martedì , 16 luglio 2019
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Ripa Teatina, cerimonia di premiazione del XV Festival Rocky Marciano con i grandi dello sport VIDEO

Ripa Teatina. Bella serata all’insegna dello sport a Ripa Teatina dove ieri sera, davanti a tanti curiosi e appassionati, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Rocky Marciano 2019”.
Sono stati premiati Roberto D’Aversa, Emanuele Cavallucci, l’Amatori Basket Pescara, Stefania Belmondo, Maurizio Stecca, Ennio Leonzio e Daniele Barone. Ospiti il campione mondiale Rocky Mattioli ed i giornalisti Dario Ricci (direttore artistico dell’evento) e Dario Torromeo. Infine, una sorpresa riservata al pubblico dagli organizzatori dell’evento, svelata nel corso della serata: menzione speciale per Marta Bastianelli, ciclista su strada e pistard.

“Ringrazio i partecipanti di questa XV edizione – ha esordito il sindaco di Rpia Teatina, Ignazio Rucci – questa è una serata bellissima a Ripa Teatina, devo dire che quest’anno il nostro assessore Gianluca Palladinetti ha lavorato tantissimo e per tanti mesi per arrivare a questa serata. E non solo, volevo ringraziare in modo particolare quelle persone che, insieme a Gianluca, hanno lavorato in silenzio operoso, senza farsi sentire hanno lavorato sodo, quindi li ringrazio davvero. Sono contentissimo di questa XV edizione, di questa serata di campioni che ricevono il Premio Rocky Marciano e già da adesso stiamo lavorando per la XVI edizione, quindi siamo pronti. Noi a questo Premio Rocky Marciano ci teniamo tantissimo, però vorremmo che andasse un po’ oltre Ripa Teatina, quindi l’istituzione regionale ci deve dare una mano per portare ancora più in alto questo evento, soprattutto dopo questa annata di sport”.

“Avere così tanti ospiti illustri è veramente un piacere – ha rimarcato l’assessore allo Sport del Comune di Ripa Teatina, Gianluca Palladinetti – tante medaglie olimpiche e tanti campioni, è veramente un sogno. Far tornare Rocky Mattioli, il nostro ripese doc, è veramente una grande gioia, gli abbiamo dedicato uno spazio importante che tutti potranno visitare. Un grazie a Rocco, non è retorica, è veramente una persona speciale e tutti noi gli dobbiamo volere un bene incredibile. Questa è un’organizzazione importante, una settimana di eventi sportivi, culturali, con il Premio Marcian siamo arrivari a 15 anni, ormai il direttore artistico è diventato un ripese doc, Dario Ricci a cui va un nostro grande ringraziamento, si è messo a disposizione di tutta la comunità in modo gratuito. Poi un ringraziamento particolare va agli amici della grande famiglia Marciano, non ci sono parole per tutto il lavoro che hanno fatto”.

Le dichiarazioni dei premiati
Luca D’Onofrio (vicepresidente Amatori Basket Pescara – Premio Rocky Marciano alla Squadra Abruzzese dell’anno): “Questo Premio per noi è una graditissima sorpresa, quando ci è stato comunicato che avremmo partecipato a questa serata siamo stati molto contenti. Si tratta dell’ennesimo riconoscimento per questo splendido campionato che abbiamo disputato e che si è concluso con la vittoria, per cui siamo assolutamente onorati e ringraziamo per questo invito. La fortuna aiuta gli audaci, in questa stagione siamo stati bravi ad essere audaci, siamo partiti bene, poi abbiamo avuto una flessione tra l’inizio e la metà del girone di ritorno, ci siamo ripresi verso la fine, la sconfitta con Reggio Calabria è stata meritata sul campo, ma eravamo usciti dal periodo di difficoltà, poi quando ci è stata prospettata questa possibilità del ripescaggio, abbiamo colto questa opportunità, i ragazzi e i componenti dello staff sono stati molto bravi a non farsela sfuggire. Poi per il secondo anno consecutivo abbiamo partecipato alla Final Eight di Coppa Italia, non è andata benissimo a livello di risultati, però lì eravamo in un gran momento di forma effettivamente, abbiamo giocato la partita con Omegna che si è risolta negli ultimi secondi, peccato per com’è finita, però il fatto di esserci stati per noi è già stato un bel riconoscimento”.

Emanuele Cavallucci (Premio Rocky Marciano al Pugile dell’anno): “È una cosa che mi riempie d’orgoglio venire associato a questa manifestazione e a questo nome che è uno dei più importanti della storia della Boxe. Il titolo è arrivato dopo 14 anni che pratico il Pugilato, è il titolo più importante a livello nazionale e simboleggia il fatto che non bisogna mai mollare, ma bisogna sempre continuare a lavorare sodo perché i risultati prima o poi arrivano. Ho fatto sacrifici da quando ero molto giovane, sono entrato in palestra tra i 16 ed i 17 anni, tanti sacrifici quando i miei coetanei uscivano per divertirsi, io invece andavo in palestra e la sera stavo a casa a dormire, quindi si è coronato un sogno che però non è finito qua. Il 4 ottobree a Crotone, quindi molto fuori casa, in una terra molto calda, andrò a difendere il titolo da un avversario di tutto rispetto, andrò con lo stesso spirito con il quale ho affrontato l’ex campiona italiano Cristofori, lui è venuti qui a difendere il titolo con le unghia e con i denti e i gliel’ho strappato mettendolo ko alla quinta ripresa. In Calabria andrò con lo stesso spirito: cercare di vincere prima del limite”.

Roberto D’Aversa (allenatore Parma Calcio – Premio Rocky Marciano allo Sportivo Abruzzese dell’anno): “Sicuramente sono onorato di ricevere questo Premio ed è un Premio che va condiviso con il Club, con la società, con i dirigenti, ma soprattutto con lo staff e con tutti i giocatori considerando che in questi tre anni sicuramente si è fatto un qualcosa di importante, quindi è un Premio che ritiro io ma che va suddiviso per tutti quanti. Il ruolo dell’allenatore è sempre quello di dimostrare le cose sul campo, quindi se si va a vedere il tutto, a parte la parentesi del secondo anno a Lanciano, penso che lo staff abbia sempre fatto un buon lavoro. In questo momento sono legato ad una società importante come il Parma, quindi sicuramente cercheremo di ritagliarci altre soddisfazioni, si è chiuso un ciclo di due anni dove si sono vinti due campionati e poi si è conquistata una salvezza, ma questo non deve farci sentire appagati, anzi dobbiamo ripartire con l’entusiasmo e con l’umiltà che ci ha riportati in questa categoria e di stabilizzarsi. Tra serie A e serie B c’è tanto Abruzzo, questo lo si era dimostrato già ai tempi del Mondiale quando avevamo messo in campo due campioni del mondo, quindi grande considerazione per una regione che non è grandissima, soprattutto per la città di Pescara che conta 200 mila abitanti se si considera anche gli universitari, e devo dire che sotto questo punto di vista è una terra fortunata e ci si sta bene e si mangia anche bene”.

Maurizio Stecca (Campione Olimpico e Mondiale – Premio Marciano alla Carriera Pugilistica): “I cinque cerchi olimpici sono il più bel ricordo della mia vita e della mia carriera perché essere stato un campione olimpico è ancora meglio di essere stato campione del mondo, quindi Los Angeles ’84 rimarrà sempre nella mia mente. Ho fatto sei campionati del mondo, quatto campionati d’Europa ed un campionato d’Italia ed ho finito la carriera imbattuto. Sono 24 anni che faccio l’allenatore della Nazionale di cui l’ultimo anno e mezzo faccio l’allenatore della squadra femminile olimpica, considerando che ci saranno le nuove cinque categorie a Tokyo. Questo Premio lo desideravo tanto, quest’anno ne ho avuti tre, sono rientrato tra i primi quattro pugili che hanno vinto il campionato del mondo e le Olimpiadi insieme a Nino Benvenuti, Patrizio Oliva e Giovanni Parisi. Sono orgoglioso anche di aver preso il Premio Gianni Brera alla carriera e per finire l’anno ho preso il Premio Rocky Marciano, quando ho saputo di questo Premio mi ha fatto molto piacere”.

Stefania Belmondo (Campionessa Mondiale e Olimpica Sci di Fondo – Premio Rocky Marciano alla carriera sportiva): “Mi emoziono sempre nel riguardare le immagini dei due Ori, soprattutto riguardando le immagini dell’ultima Olimpiade perché lì avevo rotto un bastoncino e pensavo di aver chiuso con quella gara e invece poi forse proprio la rabbia che ho provato in quel momento ha fatto sì che riuscissi a vincere. Ho vinto due Olimpiadi e distanza di dieci anni l’una dall’altra, sono entrata in Nazionale nel 1987 e ho chiuso la carriera nel 2002, sono stati degli anni bellissimi. Quello che dico sempre ai giovani che incontro nelle scuole è di fare sport perché le emozioni che regalano lo sport nessun altro campo può regalarle. Ci sono state di nuovo assegnate dopo il 2006 le Olimpiadi, penso che sia una cosa magnifica per la nostra Italia perché è un modo per far conoscere tutte le nostre zone e per far venire tanti turisti non solo a Cortina e a Milano, ma in tutta quanta Italia”.

Ennio Leonzio (Amatori Basket Pescara – Menzione speciale): “Sono arrivato privo di esperienza, questi due anni sono stati fantastici, mi hanno fatto maturare come giocatore ma soprattutto come uomo. Mi sono state date un sacco di responsabilità, naturalmente io le ho prese molto volentieri e i risultati sono arrivati e sono contento di aver portato una società così importante in serie A, non capita tutti i giorni di fare la storia di una città. Nell’ultima partita già piagevo a cinque minuti dalla fine perché era un risultato veramente incredibile, siamo arrivati a Montecatini contro una squadra che era una schiacciasassi, ha vinto tutte le partite, forse ne ha perse tre, noi una squadra di una piccola città come Pescara, poi tre minuti di follia”.

Daniele Barone (giornalista Sky Sport – Menzione speciale): “Nel 2000 sono approdato all’allora Tele + dove già lavoravo ‘a gettone’ da 5-6 anni, poi arrivò la famosa chiamata che mi ha lasciato qualche notte ne dubbio, senza dormire, poi ho deciso che valeva la pena salire su quel treno e in qualche modo un po’ la mia vita professionale e anche quella privata da quel momento è cambiata ed eccoci qua. Ho seguito centinaia di partite di calcio tra promozioni e non promozioni della squadra della nostra terra perché ho avuto la grande fortuna ed emozione di raccontare la promozione con Zeman del 2012, quella di Oddo a Trapani. Però ricordo molto volentieri una partita di Pallanuoto di un’Olimpiade del 2012, noi abruzzesi siamo un po’ cresciuti con il calcio di Giovanni Galeone e con la grande Pallanuoto di Gabriele Pomilio ed Estiarte, quindi per me rispolverare dopo tanti anni quel vecchio amore è stato un motivo di grande felicità personale e professionale. Quell’anno l’Italia di Sandro Campania è riuscita ad arrivare in finale e a competere contro la Croazia di Ratko Rudić, quell’argento fu comunque una vittoria, fu un’emozione, la gente mi diceva di avermi visto e di avermi ascoltato, poi fu una bella estate con la promozione del Pescara in serie A. però le Olimpiadi, per chi ha avuto la fortuna di partecipare dall’altra parte, penso che sia un’esperienza unica”.

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