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Teramo, lettera aperta ai cittadini del Sindaco D’Alberto

CITTÀ  DI  TERAMO

Il Sindaco

Teramo, 23 Marzo 2020

Care Cittadine e  cari cittadini,

dopo l’introduzione, sia a livello centrale che nella nostra realtà comunale, delle severe e giuste regole e restrizioni che l’emergenza causata del Coronavirus ha imposto, ci apprestiamo a trascorrere nuovi giorni segnati da uno stile di vita cui non eravamo mai stati abituati. Probabilmente si tratta del periodo decisivo, nel quale l’argine che riusciremo a porre alla diffusione del virus, potrebbe decretare l’avvio della sua reversione.

Mi sento, fin da ora, di ringraziarvi con tutto il cuore per la consapevolezza e la responsabilità dimostrate nell’adeguarvi alle prescrizioni richieste, chiamati alla tutela della salute propria e di quella di tutti. Stiamo dimostrando di essere una grande comunità. Ma dobbiamo resistere ancora. 

Continuiamo a rimanere a casa. Rispettiamo le indicazioni delle autorità nazionali e locali.

In questo momento la priorità assoluta resta quella di contenere la diffusione del virus e su questo sto impegnando tutte le mie forze come Presidente del Comitato ristretto dei Sindaci della provincia di Teramo, in continuo contatto con le altre autorità cittadine, Prefettura e ASL tra tutte, e con l’attività delle associazioni di volontariato che, in linea con le preziose indicazioni della Protezione Civile, offrono il loro impagabile contributo.

Abbiamo messo e stiamo mettendo in campo tutte le azioni necessarie, lavorando a testa bassa quotidianamente, a partire dall’attivazione del Centro Operativo Comunale (COC), la struttura organizzativa che è diventata un riferimento provinciale e che sta svolgendo un ruolo fondamentale per l’informazione, l’assistenza e il supporto alle istituzioni e  a tutta la popolazione, soprattutto alle fasce più deboli; e abbiamo fatto ciò, senza spettacolarizzare il dramma e l’ansia che ciascuno di noi vive nel proprio cuore.

Stiamo lavorando con cura per non lasciarvi soli in questo drammatico momento.

Mi piace sottolineare che così facendo, tutti insieme stiamo dimostrando di amare la nostra comunità. 

Solo fino a pochi giorni fa eravamo impegnati quotidianamente per realizzare il programma che aveva come obiettivo la vivibilità della città, la sua crescita economica e culturale, il suo sviluppo anche in termini di socialità e di intensità delle relazioni.

Ora, all’improvviso, ci troviamo con le vie vuote, i negozi chiusi, le abitudini radicalmente rivoluzionate. È impressionante girare per la città e vederla così priva di animazione, è struggente alzare lo sguardo e vedere le saracinesche abbassate, è deprimente pensare che ora tutto è fermo. Ma siamo qui, presidiamo il nostro territorio, perché questa è la prova che dobbiamo affrontare per tornare alla normalità, per ritrovarci ancora più determinati, ancora più convinti, ancora più uniti nell’impegno e nella costruzione della Teramo che sogniamo, che sappiamo potrà essere, che vogliamo sia.

So di queste strade, di queste piazze vuote, di queste vie deserte, e so che tutto tornerà alla sua vitalità, perché so che abbiamo la forza, l’intelligenza, il coraggio e le capacità per superare il Coronavirus. Lo abbiamo dimostrato nei giorni passati, lo dimostreremo nei prossimi. Tutto tornerà come e meglio di prima. Io sono qui  a testimonianza di ciò, a presidio della nostra volontà, a rappresentare in questo vuoto apparentemente desolante, il pieno che tra poco tornerà ad animarlo. Crediamoci: osserviamo le prescrizioni; fermiamo tempo e spazio; rimaniamo nelle nostre case e se proprio dovesse essere necessario uscire, non andiamo oltre i confini del territorio comunale; insomma, continuiamo ad essere virtuosi come fatto finora; e tutto questo sarà un ricordo che, quando passato, faremo tornare alla memoria per dirci quanto siamo fieramente teramani per aver scritto un’altra pagina della storia di questa città, che ha  dimostrato che nulla può fermarla,  niente la distrugge.

E poi: proteggiamo chi ci protegge. Prima di tutto e tutti, il nostro personale sanitario. Non ci stancheremo mai di ringraziare i medici, il personale infermieristico e sanitario tutto, che con straordinario spirito professionale e civile, si sta prodigando contro il Coronavirus. Proprio in virtù di tale ineguagliabile impegno, ribadiamo ancora che dobbiamo proteggerli. Ma ora più che mai, alle parole dobbiamo far seguire i fatti.  Abbiamo denunciato, e continuiamo a farlo, le gravi carenze di dispositivi di protezione e tutela degli stessi operatori – prime tra tutti le mascherine – e, in aggiunta, le non poche altre problematiche che gli stessi lamentano. Ecco, queste sono le urgenze cui dare immediata risposta. Mi sto adoperando nelle sedi opportune per far sì che tali criticità vengano risolte immediatamente, attraverso un intervento determinato e determinante delle istituzioni coinvolte.

Ecco, appunto: ciascuna delle mascherine che in questi giorni indossiamo è un bene prezioso, perché rappresenta sia uno scudo che uno scrigno: uno scudo a difesa nostra e di chi ci circonda contro il virus, ma anche uno scrigno per custodire i nostri sorrisi, le nostre parole, i nostri respiri, per liberarli con gioia nelle strade della nostra città appena tutto sarà finito.

Andrà tutto bene. Dipende soprattutto da noi. Siamo custodi della nostra salute e di quella della nostra comunità.

Non siamo, non siete soli. Ce la faremo. Vi abbraccio, tutti, con forza.

Gianguido D’Alberto

 

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