della didattica in presenza. Oppure sanzionando quanti non rispettano le regole. Invece si è deciso di colpire settori vitali delle nostre città: misure contro cui ci batteremo in tutte le sedi».

La Cna: «Chiusure alle 18? Tanto vale non aprire proprio»

«In una città come Pescara dire che i locali della ristorazione debbono chiudere alle 18 non ha senso: tanto varrebbe dire direttamente “non aprite”». Lo afferma il direttore della Cna di Pescara, Carmine Salce, secondo cui «in presenza di un provvedimento generalizzato, come quello illustrato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non resta che chiedere al Governo di modificarlo drasticamente, oppure di prevedere subito per le attività colpite la cancellazione di tasse nazionali e tributi locali, oltre a un sostegno consistente per i vari costi d’impresa». A detta di Salce, «alcune decisioni assunte già con i provvedimenti dei giorni scorsi, come la limitazione delle presenze degli avventori nei locali a non più di quattro per tavolo, avrebbero consentito di gestire in modo sicuro le presenze, a pranzo come a cena. E invece si è voluta scegliere una strada incomprensibile, perché appare ben poco logica». Quanto all’annunciata restituzione dal parte dell’assessore alle Attività produttive Alfredo Cremonese, delle sue deleghe, Salce osserva come «di fronte a un momento così drammatico sia il caso di restare tutti al proprio posto, mantenendo alta la soglia dell’attenzione, facendo fronte comune per tutelare la salute dei cittadini e le attività produttive, coinvolgendo ancora più fortemente le associazioni d’impresa nella gestione dell’emergenza».

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