venerdì , 26 aprile 2019
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Acque del fiume Pescara e interramento del porto: da Italia Nostra appello alle forze politiche candidate al rinnovo degli Organi regionali

Pescara –  «Il fiume Pescara, negli ultimi giorni in cui abbiamo avuto piogge deboli, si è presentato per l’ennesima volta come un autentico fiume di fango. Buona parte di quel fango va a sedimentarsi nello slargo del porto-canale, e il resto, che è composto dalla componente più fine (cosiddetta “pelite”) va  a spargersi diffusamente e in enormi quantitativi  sui fondali del litorale marino ove  impedisce la vita ai molluschi lamellibranchi per l’occlusione delle branchie. Fiume e mare sono così affetti, tecnicamente, da un “inquinamento fisico da materiali sedimentabili”, di severa entità. Quel trasporto solido limaccioso ed esagerato è lo specchio del degrado delle sponde del fiume Pescara, che a monte sono state private in massima parte dell’azione protettiva della vegetazione spontanea tipica fluviale.  In particolare oggi le sponde della Pescara, prive di vegetazione o con vegetazione ridotta a una sola fila di piante, franano immettendo fango nella corrente e lo stesso fa la pioggia col ruscellamento superficiale che trasporta la terra con l’erosione» Così l’associazione Italia Nostra in una nota descrive la situazione in cui versa il corso d’acqua che attraversa la città adriatica.

Italia Nostra rivolge appello alle forze politiche che si candidano al rinnovo degli Organi regionali, perché si impegnino a risolvere il problema, abbandonando la pratica che ha portato finora ad agire esclusivamente sui sintomi (dragaggi ripetuti per l’interrimento del porto) senza agire sulle cause che risiedono soprattutto a monte, lungo l’asta fluviale.

L’Associazione chiede che, per  eliminare tanta “fanghizzazione”, vengano applicati i principi europei della prevenzione e della correzione alla fonte  prendendo in considerazione la pianificazione di interventi risanatori sull’intero sistema  fiume-porto-mare.
Sollecita quindi iniziative di tutela delle sponde mediante interventi di disciplina urbanistica e paesaggistica che non comportano aggravi di spesa per le Istituzioni Pubbliche mentre, viceversa,  se adottati ed attuati farebbero risparmiare decine di milioni oggi impiegati per i dragaggi periodici, anche a beneficio della pesca del paesaggio e della salute ecologica del mare.

«Si tiene a sottolineare che la vegetazione fluviale spontanea –precisa Italia Nostra– é caratterizzata da rapidissimo accrescimento per cui i risultati di riportare acque trasparenti nel fiume può essere conseguito in pochi anni.  In accordo con le indicazioni del mondo della scienza, Italia Nostra  suggerisce  che ai nostri fiumi vengano garantite fasce di vegetazione spontanea per uno spessore, ovunque possibile, di 30 – 60 metri, anche al fine di bloccare l’inquinamento diffuso mobilizzato dalle piogge, promuovere luoghi ad altissima biodiversità e favorire i processi naturali di autodepurazione degli ambienti fluviali, come richiesto dalle Direttive dell’Unione Europea».

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