lunedì , 15 Aprile 2024

L’Aquila, Sanità: il Centrosinistra “Biondi con il torcicollo verso il passato”

ILCENTROSINISTRA AQUILANO: “RISPONDA DELL’OGGI SENZA PENSARE ANCORA AL PASSATO



L’Aquila– “Il sindaco Pierluigi Biondi affetto da torcicollo continua a guardare agli anni passati ignorando che ne sono passati ben 7 da quando amministra e cinque da quando il centrodestra governa la Regione. Se vuole parlare di passato, spieghi perché non hanno realizzato nulla di quanto contenuto nel programma con il quale Marsilio si candidava nel 2019 dove, tra le altre cose, era prevista l’istituzione del Dea di II livello L’Aquila-Teramo, la reintroduzione del medico di medicina generale con presenza quotidiane nei territori marginali, l’individuazione dei tempi massimi di attesa per la prenotazione di visite specialistiche oltrepassati i quali si dia possibilità di libera e non onerosa scelta presso le strutture convenzionate e, ancora, il decongestionamento dei pronto soccorso ospedalieri attraverso il potenziamento dei presidi di sanità territoriale, proprio come i Nuclei di cure primarie che vogliono smantellare”.

Così Stefano Albano, capogruppo del Partito democratico, durante la conferenza stampa di oggi dei gruppi di opposizione al Consiglio comunale dell’Aquila durante la quale ha accusato i decisori di aver dimostrato chiusura nei confronti delle istanze di operatori, sindacati e cittadini, Albano inoltre stigmatizzando gli attacchi subiti dalla minoranza dal Centrodestra, sottolinea come il sindaco non abbia preso posizione in Consiglio comunale, “lasciando al solo direttore generale di dover difendere mesi di annunci e propaganda ma per quanto la si voglia raccontare efficiente i cittadini, ogni giorno, si scontrano con una sanità disastrata”.

“Abbiamo subito due attacchi”, ha proseguito Albano, che critica aspramente la consigliera Tiziana Del Beato per aver definito i medici avidi. “Il secondo dallo stesso sindaco che, nonostante governi oramai da 7 lunghi anni, si rivolge invece a chi ha amministrato prima di lui attribuendo qualsiasi responsabilità al centrosinistra, un atteggiamento che ha sempre usato. Mi domando quando scade il termine entro il quale chi governa inizia a rispondere del proprio operato senza attribuire responsabilità a chi lo ha preceduto!”.

“Biondi, che pone a noi delle domande, risponda sul buco da 66 milioni di euro della Asl provinciale dell’Aquila, del saldo negativo di 15 milioni fra mobilità attiva e passiva, del perché molti pazienti attendono il ricovero in barella nei corridoi del Pronto Soccorso anche per 48–72 ore, e ricordi che il blocco del turnover è finito nel 2018, e lo dobbiamo proprio all’assessore Silvio Paolucci che ha fatto uscire l’Abruzzo dal commissariamento sulla sanità”.

“Il sindaco e l’amministrazione gestiscono questo Comune in maniera referenziale e senza rispetto verso la comunità che rappresentano”, ha detto dal canto suo Simona Giannangeli, capogruppo di L’Aquila Coraggiosa. “C’è uno sguardo miope e di non responsabilità di Biondi, Marsilio e Romano. Quest’ultimo nel Consiglio di lunedì sulla sanità si è comportato più da Commissario che da Manager. Si stanno raggiungendo livelli di attaco feroce, vuol dire che abbiamo colto nel segno. Valuteremo”, ha aggiunto, “profili che potrebbero essere oggetto di denuncia querela nei confronti della consigliera Del Beato”.

Biasimo nei confronti “dell’atteggiamento del direttore generale della Asl, che esercita un ruolo politico come fosse parte della giunta Marsilio senza dimostrare terzietà” è stata espressa da Enrico Verini, di Azione. “Bisogna ristabilire l’etica della responsabilità nella vita e nella politica”, ha aggiunto. “Ho ricevuto segnalazioni di cittadini che si sono visti rimandare gli esami del sangue perché mancano i reagenti, segno di un ospedale a pezzi.”

“Noi crediamo in una politica che renda partecipe i cittadini, i quali non devono essere esclusi. La partecipazione non si deve solo chiedere ma si deve praticare”, ha detto Gianni Padovani di 99 L’Aquila.

“La salute non è del centrosinistra ma di tutti e il sindaco deve anche dibattere se c’è bisogno”, ha aggiunto Paolo Romano di Italia Viva. “Siamo a fine legislatura Marsilio e ora bisogna fare non un bilancio preventivo ma un rendiconto fra le promesse e ciò che è stato realizzato. I cardini del suo programma erano: riduzione mobilità, liste di attesa, carenza del personale e invece su questo abbiamo ancora un saldo negativo, dai dati oggettivi che ci riporta la Cgil. In particolare c’è un problema di concorsi, per esempio il concorso per il personale amministrativo bandito nel 2020 ad oggi dopo 4 anni ancora non vede la luce” conclude Romano.

“L’atteggiamento di Biondi è stato da oppositore e non da governatore, in seguito alla sua grave assenza al Consiglio scorso”, ha dettoStefania Pezzopane del Pd. “Oggi i medici vengono additati come avidi e non si capisce perché se questi medici che vengono colpiti individualmente – siamo a livello di gogna – quando invece ci sono delle leggi che andrebbero applicate ma ciò non avviene. I governi di centrosinistra hanno cambiato la linea che continuava a tagliare fondi trasferiti alle Regioni. I medici oggi invece stanno facendo una battaglia per il territorio e se il loro plafond è basso, sarà altrettanto basso il plafond delle case di comunità. Sul tempo presente continueremo a difendere la città e la sanità pubblica, non credano di azzittirci con i loro comunicati stampa”.

“Potremmo dire la pezza è peggiore del buco”, ha detto Alessandro Tomassoni de Il Passo possibile. “Un manager che per settimane non riceve sindacati e gente comune sfuggendo al confronto, poi nel momento in cui viene in Consiglio nell’ora di intervento concessogli, ci parla mezz’ora di dati inesatti e l’altra mezz’ora del suo curriculum, con un evidente autoreferenzialità, e già questo è un ossimoro piuttosto indicativo vista la situazione critica in cui versa il San Salvatore”.

“Prendiamo atto che tutto va bene secondo loro e anche per la politica che li ha nominati”.

“L’unica speranza di cambiamento”, ha aggiunto Tomassoni, “è affidata alla nuova governance regionale di centrosinistra che si insedierà l’11 marzo, si ha necessità di scelte oculate e che tutelino davvero, su tutti il sacrosanto diritto alla salute, gravemente vilipeso soprattutto nella Asl aquilana, dove una gestione ragionieristica dei suoi vertici troppi danni ha creato e sta creando alla sanita cittadina e del territorio, e ciò, purtroppo, sotto gli occhi di tutti”.

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