giovedì , 29 Luglio 2021

10 anni dalla scomparsa di Paolo Antonilli. Un ricordo

Sono trascorsi dieci lunghi anni dalla morte di Paolo Antonilli, e Montesilvano come Città Sant’Angelo rimpiange ancora la sua magistrale penna. Il ricordo di un grande professionista che ha attraversato le nostre vite, raccontandole con la discrezione e l’obiettività che lo contraddistinguevano.
Nelle città alle quali lui ha dedicato buona parte della sua carriera giornalistica, lo ricordano in tanti: a Montesilvano c’è una piazzetta intitolata a lui, per ricordare la sua figura si è tenuto un concerto degli Stadio, suoi amici bolognesi, a Città Sant’Angelo hanno istituito un prestigioso premio giornalistico.

Ricordo quando, ancora ragazza, ho conosciuto questo uomo silenzioso che dietro quell’aria apparentemente burbera, celava grande profondità e sensibilità, una persona vitale e coraggiosa, di intensa riservatezza e forte senso dell’abnegazione.
Era sempre attento con la sua agenda di pelle a prendere qualche appunto: poche parole, frasi, annotazioni che il giorno seguente si trasformavano su Il Centro – il giornale per il quale collaborava sin dalla sua nascita seguendo le notizie di Montesilvano e Città Sant’Angelo – in un pezzo sapientemente dosato ed equilibrato; mai una sbavatura, sempre scrupoloso a voler raccontare i fatti, a interpretare la nostra città, a scavare con gli occhi e con la coscienza le luci e le ombre della nostra storia.
Della nostra città sapeva e conosceva tutto: segreti, fermenti e novità. Ad ogni evento politico e di cronaca era presente in maniera discreta, sempre a lato e in poco tempo, da conoscitore e esploratore di Montesilvano, con qualche domanda coglieva e raccontava il senso dell’accaduto.
Rammento ancora le sue parole sempre dosate e pacate e il suo senso dello humor di detto e non detto che dai suoi occhi traspariva dietro quelle spesse lenti, o i rari sorrisi, tra lo scherno e il sornione. Ricordo che un giorno, sorprendendomi con una domanda personale mi chiese che nome avessi dato alla mia bambina e nel dirglielo mi disse che gli piaceva molto e che non lo trovava banale. Ho conosciuto Paolo grazie ad un’altra meravigliosa persona che purtroppo ci ha lasciato sempre in inverno in silenzio come lui, una grande donna che mi ha avvicinato alla politica, Elisabetta Canonico. E proprio una sera, con Elisabetta, è stata l’ultima volta che l’ho visto. Seguiva, da giornalista, la nostra assemblea dei DS con la senatrice Silvana Amati: era seduto su una sedia all’angolo della sala dell’allora ristorante Remo, con la solita agendina tra le mani e un’aria strana.

Disse che era stanchezza, fece un sorriso a Emma – la chiamava per nome perché gli piaceva il suo nome – e poi giù di nuovo sui suoi appunti a capo chino.
E’ stato il suo ultimo articolo scritto prima di lasciarci, prima di essersene andato in silenzio, discretamente come tutte le volte che si allontanava dalla scena ma stavolta è stato per sempre.
Il suo essere schivo e solitario sono stati un segno distintivo di questi nostri tempi aridi che colgono la grandezza di un uomo solo a posteriori.
Ciao Paolo.

Domani Martedi 7 febbraio ore 18:00, si terrà la messa in ricordo di Paolo presso la Chiesa di S.Chiara a Città Sant’Angelo dove Paolo ha lavorato e dove oggi riposa.

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