venerdì , 6 dicembre 2019
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Alanno, inaugurato il primo ‘Villaggio Dei Diritti’ Intercomunale

Alanno. Inaugurato ieri mattina il primo “Villaggio Dei Diritti” Intercomunale Alanno; Manoppelloe Lettomanoppello presso l’aula Magna dell’Istituto onnicomprensivo ATI ( CUPPARI) del Comune di Alanno Evento di Inaugurazione del Villaggio dei diritti dei Bambini e Bambine, Ragazzi e Ragazze.

Nascono “Le case Attività “ Villaggio dei Diritti dell’infanzia dei Bambini e Bambine, Ragazzi e speciali dei ragazzi e delle ragazze”.
nuovi spazi sociali per crescere finalizzati a costruire processi di promozione e protagonismo attivo con al centro gli adolescenti, attraverso officine di auto-apprendimento, atelier artistici ed espressivi, sportelli di ascolto, progetti di riqualificazione degli spazi scolastici e tanto altro ….
Obiettivo per i tre anni :
Una sfida sociale, educativa e metodologica che premierà il progetto intercomunale , con i Bambini” grazie al coinvolgimento di istituti scolastici e Associazioni locali creare spazi culturali coordinate da Mede@ Progetto città.
Seminare pace, politiche e culture non violente e razziste, costruire esperienze di welfare di comunità…. affinché la buona solidarietà diventi patrimonio di tutti e tutte.
Comune social Book e Assessorato alle politiche sociali ci saremo per ascoltare e condividere storie e pensieri con antropologi, scrittori, viaggiatori da sempre impegnati nei processi di integrazione delle genti e delle culture.
Lavorare per facilitare l’accesso alle cure, per la prevenzione, per il benessere dei più piccoli e per il sostegno sociale di tante famiglie.
Orto dell’infanzia.
Una nuova semina inizierà
Una nuova terra porterà frutto nelle passioni e nei desideri dei ragazzi… nei piccoli presenti e futuri cittadini e cittadine della nostra città.
Affinché ogni semina porti principalmente frutto e coraggio nel loro futuro!
La Biblioteca ( la stanza della cultura)
«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»
(Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani.)
10 dicembre 1948, Parigi.
Dalla parte dei diritti, dalla parte dell’uomo e della donna, nel rispetto degli uguali diritti di ogni essere umano, il fondamento di un mondo libero, giusto e in pace.
Ogni stato, ogni paese, ogni politica hanno il dovere di garantire a tutti e tutte di godere dei propri inalienabili diritti e libertà.
Crediamo nei luoghi di comunità, nella cura dei beni Pubblici, crediamo nella formazione, nella lettura, nella crescita culturale… anche attraverso la conoscenza si combattono le povertà, le discriminazioni, l’odio, le violenze. Restituiamo ai nostri bambini e alle nostre bambine la scelta di essere e progettare il loro futuro.
Troppa solitudine, troppo malessere, troppa Violenza tra i nostri adolescenti.
I ragazzi non hanno bisogno di parole, di trasmissioni televisive violente, di spot elettorali….hanno bisogno di ascolto autentico, di adulti centrati, di esperienze vere, di tempo e di cura…
Il progetto Mede@ cerca di farlo così…entrando nelle scuole, creando presidi educativi di informare per formare. Proteggendo il presente, per
Accompagnarli i nostri ragazzi verso il futuro.
I bambini non sono dei pacchi, non sono merce di scambio. Hanno il diritto di esprimere le loro idee, i loro sentimenti, la loro gioia e il loro dolore.
Hanno il diritto e la capacità di scegliere se ascoltati, protetti e sostenuti.
Questa è la politica in cui crediamo

BENESSERE dell’infanzia
L’Empatia Diventa potrebbe diventare anche in Italia Materia Scolastica e Viene Insegnata nelle Scuole Danesi.

l’Abbiamo inserita nel progetto Mede@ , sarà uno dei punti fondamentali del “ Villaggio dell’infanzia dei Bambini e Bambini, Ragazzi e Ragazze
Partirà come progetto sperimentale nel contenitore che sta nascendo in partnership con i Comuni di Manoppello, Lettomanoppello e Alanno , insegnare l’empatia ai bambini così possono diventare adulti più felici e sereni.

Durante la “Klassens tid”, ovvero l’ora di classe, una volta alla settimana, i più piccoli, sperimentano questa “disciplina” (del tutto nuova, per noi) entrata ufficialmente nel loro curriculum nazionale nell’anno 1990, seppur praticata, nella stessa Danimarca, già dal lontano 1870.

In che modo? Mentre mangiano un pezzetto di torta preparata con le loro mani, momento cruciale per farli sentire a proprio agio, i bambini imparano ad ascoltare e a trattare i problemi che, da soli, non riuscirebbero ad affrontare e gestire con la corretta luce.

Pensano e si esprimono senza alcun imbarazzo perché si sentono liberi e soprattutto perché percepiscono solidarietà e spirito di gruppo: non si sentono soli, bensì parte di una comunità.

Non hanno timore di essere presi in giro, al contrario in loro aumenta il coraggio per il solo fatto di essere ascoltati, imparando quanto sia importante il rispetto reciproco.

L’empatia è la straordinaria capacità di “mettersi nei panni dell’altro” tanto da riuscire a comprenderne il suo stato d’animo, sia esso di gioia che di dolore, senza alcun bisogno di parlare. Sopratutto nei rapporti quotidiani, siano essi di lavoro, coppia, amicizia, famiglia, è un’abilità cruciale tra le persone.

Al riguardo uno studio realizzato dall’Università di Michigan su circa 14.000 studenti universitari ha messo in luce che i ragazzi di oggi, rispetto agli universitari degli anni ’80 e ’90 hanno circa il 40% in meno di empatia e presentano depressione e/o disturbi mentali in notevole aumento.

Alcuni attribuiscono queste percentuali scoraggianti al fatto che l’attuale società sia diventata molto più narcisistica rispetto a trenta anni fa.

Un esempio opposto, invece, viene dal nord, dove gli abitanti sono addirittura tra i più felici del mondo, secondo quanto emerso dal “World happiness report 2016” che fa il punto sullo stato di felicità globale.

E’ bene sottolineare che, l’ora di empatia non è utile solo ai bambini, trovano grande giovamento anche gli stessi insegnanti che, comprendendo ed ascoltando più da vicino i bisogni dei propri alunni, riescono a ri-creare in “aula” un ambiente molto più accogliente ed inclusivo.

Ovviamente, non sarà facile misurare quanto la “lezione di empatia” sarà stata efficace una volta che i bambini saranno diventati adulti, considerato che lo stato di benessere e felicità dei danesi è sicuramente influenzato anche da molti altri fattori, quali: società egualitaria, alto reddito, Welfare eccellente (istruzione, sanità e ammortizzatori sociali).

Seppur con questa consapevolezza, la “Klassens Tid” continua a essere praticata: i cittadini danesi, difatti, oltre che riconoscere l’importanza dell’empatia, ritengono che quest’ultima non sia una “dote” naturale, per tale ragione, deve essere insegnata, così che i bambini, una volta acquisita, possano esercitarsi proprio come fanno nelle altre discipline.

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