martedì , 21 maggio 2019
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SGA E ORDINE GIORNALISTI ABRUZZO: “UFFICIO STAMPA RUZZO RETI, MANIFESTAZIONE DI INTERESSE DA RITIRARE”

L’Aquila – Con una nota stampa a firma congiunta del segretario Sga Ezio Cerasi e del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Stefano Pallotta viene evidenziato  come le due sigle considerano assolutamente anomala e inaccettabile la  procedura con cui la Ruzzo Reti vuole selezionare il nuovo ufficio stampa.

 “ È gravissimo che nella “manifestazione di interesse” non sia prevista, come requisito imprescindibile, l’iscrizione all’ordine dei giornalisti così come impone una legge dello Stato, la 150, vecchia ormai di diciannove anni e che la società, ad intero capitale pubblico, è ovviamente tenuta a rispettare.

Meraviglia e insospettisce –scrivono SGA e ODG– anche la scelta di attribuzione punteggio a chi sia in possesso di certificazione ISO 9001:2015, che appare ritagliata per tipologie di professionalità che poco hanno a che fare con l’informazione.
A fronte di tante e gravi difformità nella forma e nei contenuti della selezione, Sga e Ordine dei giornalisti invitano la presidente della Ruzzo Reti Alessia Cognitti a ritirare immediatamente la manifestazione di interesse e si dichiarano fin d’ora disponibili a collaborare per la messa a punto di un bando rispettoso delle leggi e della specificità della professione giornalistica.
Sga e Ordine si riservano, in alternativa, ogni azione a tutela e garanzia della corretta applicazione delle norme considerata la delicatezza del compito che l’ufficio stampa dell’ente è chiamato a gestire nei confronti dei cittadini abruzzesi.”

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Spoltore - Un conto economico chiuso con un risultato di esercizio di 2.767.539 €, un patrimonio netto oltre i 42 milioni e un fondo di dotazione di quasi 9 milioni. "Portiamo avanti gli equilibri di un bilancio sano" assicura il sindaco Luciano Di Lorito "con una situazione sostenibile anche per il futuro, nonostante le tante difficoltà che ereditiamo dal passato, come il caso Di Gregorio o la discarica di Santa Teresa, e il non favorevole momento economico per gli enti locali, con oltre cinquecento comuni italiani in dissesto o predissesto".

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