sabato , 24 Febbraio 2024

D’Alfonso sul palazzo della Regione nelle aree di risulta: “un fantasma con sembianze di mostro”

Pescara – “Sono trascorsi 49 mesi dal febbraio 2019 e le aree di risulta del Comune di Pescara, finanziate dalla Giunta D’Alfonso, non hanno fatto un centimetro avanti, se non la razionalizzazione di 16 milioni di euro ereditati dalla passata legislatura”. È quanto rileva in una nota l’On. Luciano D’Alfonso che chiede:

«A che punto siamo con la procedura? L’attivazione della bonifica non puo’ assurgere al corrispettivo dei 1500 giorni di amministrazione passati, perche’ c’e’ la zavorra di un fallimento procedurale causato da un bando di gara allontanatore e supponente.
Avevamo anticipato che il palazzo della Regione nelle aree di risulta è un mero ballon d’essai dopo il fallimento del bando, diramato in odio alle regole del libero mercato e senza nessuna consapevolezza della ventennale storia precedente.» 

Un ballon d’essai che secondo il Parlamentare ora si sta dettagliando in tutti i particolari: «non c’è niente! E allora: Pescara si può permettere di buttare al vento gli ultimi 11 mesi di legislatura regionale?
Pescara si può permettere di giocare con qualche bando farlocco per individuare un progettista internazionale che non avrà modo di combinare nulla?
In sintesi: Pescara si può permettere di mettere in campo una finzione per nascondere
quello che non si è fatto? »

D’Alfonso ora si chiede se non sia giunto il momento di fare un’operazione-verità in linea con le Delibere di collocazione urbanistica del 1993, del 1998, del 2003, del 2008, che hanno sempre situato
la Cittadella delle Amministrazioni (della vecchia e della nuova Pescara) in corrispondenza dell’ex quartiere 3.
«Pescara –aggiunge– si può permettere di distogliere uno dei migliori direttori della Regione Abruzzo ad inseguire un fantasma con sembianze di mostro, ovvero l’impossibile palazzo della Regione nelle aree di risulta?
Sarò costretto a fare personalmente un avviso di garanzia morale, assumendo momentaneamente una competenza giudicante, per impedire la dilapidazione delle risorse temporali, professionali ed economiche del nostro Ordinamento territoriale.
Se continuiamo a non utilizzarli, i soldi per le aree di risulta (ereditati dall’amministrazione regionale che ho guidato) perderanno capacità realizzativa, e non soltanto per l’aumento del costo dei materiali.
Si faccia un ravvedimento operoso: restano 240 giorni lavorativi, evitiamo di “marconizzare” le aree di risulta trasformandole in un canitere del nulla.
In quell’area vanno realizzati:
1) un grande parco di 80.000 mq come giacimento per la nuova Pescara e per la nuova Regione;
2) una straordinaria struttura culturale che ne aiuti l’attrattiva;
3) la scorrevolezza della domanda di trasporti pensata per i prossimi cento anni.
Un ultimo consiglio: iniziamo a trovare le risorse ulteriori della finanza pubblica e quelle provenienti dal libero mercato attraverso strumenti idonei, per cercare di arrivare ad una copertura di almeno 100 milioni di euro. La Regione Abruzzo possiede 3 miliardi per coprire questo dossier, li utilizzi con lo stesso impegno che ha messo per avere il Napoli a Castel di Sangro. L’idea di un palazzo della Regione in quell’area sta impedendo anche il progetto delle aree di risulta in quella stessa porzione di città. Il centrodestra di Regione e Comune, in coppia, sta sembrando sempre più l’asino di Buridano, perché non sa se lavorare alle aree di risulta o al Palazzo della Regione: tristemente non sta facendo né l’una né l’altra cosa.» Conclude l’On. Luciano D’Alfonso

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