lunedì , 21 ottobre 2019
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Senza un tetto e in balia della burocrazia: la storia di Alessandra e Roberto

di Daniele Licheri

Pescara – il Segretario Regionale Si Abruzzo, Daniele Licheri ripercorre le difficoltà incontrate da una famiglia ritrovatasi improvvisamente senza abitazione.

 

Vi ricordate la storia di Alessandra Marsilii e Francesco Roberto Cucinotta?

Ora vi rinfresco la memoria.

Nel 2017, dopo 116 giorni di protesta davanti alla Provincia di Pescara, feci depositare un’interrogazione parlamentare dai nostri deputati dell’epoca, Celeste Costantino e Nicola Fratoianni, al ministro dell’Interno e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Minniti e Poletti, per trovare una soluzione dignitosa all’emergenza abitativa della famiglia. Il dramma dei coniugie dei loro tre figli, è iniziato nel 2015 quando rimasero senza casa dopo la dichiarazione di inagibilità di quella dove vivevano ad Alanno. L’immobile è stato danneggiato dalla acque piovane perse da un canale di scolo in prossimità dell’abitazione. Nell’attesa della sistemazione del canale e del ripristino delle adeguate condizioni strutturali dell’immobile, la famiglia è stata prima ospite di parenti ed amici e poi, per tre mesi circa, ha usufruito di un soggiorno in albergo pagato dall’amministrazione di Alanno, fino a raggiungere la quota massima di spesa di 22mila euro; al termine di questo periodo, alla famiglia è stato assegnato un alloggio popolare in condizioni di grave insalubrità che la famiglia è stata costretta a rifiutare a causa della seria patologia allergica che rende precario lo stato di salute di uno dei figli. Non avendo risposte dagli enti preposti, la famiglia la scorsa estate ha occupato una parte del giardino pubblico tra la prefettura e il municipio di Pescara, per poi essere sgomberata dalle forze dell’ordine.

***** qui link dell’epoca: http://www.ilcentro.it/…/finisce-in-parlamento-il-caso-dell…***

In un continuo rimpallo di responsabilità e di inadempienze siamo arrivati al 2019 ma Alessandra e Francesco si ritrovano ancora a doversi arrangiare a vivere in una cantina con la situazione della loro abitazione inagibile che continua ovviamente a peggiorare perché nel frattempo nessun intervento è stato fatto..

Alcuni giorni fa Alessandra ormai esasperata e arrivata ad entrare nel canale in segno di protesta e per riaccendere i riflettori sulla vicenda —–https://www.ilpescara.it/…/donna-intrappolata-canale-acque-…

Stamattina li ho accompagnati a parlare con il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pescara (che si è dimostrato persona perbene e disponibilissima e che ringrazio) per vedere in che modo sbloccare questa assurda e interminabile storia.

Io e il mio partito resteremo al loro fianco finché questa brutta odissea non si concluderà. 
E’ bello constatare come nonostante tutto /come vedete dalla foto), Alessandra non abbia perso il sorriso e la speranza.

p.s. a tutti gli hater che mi attaccano dicendomi che mi occupo solo di leggi sull’omofobia e dei diritti dei migranti rispondo che la storia appena raccontata dimostra che io, e la sinistra che rappresento, abbiamo l’ambizione di provare risolvere i problemi di chi soffre e viene espropriato di diritti.
Che sia la casa, la propria identità di genere, al migrare. I diritti chiamano diritti e non importa la nazionalità o il colore della pelle, importa che i soprusi restano tali chiunque li subisca.

 

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