martedì , 21 maggio 2019
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Nella foto aerea evidenziati i tratti di duna interessati dalle nuove concessioni

Ortona, arrivano 10 nuove concessioni balneari stagionali sulle aree dunali alla stazione di Tollo

Il naturalista e presidente SOA Massimo Pellegrini “Invece di correggere gli errori del passato si insiste nell’antropizzare gli ultimi tratti dunali di una costa abruzzese già alterata per il 90%”

Stop a nuove concessioni balneari ad Ortona in una delle poche aree ancora non definitivamente artificializzate della costa abruzzese che presenta ancora preziose fasce dunali residue; sì alla revisione di strumenti urbanistici completamente errati che prevedono ombrelloni, strade e percorsi letteralmente sulle dune” commenta così il naturalista e Presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese Massimo Pellegrini l’avviso (qui: http://ortona.soluzionipa.it/news/avviso_pubblico_per_lassegnazio) del 30 aprile dell’Amministrazione Comunale di Ortona di aprire a ben 10 nuove concessioni balneari, seppur stagionali il tratto di spiaggia antistante la stazione di Tollo.

 

La scelta si basa sulle sconsiderate previsioni del Piano del Demanio marittimo comunale del 2011, ancora vigente. Secondo l’avviso la giustificazione alla base della decisione è che dopo la realizzazione di un tratto della strada Postilli-Riccio, si può procedere con l’assegnazione delle spiagge antistanti.

 

Alcune delle concessioni interessano direttamente punti dove il fratino ha nidificato negli anni scorsi. Invece di riflettere sull’errore di aver realizzato quella strada milionaria, fortemente contestata all’epoca della costruzione, che ha appesantito di cemento un tratto di costa ancora integro, si insiste con il passo successivo, il rilascio delle concessioni. Si aumenta così l’afflusso di persone e, quindi, l’impatto antropico, direttamente sulle ultime fasce di dune e sulla rara flora e fauna di questo ambiente sempre più localizzato. Questo senza considerare le problematiche di afflusso con le auto nella zona e relativi parcheggi. Il tutto quando ci si riempie la bocca di rispetto dell’ambiente, di rinaturalizzazione, di riqualificazione. Poi si va a vedere e il Piano vigente prevede addirittura la prosecuzione della strada fino al Riccio per un paio di chilometri e, nella zona della Stazione, pure un percorso pedonale. Entrambe le opere dovrebbero così soppiantare…proprio le dune! Il Fratino dove dovrebbe nidificare? Il verbasco dove dovrebbe crescere?

 

Secondo la SOA con cambiamenti climatici che stanno determinando l’innalzamento del livello marino, con i gravi problemi per la qualità delle acque lungo la fascia costiera del comune che dovrebbero essere risolti come priorità, con le specie delle dune, dal Fratino al rarissimo Giglio di Mare sempre più rare, un’amministrazione coscienziosa avrebbe immediatamente cercato di cambiare un Piano sbagliato, invece di darne applicazione con un eccesso di zelo degno di miglior causa.

 

L’associazione rimarca, infine, la genericità delle misure per mitigare l’impatto, visto che:
a)non si individuano in maniera dettagliata le fasce di duna che teoricamente andrebbero salvaguardate
all’interno delle concessioni visto che sono tutelate almeno sulla carta da diverse leggi quando basterebbe fare dei rilievi di campo e un rapido esame con le foto aeree.
b)Non si prevedono le urgenti opere di rinaturalizzazione, quando basterebbe non disturbare per qualche anno i tratti interessati per migliorare ulteriormente la qualità naturalistica dell’ambiente dunale.

 
 

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