domenica , 22 settembre 2019
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Strada Parco: i comitati Greenway “Nino Sospiri non avrebbe mai consentito lo scempio consumato”

Pescara – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del portavoce comitati Greenway Ivano Angiolelli, nella quale vengono elencati quelli che vengono definiti i suoi “peccati originali”

 

Spettabile Redazione,

Il progetto Filò del 1993, improvvisato e rabberciato al solo scopo di puntare a conseguire i finanziamenti disposti dalla buona Legge n. 211/1992, grazie ai preziosi uffici promossi dal compianto On. Nino Sospiri, difetta degli elementi essenziali e qualificanti che seguono:
1) manca di uno “studio preliminare di valutazione di impatto ambientale”, eluso benché prescritto dalla Legge citata, circa la sussistenza di possibili soluzioni alternative, compresa l’opzione “zero”. L’opera s’ha da fare a tutti i costi sulla Strada Parco, come se l’avesse ordinato il “medico somaro”;
2) manca di un piano economico-finanziario sostenibile nel conveniente rapporto costi/benefici. Altro requisito essenziale rappresentato con dati di pura fantasia in barba alle prescrizioni di Legge (11,5 milioni di passeggeri per anno, senza l’indispensabile parcheggio scambiatore a Nord, mai appaltato);
3) manca di un “percorso riservato in sede protetta” nella sua intera estensione, che sia dotato delle caratteristiche dimensionali e strutturali compatibili con i sistemi cosiddetti BRT (Bus Rapid Transit). Sia per la carreggiata sia per i marciapiedi, irregolari e inaccessibili alle persone con disabilità. I tratti in sede promiscua finirebbero per penalizzare in modo espressivo la velocità commerciale attesa di 21 Km/ora, così vanificando la valenza strategica dell’opera;
4) mancano i sottopassi agli incroci principali, con gli inevitabili rallentamenti alla circolazione veicolare bidirezionale Mare – Monti, così vanificando i benefici attesi sulla qualità dell’aria;
5) manca di un vettore compatibile per il trasporto rapido di massa, dotato di guida vincolata omologata e funzionante: indispensabile, a fini di sicurezza, su un tracciato troppo stretto per accoglierlo a doppia via di corsa;
6) sconta costi di esercizio troppo elevati (6.50 Euro/Km) in rapporto agli effettivi titoli di viaggio venduti.
A Palermo, Lecce, Perugia, ma anche a Parma e a Padova, i sistemi BRT adottati penalizzano gravemente i bilanci delle aziende municipalizzate, fino a ipotizzare in alcuni casi la dismissione degli impianti;
7) manca di banchine di fermata e di pensiline regolari e sicure, anch’esse inaccessibili ai portatori di disabilità;
8) per tutti questi motivi, manca persino del prescritto “parere favorevole” della Commissione ministeriale di Alta Vigilanza (CAV), indispensabile per l’ammissibilità alla graduatoria di merito dei benefici finanziari: parere superato grazie ai buoni uffici interposti dal compianto On. Sospiri.
Il quale, è bene ricordarlo, specie al distratto nipote Lorenzo, non avrebbe mai consentito lo scempio che si è consumato a danno della Strada Parco e dei cittadini. Lui, sì, che amava davvero Pescara. 💙
È vero Carlo Masci e Luciano D’Alfonso?
Cordialità

Ivano Angiolelli – portavoce comitati Greenway

 

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