lunedì , 8 Marzo 2021

Montesilvano, indagine sulla palazzina SPRAR: archiviata la posizione dell’ex sindaco Maragno

«La mia fiducia nella giustizia è stata premiata», dice l’ex sindaco di Montesilvano, «Dispiace solo che chi ha tentato di denigrare una iniziativa lodata a livello nazionale e internazionale non è stato toccato dall’indagine»

Pescara – La Procura di Pescara ha archiviato, il 29 dicembre scorso, la posizione di Francesco Maragno nell’indagine del sostituto procuratore Salvatore Campochiaro che aveva contestato falso, truffa e abuso d’ufficio sulla gestione dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) a Montesilvano. Il pm aveva inviato gli avvisi di garanzia all’ex sindaco, a Ottavio De Martinis (all’epoca vice sindaco e oggi primo cittadino) indagando anche diversi dirigenti dell’ente strumentale e del Comune.

L’inchiesta intendeva chiarire la posizione degli amministratori pubblici in merito a presunte irregolarità edilizie in uno degli appartamenti privati individuati dall’amministrazione comunale di Montesilvano per accogliere i richiedenti asilo inseriti nel progetto Sprar.

«Sono contento che dalle verifiche effettuate da parte della Procura sia emersa la mia totale estraneità ai fatti contestati e non venga minimamente scalfito il grande progetto che era quello degli Sprar», dice Francesco Maragno, oggi consigliere di Forza Italia al Comune. «Il nostro intento di governare, al meglio, i flussi di immigrati che si erano riversati nel nostro territorio e che tanti problemi avevano causato alla cittadinanza, è stato riconosciuto anche dalla Procura. Ricordo che l’esempio Montesilvano, in tema di gestione dell’emergenza immigrati, ha fatto scuola non solo in Italia ed è stato al centro dell’interesse di studi universitari nella Repubblica Ceca, conquistando la menzione da parte della più importante agenzia di stampa francese, la France Press, oltre che da tutti i principali media italiani».

«L’unico rammarico», conclude l’ex sindaco, «è che chi ha tentato di denigrare questo progetto e questa iniziativa, perché voleva lucrare sulla disperazione delle persone in fuga da guerre e persecuzioni, non è stato minimamente toccato dall’indagine».

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