domenica , 5 aprile 2020
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Tassa di soggiorno a Montesilvano. Il PD chiede un congelamento del percorso

Montesilvano – Si fa sempre più contorto il percorso per l’applicazione della tassa di soggiorno. Da una parte l’Amministrazione riferiva di un proficuo incontro, ieri, con le associazioni di categoria con Sindaco Ottavio De Martinis  e l’Assessore Deborah Comardi per definire anche gli importi delle tassazioni e le esenzioni, dall’altra oggi però in commissione turismo, presieduta dal Consigliere Adriano Tocco, che ha ospitato una delegazione degli operatori di categoria dell’Associazione Alberghiamo, che riunisce circa una quindicina di alberghi della città, sono emerse diverse criticità rispetto all’introduzione dell’imposta.

Nei giorni scorsi, la Presidente dell’Associazione, Daniela Renisi, aveva fatto una formale richiesta via pec, chiedendo di essere ascoltata in commissione, dove oggi ha espresso una serie di problemi rispetto all’imposta.
Si è prospettata la necessità di una piattaforma di gestione digitalizzata per tutti gli operatori, che agevoli le registrazioni,  di un percorso di formazione per gli operatori che rischiano pesanti sanzioni penali, compreso il peculato, per il mancato versamento al Comune, e di una pianificazione condivisa delle entrate del gettito.
Non ultima la psicosi dalla diffusione del coronavirus, che sta scoraggiando tutte le prenotazioni e disdette di eventi e convegni.e che rischia di mettere seriamente in ginocchio il settore.

Un problema che secondo la Presidente Renisi, necessita di un rinvio dell’applicazione. In linea anche i rappresentanti di opposizione del M5S, che hanno chiesto in commissione il rinvio dell’introduzione al 2021.

I rappresentanti del PD, Enzo Fidanza, Romina Di Costanzo e Antonio Saccone propongono un congelamento rispetto al processo per valutare l’evolversi dello scenario imprevisto.

“In questi giorni, un ulteriore detrattore legato alle disposizioni di allerta da coronavirus, sta mettendo ulteriormente a rischio il settore. E’ proprio di oggi la notizia di Assoturismo Confesercenti Abruzzo di una regione in ginocchio, con disdette a catena e ribassi dei pacchetti turistici offerti.
Proprio perché riteniamo sia dovere degli amministratori tener conto di una situazione disastrosa che si sta palesando e dare risposte al tessuto economico e produttivo in forte difficoltà, stamattina in commissione turismo, abbiamo avanzato la proposta di un congelamento della discussione alla luce dello scenario completamente cambiato, per prenderci il tempo per valutare gli sviluppi e nel frattempo lavorare seriamente all’introduzione di questa tassa, rispetto agli aspetti evidenziati, con un percorso maturo e consapevole, a garanzia dell’interesse della città, che coincide con quello degli operatori, che di certo non farebbero ostruzionismo ad un percorso che se applicato in maniera corretta e trasparente, potrebbe portare importanti ritorni a beneficio di tutti”.

“Finalmente – dicono i rappresentanti Dem – oggi abbiamo avuto modo di confrontarci in commissione turismo con gli operatori del settore, anche se in ritardo, e in modalità contraria alla regolarità del percorso della TdS, come previsto dalla legge nazionale istitutiva. Diverse sentenze del Tar infatti nel ribadire che “anche se il parere delle associazioni di categoria non è vincolante, non si può eliminare un confronto con le stesse, divenendo una vera e propria condicio sine qua non per emanare tale tipologia di provvedimento”, hanno decretato l’illegittimità dei regolamenti e provveduto ad annullarli”.

Fidanza, Di Costanzo e Saccone sottolineano “Premesso che non è in dubbio l’introduzione dell’imposta, della quale peraltro siamo stati i promotori, attraverso la presentazione di una mozione, approvata a maggioranza dal Consiglio Comunale, tuttavia, date le condizioni, ci pare piuttosto insolita la volontà di accelerazione da parte di un’Amministrazione che sin dal suo insediamento si diceva contraria ad essa.
Un’introduzione che avrebbe necessitato, come abbiamo più volte ribadito, di un lavoro già dall’estate scorsa, in maniera da mettere gli operatori nelle condizioni di potersi preparare con tempo rispetto a tutto quello che comporta l’applicazione di questa tassa, anziché a calendario di prenotazione già avviato con i tour operator e, soprattutto, a garanzia del loro lavoro di riscossione. Ricordiamo che gli operatori, in quanto soggetti responsabili della riscossione e del versamento al Comune dell’imposta assumerebbero il ruolo di un vero e proprio agente contabile dello Stato (come da pronuncia delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti). Una qualifica dalla quale discendono per la cd “Legge spazzacorrotti”, conseguenze estremamente rilevanti, in caso di omesso o mero ritardo del versamento delle somme riscosse, indipendentemente dall’importo, per i più svariati motivi, il reato di peculato, punito dall’art. 314 c.p.
Invece, piuttosto che avviare in tempo già dall’estate scorsa un lavoro per porre le basi e gli strumenti per una sua corretta applicazione, solo ora si sta procedendo a passo spedito, senza tener conto della delicatezza della materia, quasi come a voler riscuotere a tutti i costi per l’estate alle porte andando anche a ribasso nella definizione del quantum di imposta”.

“Trattandosi di un imposta rivolta a tutte le strutture ricettive che operano sul territorio, non solo hotel e alberghi, – secondo i consiglieri dem – è fondamentale avviare un lavoro di ricognizione di tutti i B&B, gli affittacamere e le case vacanza, che altrimenti resterebbero nel sommerso. Come è altrettanto importante dare garanzie e rassicurazioni circa gli impieghi derivanti dal gettito di questa tassa di scopo, attraverso un piano strategico che sia definito per obiettivi, tempi e risorse, anziché due generiche paginette presentate e imposte come linee guida per la pianificazione turistica di Montesilvano, che denotano mancanza di rispetto e considerazione nei confronti degli operatori e del target di utenza”.

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