giovedì , 21 Gennaio 2021

Abruzzo scuola: PRC “stop alle classi pollaio, i soldi ci sono”

Pescara – Rifondazione Comunista condivide le richieste fondamentali che i sindacati scuola, firmatari del contratto nazionale, hanno presentato con il “Piano Paese” per la scuola. E’ giusto per il PRC chiedere investimenti pari a un punto di PIL prevedendo classi con numeri non superiori ai 13 alunni per garantire il distanziamento.
«Una quota dei 12 miliardi richiesti sarebbero necessari per implementare l’organico necessario, docenti e personale Ata. Un’altra quota servirebbe per realizzare le strutture necessarie, un utile impulso al settore edile, che garantirebbe finalmente la messa a norma degli edifici e la creazione di spazi adeguati per tutte le attività delle scuole: dalle mense alle palestre, dalle aule magne ai laboratori. Per tornare a settembre ad una didattica in presenza, è necessario sin da ore reperire gli spazi» spiegano Loredana Fraleone, responsabile scuola Rifondazione Comunista insieme a Marco Fars, segretario regionale Prc.

Secondo i dirigenti di Rifondazione comunista, in Italia e in Abruzzo gran parte dei tagli sono stati mascherati, con l’aumento del numero degli alunni per classe e con il dimensionamento scolastico, che ha lasciato vuoti interi edifici scolastici e territori privi di scuole a cominciare dalle aree interne.
«La normativa vigente –commentano– prevede che ogni alunno abbia a disposizione 1,80 mq per elementari e medie e 1,96 mq per le superiori, spazi già ampiamente disattesi nelle scuole abruzzesi e non solo. L’Ufficio Scolastico Regionale dispone oggi di una mappatura puntuale degli spazi e del numero di alunni di ogni sezione scuola per scuola? Per ripartire a settembre occorre subito una fotografia della realtà regionale. Con l’emergenza Covid lo spazio a disposizione per tutti va portato ad almeno a 4,78 mq.Rifondazione Comunista sostiene da sempre la riduzione del numero degli alunni per classe, che si pone ora in una situazione d’emergenza come necessità di carattere sanitario, ma che come condizione ordinaria contribuisce al diritto allo studio e al contrasto dell’abbandono scolastico. Per questo, sosteniamo le richieste che i sindacati presenteranno alla ministra Azzolina nell’incontro del 7 maggio e li invitiamo a non accettare le solite scuse sulla mancanza di risorse da parte di un governo che butta soldi per gli F35 mentre si ostina a non introdurre una patrimoniale e una tassazione progressiva sui redditi multi milionari».

 

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