giovedì , 2 luglio 2020
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Chieti, lo stato di avanzamento dei lavori della fontana di piazza Valignani

“Nella parte sottostante – ha affermato il sindaco di Chieti, Umberto Di

Primio – tutto ciò che c’era lì sotto ha subìto delle trasformazioni. Quello

che abbiamo rinvenuto sono degli elementi di fondazione di un palazzo

preesistente che è stato demolito per costruire la piazza.
Quello è lo

scavo più profondo che dobbiamo fare perché per la fontana andremo

giù di 50 cm. Lo scavo che abbiamo fatto non interessavano quelle cose

che abbiamo rinvenuto. Quando è stato realizzato il tunnel quello che

c’era è stato eliminato. Non ci sono elementi di rilievo sotto lo scavo che

abbiamo trovato e non sono cose da mettere in mostra. Fino ad oggi, sin

dal primo giorno dei nostri lavori, abbiamo avuto un grande rispetto per

la storia perché per la nostra città la storia e la cultura è fondamentale,

quindi non si deve fare polemica inutilmente.
Stiamo andando avanti,

ad inizio settimana prossima dovremo mettere in opera le vasche. La

fontana è soltanto uno degli elementi dell’arredo urbano, è un’azione per

recuperare quegli elementi della città.
I lavori dovrebbero essere conclusi

l’11 ottobre, ho chiesto il miracolo, mi piacerebbe poter consegnare

questi lavori per l’anteprima dell’Expò di Milano che va dal 25 settembre

al 2 ottobre in modo da dare un aspetto più bello alla città. Ringrazio la

funzionaria archeologa Sandra Lapenna per la passione che ci mette in

quello che fa. Persino il gettito d’acqua della fontana è stato oggetto di

una revisione da parte della Sopraintendenza”.

“Tutte le opere che si fanno in città – ha proseguito la funzionaria

archeologa della Sopraintendenza dei Beni Archeologici d’Abruzzo,

Sandra Lapenna – devono essere sottoposte alla revisione da parte

della Sopraintendenza. nel caso di questa fontana abbiamo dato la

presenza del controllo archeologico. C’è un mosaico nei pressi del Teatro

Marrucino che non veniva interessato dai lavori. Dove dovevamo mettere

questa vasca, il terreno era già stato manomesso in passato con plastica

e cemento.
Le murature sono delle sovrastrutture di un edificio che è

stato completamente rasato. Ho chiesto al direttore dei lavori di fare

una verifica. Abbiamo deciso di salvare questa struttura, quindi in ogni

modo preserviamo tutto ciò che c’è di antico. Ci tengo molto alla storia di

questa città e non mi permetto di distruggere nulla”.

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