lunedì , 26 Settembre 2022

Coalizione Civica “nel DUP del Comune di Pescara pagine fotocopia dei precedenti”

Pescara – “Sono tre anni che leggiamo il DUP del Comune di Pescara, il Documento Unico di Programmazione, in qualche modo lo strumento principe che l’Amministrazione comunale predispone per indicare gli indirizzi di governo futuro della città. Ma è sempre lo stesso! Quest’anno le pagine sono arrivate a 300 circa, di cui le prime 100 di aggiornamento dello stato macroeconomico del Paese, anche in riferimento alle condizioni di pandemia da Covid 19 (premesse che comunque stanno bene in qualsiasi DUP di un comune italiano, ma forse anche europeo), mentre il resto è … identico ai due precedenti!”

A denunciarlo è l’associazione Coalizione Civica Pescara che ricorda come in questi giorni sia scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni, e lamenta “nessun cittadino ne presenterà perché il documento ha vita solo all’interno del Palazzo e fuori pochi ne hanno conoscenza. Nessun incontro pubblico di presentazione e di illustrazione, di confronto con i destinatari degli interventi, di verifica dei risultati raggiunti e degli obiettivi prossimi, se non declinazioni di impegni elettorali pregressi. Si, perché molta parte del DUP viene da lì, e così è rimasto per tre anni. Ne è esempio, fin dalle prime pagine, l’introduzione del Sindaco, che è la fotocopia della prima edizione e della seconda edizione.”

In sostanza secondo quanto verificato dall’associazione, si tratta per oltre il 90% di una riproposizione di quelli degli anni precedenti “c’è ancora lo Huge Wine Glass e, addirittura, rimasugli del documento di campagna elettorale con relative rivendicazioni e accuse alla compagine in competizione”. Parecchie tabelle spiega Coalizione Civica,vengono riproposte, anche nella grafica, con gli stessi identici numeri (spazi verdi, mobilità, infrastrutture immobiliari).

“I pochi aggiornamenti sono rilevabili soprattutto nella parte generale, -spiegano i coordinatori dell’associazione- per integrare i contenuti e le opportunità del PNRR, e in pochi altri passaggi, che servono soprattutto per tenere traccia di quanto in corso, spesso frutto di flussi finanziari tematici esterni (come alcuni fondi di riparto, vincolati a specifici ambiti progettuali): interventi eterodiretti, per interderci! Disorientano, come per le precedenti versioni, alcune pagine rimaste fisse relative alla mobilità, quando tutti gli annunci sui nuovi scenari di sostenibilità si infrangono in passaggi come: “creazione di parcheggi in ogni spazio possibile della città”, “parcheggio multipiano interrato sotto piazza 1° maggio”.
Per citare un’altra imbarazzante pagina, segnaliamo la n. 100, relativa alla Riserva Dannunziana, in cui si cita il PAN come ancora da approvare da parte della Regione (cosa nel frattempo già avvenuta) e solo alla fine delle proposte operative gestionali si fa cenno all’incendio e ai futuri interventi, anche in convenzione con l’Università dell’Aquila e con il Politecnico delle Marche. Curioso il riferimento a “standard di sicurezza dopo la recente campagna di mitigazione del rischio, i cui dati definitivi sono pervenuti lo scorso agosto” (ma quale agosto? Il testo è già presente nelle due versioni degli anni precedenti), mentre non si fa alcun riferimento alle forme di gestione previste nella legge istitutiva!

Nell’articolata e ricca tabella di cui al Piano Triennale LLPP si trovano ovviamente miriadi di interventi, non agevoli da valutare ma soprattutto da inquadrare in un contesto pianificatorio chiaro, riconducibili spesso a attività di manutenzione ordinaria ovvero a scenari solo futuribili. Nel complesso si percepisce una certa confusione, e manca la visione di lungo termine su cui dovrebbero invece essere chiaramente improntate le azioni previste, e sicuramente quelle legate a quanto le nuove politiche sostenibili europee, se non mondiali, impongono ormai a tutti i livelli decisionali, dalle singole nazioni, alle Regioni, ai Comuni.

Ah, la bandiera blu, secondo il DUP, il Comune la deve ancora ottenere, da tre anni: “Per il mare si punterà ad ottenere la “bandiera blu” come elemento caratterizzante di una città che vive sul mare, per il mare e con il mare”, si afferma nel documento!” Concludono nella nota gli attivisti di Coalizione Civica.

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