domenica , 21 luglio 2019
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All’Oscar Pomilio Blumm Forum Premiati con l’Ethic Award Stephen Clark e Max Dudler

Pescara. L’Oscar Pomilio Blumm Forum 2019 si conferma viaggio culturale tra più discipline, con l’obiettivo di dare al pubblico prospettive diverse. Come ha spiegato lo stesso Franco Pomilio, Presidente Pomilio Blumm, «lo human design, tema di questa edizione, è un concetto che connette le persone e crea valore attraverso la società. È un’idea tipicamente europea, che sta acquisendo un nuovo volto e nuove prospettive attraverso i progressi di una tecnologia sempre più dal volto umano»

Momento culminante del Forum è stata la consegna dei due Ethic Award, andati quest’anno a Max Dudler, architetto svizzero tra i più importanti a livello internazionale che unisce il minimalismo svizzero e il razionalismo classico, e Stephen Clark, Direttore degli Liaison Officers del Parlamento Europeo, che si occupa delle campagne rivolte ai cittadini e delle strategie di comunicazione per le elezioni europee. Ha consegnato il premio Massimo Pomilio, AD Pomilio Blumm.

L’Architetto Max Dudler ha guidato il pubblico in un viaggio tra gli elementi atemporali e quindi eterni dell’architettura, mostrando le analogie tra edifici moderni e tradizionali, dai musei alle sale concerto fino alle biblioteche. Interessante in questo senso l’esempio di come un dato storico possa diventare futuro, come nel caso della biblioteca di Brema, ispirata a un analogo dell’800 a Dublino. È proprio la biblioteca come luogo che consente l’incontro e la comunicazione uno degli elementi principali dell’opera di Max Dudler, che la vede come un luogo moderno, leggibile anche dall’esterno, che rimanda alla storia e si inserisce nel tessuto storico. L’architettura ha secondo Dudler questa missione: contribuire alla ricerca di identità da parte della popolazione e deve creare nuovi mondi all’interno delle città.

Stephen Clark ha spiegato come il livello di interesse dei media sulle elezioni sia quasi raddoppiato, a questo si aggiunge un grande sforzo da parte delle istituzioni europee di community building e mobilisation, con largo uso dei social media e di un sito su cui iscriversi per diventare ambasciatori attivi, una iniziativa che ha visto finora 200mila iscritti di cui 10% volontari attivi, ambasciatori e organizzatori di iniziative in tutta Europa, tra cui anche per l’italia l’astronauta Samanta Cristoforetti. Tutto questo rientra nella nuova strategia che ha tra gli obiettivi i così detti soft supporters, persone che sostengono i valori europei ma che nelle precedenti elezioni 2014 pensavano non fosse interessante o utile votare.

Raphael Arar, designer e artista che collabora con IBM, Apple e Google progettando intelligenza artificiale e utilizzando l’arte come trigger per stimolare e guidare la ricerca, ha spiegato come in futuro i computer potranno comprendere i nostri sentimenti e trasformare le emozioni in matematica, il qualitativo in quantitativo. In questa ricerca l’arte è preziosa, aiuta a far capire ai computer sentimenti quali la nostalgia, che Arar in una ricerca presso l’Università di Southampton, sta cercando di codificare partendo da racconti di esperienze di volontari.

Heather Knight, Professore di Computer Science e di robotica all’Università dell’Oregon, ha spiegato come nell’Intelligenza Artificiale sia più utile andare oltre il concetto di efficienza, cercando una vera “Robotica sociale”, portando i robot nella nostra vita di tutti i giorni attraverso la strada più lunga, ma che ci fa sentire più sicuri e felici. Per questo nel laboratorio che dirige cerca di ispirarsi al teatro e all’arte per insegnare all’intelligenza artificiale a correlarsi con gli umani. Per dare una dimostrazione pratica Heather Knight ha mostrato al pubblico il suo robot Ginger, che ha fatto una performance da vero animatore, facendo anche fare ginnastica ai presenti perché “seduti da troppo tempo”.

Nicola Trezzi, Direttore del Centro di Arte Contemporanea di Tel Aviv, ha anche lui esplorato il rapporto tra tecnologia e arte, mostrando al pubblico vari esempi, tra cui l’orbital reflection di Trevor Pagen, una “scultura spaziale” lanciata con un razzo in orbita e in grado di riflettere la luce solare in modo da essere visibile a occhio nudo dalla terra e cambiare la nostra percezione del cielo. Nicola Trezzi ha anche presentato il Pomilio Blumm Prize, nato per esplorare nuovi linguaggi attraverso lo sguardo innovativo dell’arte, e da anni un premio internazionale, raccontato da Sky Arte con una serie di puntate, che premia i giovani talenti dell’arte, della fotografia e della letteratura, invitati a esprimersi sui valori fondanti del rapporto cittadino-Istituzioni. La nuova edizione del Pomilio Blumm Prize è a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio, in collaborazione con ArtTribune e con il Center for Contemporary Art di Tel Aviv e vedrà lo stesso Nicola Trezzi in giuria.

Sono stati pertanto molti gli spunti interessanti emersi dagli speech dei partecipanti al forum, moderato dalla giornalista esperta in innovazione Barbara Gasperini. L’iniziativa è promossa dal laboratorio formativo Blumm Academy e ha il patrocinio istituzionale di Transparency International Italia, della Città di Pescara, di Confindustria.

Nell’ambito dell’Oscar Pomilio Forum, ogni anno si svolge la premiazione ed esposizione delle opere vincitrici di Pomilio Blumm Prize Next Artists, premio d’arte rivolto agli studenti dei licei artistici di tutta Europa e del bacino del Mediterraneo, chiamati ad interpretare il concetto di rinoceronte, simbolo di straordinaria evoluzione della specie ed emblema moderno e riconoscibile di Pomilio Blumm. Vincitore dell’edizione di quest’anno Federico Corli del Liceo Dosso Dossi di Ferrara.

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