domenica , 21 aprile 2019
Don Franco D'Angelo
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“INSIEME AI SACERDOTI” la CEI per le Offerte Insieme ai sacerdoti: La storia di Don Franco a Castelli

Protagonista degli spot, pianificati su stampa, web e tv, Don Diego Conforzi, giovane parroco romano di S.Ugo, seguito nella sua giornata tipo per illustrare il grande impegno quotidiano dei sacerdoti. Tra i 35mila preti diocesani viene segnalato in Abruzzo Don Franco D’Angelo, da 20 anni prete di montagna ai piedi del Gran Sasso, proclamato recentemente cittadino onorario di Castelli per il suo incessante impegno civile e sociale.

Un mese con i sacerdoti, annunciatori del Vangelo in Parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione. Come ogni anno torna la campagna di comunicazione per le Offerte Insieme ai sacerdoti, promossa dal Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica.

E’ tempo di guardare ai sacerdoti non come a persone che possono fare tutto, ma a ministri dei sacramenti e annunciatori del Vangelo che hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità che servono. E che sono affidati ai fedeli per il sostentamento -afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione CEI per il sostegno economico alla Chiesa- Anche Papa Francesco ci ricorda l’importanza di questa vicinanza ai nostri preti. L’Offerta è un contributo speciale, da introdurre stabilmente nella nostra vita cristiana, ripetendolo qualche volta l’anno, perché ci incammina su una nuova strada di comunione con la Chiesa. Basterà anche un piccolo importo, ma donato in tanti, perché raggiunga tutti i preti diocesani in Italia, non soltanto il nostro”.

L’ESEMPIO ABRUZZESE  DI DON FRANCO

Tra i 35 mila preti diocesani sostenuti nella missione con le Offerte per il sostentamento ci sono sacerdoti come don Franco d’Angelo, parroco di Castelli e di altre tre parrocchie ai piedi del Gran Sasso.

Punto di riferimento per i parrocchiani, Don Franco è atteso ovunque con affetto. A testimonianza del profondo legame con le comunità parrocchiali ed il territorio, lo scorso 15 settembre, è stato insignito della cittadinanza onoraria di Castelli “come segno di profonda gratitudine – si legge nella motivazione – per la sua azione di uomo e di sacerdote, esempio di altruismo e dedizione al bene comune, per aver sostenuto con la sua vivificante attività pastorale e il suo impegno civile la comunità di Castelli anche in momenti di particolare difficoltà”.

Un riconoscimento importante della sua “missione” che si svolge su chilometri di strade, ben 70.000 l’anno, che il sacerdote percorre senza sosta con la sua Panda 4×4 giungendo a destinazione anche quando le tortuose e sconnesse strade delle 12 frazioni di Castelli, Villa Rossi, Colledori e Palombari, sono ricoperte di coltre bianca. Come quella caduta a metri lo scorso anno e che, accompagnata alle scosse di terremoto, ha creato disagi e disperazione, risparmiando solo le morti che hanno invece colpito la vicinissima frazione di Rigopiano (29 le vittime nell’hotel travolto da una valanga). “Quando tutto era bloccato lui ha accompagnato la Protezione civile, è venuto a dire Messa, ha portato i pacchi della Caritas”, sottolineano alcune parrocchiane, fino a mettersi alla guida del furgone rosso, acquistato usato dalla parrocchia, per portare gli ammalati in sicurezza. Al servizio del prossimo da sempre rifiuta i 436 euro che gli spetterebbero come contributo dalla comunità: “Non ci sono soldi – sottolinea – Come si fa a chiederli?”.

Anche se le difficoltà economiche hanno svuotato i borghi lui è riuscito a tenere unite le comunità. E, una ad una, ha riaperto le chiese riscoprendo tesori sorprendenti e nascosti. Come quelli della quattrocentesca Chiesa di San Donato, definita da Carlo Levi (l’autore di Cristo si è fermato ad Eboli e Le parole sono pietre) la “Cappella Sistina della maiolica” o Santa Maria della Neve a Befaro, la cappella Madonna delle Grazie di Villa Rossi, dove i fedeli partecipano alla Messa stipati perché la chiesa madre di Sant’Andrea è terremotata. O San Giovanni Battista, riaperta al culto un anno fa e dove, nelle 4 dita mancanti alla mano destra del crocefisso ligneo del ‘500, è raccontata la sofferenza di una chiesa chiusa per 40 anni.

Il sisma e poi anche le condizioni meteo estreme hanno disperso i fedeli ovunquespiega don Franco  ripensando a quanti, dal 2009, sono andati via per paura o perché senza più una casa. Castelli è la patria della ceramica, attività economica fiaccata dal terremoto che ha distrutto il centro storico e tutte le attività di produzione e vendita, condannando il turismo di settore. Nel 2016 alcuni di questi cittadini si radunarono nella casa parrocchiale, costruita con sacrificio proprio dal parroco dopo 10 anni in affitto, perché era l’unica abitazione ritenuta sicura. Ora la casa di don Franco è diventata il punto di riferimento per tutte le attività, compresa la raccolta di alimenti destinati a chi nel silenzio ha bisogno.

LO SPOT CEI

Al centro dello spot tv c’è un’intera comunità con il suo parroco, con l’oratorio e gli abitanti del quartiere. Nel filmato una bambina del catechismo segue il parroco, Don Diego Conforzi della parrocchia di Sant’Ugo di Roma, nella sua giornata tipo, dalle visite agli anziani alla pastorale giovanile, dal soccorso ai più poveri all’altare dove eleva il calice. Uno spot per tornare a sottolineare l’impegno quotidiano di ogni “buon pastore” che ha scelto di essere al servizio del Vangelo e degli uomini, in ogni situazione, dalle più normali a quelle umanamente più problematiche.

Alla fine dei 15 e 30 secondi una voce recita: “Doniamo a chi si dona” con un invito a donare attraverso il sito www.insiemeaisacerdoti.it. Qui, oltre a tutte le informazioni sulle Offerte Insieme ai sacerdoti (storia, dati, modalità per donare, ecc.), è interessante scoprire le storie di coloro che dedicano la loro vita al prossimo.

Gli spot, in formato web, verranno promossi anche sulla pagina Facebook www.facebook.com/insiemeaisacerdoti che racconta la missione dei sacerdoti attraverso storie vere, presentate ogni mese nello spazio “Insieme a Don” con foto, interviste, documentari. La campagna, declinata anche sulla stampa cattolica, sarà on air fino al 31 dicembre.

L’iniziativa ha come obiettivo quello di continuare a diffondere la conoscenza delle Offerte Insieme ai sacerdoti destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero. L’anno scorso 78.289 fedeli hanno effettuato una donazione per il sostentamento dei sacerdoti. Non molte se paragonate al numero dei cattolici italiani, ma Offerte comunque molto preziose in quanto rappresentano uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale, scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei 35mila sacerdoti diocesani. Infatti da 30 anni essi non ricevono più uno stipendio dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte. Nel 2017 sono state raccolte 102.820 Offerte, per un totale di 9.609.811,21 euro.

 

INSIEME AI SACERDOTI

L’iniziativa “Insieme ai Sacerdoti” si avvale del supporto di una rete di 225 incaricati diocesani che, con la collaborazione dei referenti parrocchiali, affiancano i parroci nella sensibilizzazione al tema.

Le Offerte per i sacerdoti sono diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi, a nome proprio o della propria famiglia. L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e popolo di Dio e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.

Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

L’8xmille oggi è strumento ben noto e non costa nulla di più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le Offerte coprono circa l’1,8% del fabbisogno e per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria. I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte oggi sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa per il Vangelo e per i fratelli, oltre che circa 600 missionari nel Terzo Mondo. Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno. Info: www.insiemeaisacerdoti.itwww.insiemeaisacerdoti.it

 

La raccolta storica delle Offerte Insieme ai sacerdoti destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero

Nella tabella che segue sono raccolti i dati storici sulla raccolta annuale delle Offerte Insieme ai sacerdoti, destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero (I.C.S.C.) che le distribuisce ai circa 35 mila sacerdoti diocesani, dal 1989 al 2017. Per quanto riguarda il dato relativo al numero degli offerenti, questo non include i donatori tramite bonifico bancario in quanto gli Istituti di credito non forniscono queste informazioni all’I.C.S.C.

Dati storici sulla raccolta annuale delle Offerte Insieme ai sacerdoti

(Fonte: elaborazione C.E.I. su dati dell’I.C.S.C.)

        Anni

Donazioni (migliaia di €)

Numerosità

delle offerte

Numerosità

degli offerenti

(escluse banche)

Offerta media

(in €)

1989

13.193

105.704

98.367

125

1990

20.377

175.132

139.821

116

1991

21.232

185.370

143.124

115

1992

23.535

211.138

168.051

111

1993

22.492

189.213

152.362

119

1994

23.736

196.417

163.018

121

1995

22.397

190.057

156.395

118

1996

21.879

203.044

162.825

108

1997

21.773

197.588

155.712

110

1998

21.398

192.072

150.781

111

1999

20.553

189.475

148.049

108

2000

20.031

181.453

143.091

110

2001

19.293

182.634

143.476

106

2002

19.036

182.272

143.215

104

2003

18.326

176.801

140.280

104

2004

18.229

177.890

138.682

102

2005

17.470

169.764

133.411

103

2006

16.369

155.501

122.643

105

2007

16.803

171.544

128.943

98

Anni

Donazioni (migliaia di €)

Numerosità

delle offerte

Numerosità

degli offerenti

(escluse banche)

Offerta media

(in €)

2008

16.562

160.878

120.607

103

2009

14.908

147.065

114.481

101

2010

14.017

137.319

106.556

102

2011

12.794

126.940

99.207

101

2012

11.837

113.093

88.881

105

2013

11.251

117.272

88.309

96

2014

10.546

110.831

81.996

95

2015

9.687

97.582

71.822

99

2016

9.366

99.906

78.430

94

2017

9.609

102.820

78.289

94

Il fabbisogno per il sostentamento del clero anno 2017

Nel consuntivo relativo al 2017, il fabbisogno complessivo annuo per il sostentamento dei sacerdoti è ammontato a 538,8 milioni di euro lordi, comprensivi delle integrazioni nette mensili ai sacerdoti (12 l’anno), delle imposte Irpef, dei contributi previdenziali e assistenziali e del premio per l’assicurazione sanitaria.

A coprire il fabbisogno annuo provvedono: per il 17,3% in prima battuta gli stessi sacerdoti, grazie agli stipendi da loro percepiti (per esempio quali insegnanti di religione o per il servizio pastorale nelle carceri e negli ospedali); per il 7,5% le remunerazioni percepite dagli enti presso cui prestano servizio pastorale (parrocchie e diocesi). Il resto è coperto per il 7,4% dalle rendite degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, per il 67,8% dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero attraverso le Offerte deducibili per il sostentamento del clero e con una parte dei fondi derivanti dall’8xmille. Nel 2016 le fonti di finanziamento sono state:

Totale (milioni di euro) 538,8 100%

Remunerazioni proprie dei sacerdoti93,1 17,3%

Parrocchie ed enti ecclesiastici40,2 7,5%

Redditi degli Istituti diocesani39,8 7,4%

Offerte per il sostentamento9,4 1,7%

Quota dall’otto per mille356,3 66,1%

Sono stati quasi 35mila i sacerdoti secolari e religiosi a servizio delle 226 diocesi italiane: 31.409 hanno esercitato il ministero attivo, tra i quali 394 sono stati impegnati nelle missioni nei Paesi del Terzo Mondo come fidei donum, mentre 3.048 sacerdoti, per ragioni di età o di salute, sono stati in previdenza integrativa.

Modalità per fare un’Offerta per il sostentamento dei sacerdoti

Per sostenere i sacerdoti diocesani con le Offerte Insieme ai sacerdoti, si hanno a disposizione 4 modalità:

1 – Conto corrente postale

Si può utilizzare il c/c postale n. 57803009 per effettuare il versamento alla posta.

2 – Carta di Credito

Grazie alla collaborazione con Cartasì i titolari di questa carta di credito possono inviare l’Offerta, in modo semplice e sicuro, chiamando il numero verde 800 825000 oppure collegandosi al sito Internet HYPERLINK “http://www.insiemeaisacerdoti.it” www.insiemeaisacerdoti.it 

3 – Versamento in banca

Gli sportelli delle principali banche italiane sono disponibili a ricevere un ordine di bonifico a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero-Erogazioni Liberali (elenco banche  HYPERLINK “http://www.insiemeaisacerdoti.it” www.insiemeaisacerdoti.it).

4 – Istituti Diocesani

Si può anche effettuare il versamento direttamente presso gli Istituti Diocesani Sostentamento Clero (elenco Istituti Diocesani Sostentamento Clero  http://www.insiemeaisacerdoti.it” www.insiemeaisacerdoti.it.

L’offerta è deducibile.

Il contributo è libero. Per chi vuole queste Offerte sono deducibili dal proprio reddito complessivo, ai fini del calcolo dell’Irpef e delle relative addizionali, fino ad un massimo di 1032,91 euro annui. L’Offerta versata entro il 31 dicembre di ciascun anno può essere quindi indicata tra gli oneri deducibili nella dichiarazione dei redditi da presentare l’anno seguente. Conservare la ricevuta del versamento per i successivi cinque anni solari.

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