sabato , 11 luglio 2020
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Ciclabile a Montesilvano, il progetto non piace ad associazioni e partiti ora sul piede di guerra

Montesilvano – Sono partiti ieri i lavori per la realizzazione di una nuova pista ciclabile panoramica tra gli stabilimenti balneari Bagni Bruno e Sabbia D’Oro che prevedono l’innalzamento del piano stradale e della ciclabile esistente. Alle incongruenze politiche e amministrative che ieri hanno sollevato i consiglieri comunali di opposizione del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, unitamente al Segretario provinciale di Rifondazione Comunista, in una conferenza stampa sul posto, oggi si aggiungono nuove osservazioni critiche dalle associazioni e dai partiti stessi che annunciano diffide a proseguire con i lavori.

 

LE ASSOCIAZIONI “INCONGRUENZE PER LA SICUREZZA STRADALE”

Una lettera di diffida a proseguire i lavori è stata inviata a firma di FIAB Pescarabici, Mila Donnambiente Pescara, Ecoistituto Abruzzo, Ciclisti Anonimi Pescaresi, Italia Nostra Pescara, associazione di quartiere Saline Marina PP1 Montesilvano, associazione culturale Prospettiva Futura Montesilvano, associazione cittadina Montesilvano Anno Zero, associazione Civitas Ambiente e Cultura e chiedono di avere un incontro pubblico con sindaco, assessore e commissioni consiliari competenti, per illustrare le criticità del progetto.

Le associazioni scriventi rilevano nel merito le seguenti criticità nel processo decisionale: a cominciare dalla mancata consultazioni dei cittadini e portatori di interesse e relative risposte alle osservazioni, avvio parziale dei lavori con mancanza di copertura per l’intero progetto e senza alcun finanziamento attuale né per la pista ciclabile stessa, né per alcuna opera a verde, né arredo urbano, e addirittura nemmeno per segnaletica stradale e di sicurezza stradale.

“Non è chiaro – scrivono le associazioni – chi sia il progettista delle opere, e se abbia il RUP comunale Ing. Scorrano le competenze tecniche per firmare un progetto stradale con la sua qualifica di ingegnere informatico”.  E aggiungono: “Si varierebbe il tracciato della pista ciclabile esistente con un tracciato curvilineo e ondivago senza relazione con le caratteristiche di mobilità litoranea legate al tracciato della Ciclovia Adriatica Bike to Coast, del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche”.  E si domandano “il progetto è incongruente con le Direttive Ministero dei Trasporti?”.

Rilevano inoltre “diverse incoerenze progettuali riguardanti la sicurezza stradale, per il rialzo della carreggiata stradale per centinaia di metri, con obbligo di moderazione delle della velocità, incoerente con le geometrie stradali adottate; per il tracciato del percorso ciclabile che intersecherebbe più volte il tracciato pedonale e quello veicolare; per l’ipotesi di tracciati ciclabili ondulati che, oltre che incoerenti con la domanda di mobilità sostenibile litoranea, anche consumatori di preziose aree della spiaggia e nella pineta litoranea assolutamente inalienabili” e ipotizzano anche rilevanti danni erariali: aumento dei costi di manutenzione della rete stradale, privata di sistemi di protezione dal vento, dalla sabbia e dalle mareggiate; aumento della pericolosità stradale, soprattutto per gli utenti deboli, ciclisti e pedoni, a contatto con il pericoloso traffico veicolare lungomare senza protezioni e con numerosi irrazionali attraversamenti e intersezioni.

RIFONDAZIONE COMUNISTA “PROGETTO E TEMPISTICA ERRATI”

Rifondazione Comunista nella giornata di oggi ha inviato un esposto diffida a fermare il cantiere per il progetto “Nuova viabilità ciclabile e veicolare – Via Aldo Moro” con la richiesta di ripristinare la siepe frangivento sul tratto di spiaggia libera dove ora insiste il cantiere al Comune di Montesilvano e per conoscenza alla Direzione demaniale Riserva naturale Santa Filomena, alla Capitaneria di Porto Pescara, all’Ufficio Demanio marittimo della Regione Abruzzo e alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio della Regione Abruzzo.

«Un’opera sbagliata che prende avvio in piena estate con grave disagio per automobilisti, pedoni, ciclisti e frequentatori della spiaggia libera. Immaginate quale sarebbe stata la reazione se il cantiere fosse partito difronte agli stabilimenti balneari? La Giunta Comunale ha davvero poca considerazione della spiaggia libera. È l’ennesimo bluff della Giunta De Martinis, poche idee e ben confuse», scrive il segretario provinciale di PRC Corrado Di Sante, chiedendosi dove siano i pareri degli enti competenti. «Nell’esposto – continua – diffida abbiamo evidenziato che l’Amministrazione comunale dovrebbe dare attuazione al vigente piano territoriale di coordinamento della Provincia di Pescara, redatto dal Prof. Bernardo Secchi, un gigante dell’urbanistica italiana. L’art. 78 delle NTA di questo piano, cui come noto i piani comunali devono conformarsi, è intitolato “Connessione interambientale costiera” e prevede “interventi atti a configurare l’intero arenile come parco urbano lineare”. Il comma 2 recita “Nel tratto di riviera in prossimità della pineta di S.Filomena (Comuni di Pescara e Montesilvano) il P.T.C.P. indica interventi tendenti alla ricostituzione del collegamento pineta­spiaggia con il ripristino della duna costiera e il sistema retro dunale ad essa associata, attraverso l’arretramento della strada rivierasca.” Siamo difronte all’ennesimo intervento pubblico in difformità alle previsioni del P.T.C.P. ” Nel progetto esecutivo di dicembre 2019 si parla di “innalzamento della sede stradale e della realizzazione di un percorso ciclopedonale”, mentre nella delibera di giunta n.122 del 12 giugno 2020 in maniera difforme si fa riferimento ad un “intervento di manutenzione in via Aldo Moro”» . Finora rileva Di Sante, l’intervento ha riguardato la demolizione dei cordoli della ciclovia adriatica nel tratto oggetto del cantiere. «L’intervento straordinario su Via Aldo Moro –conclude– è inserito in una delibera che riguarda l’intervento ordinario su altre vie cittadine».

 

DAL PD E M5S OSSERVAZIONI DEI RISVOLTI AMBIENTALI  E DIFFIDA A PROSEGUIRE I LAVORI

Dopo aver riscontrato incongruenze dal punto di vista progettuali e procedurale e amministrativo, tanto che mancano i pareri degli enti preposti, i consiglieri di opposizione PD, Romina Di Costanzo, Antonio Saccone, Enzo Fidanza e Stefano Girosante e del M5S Paola Ballarini e Gabriele Straccini, inviano una missiva al Comando Carabinieri forestali e Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio Abruzzo per informarli dei loro timori rispetto ai risvolti ambientali sulla riserva naturale “Pineta di Santa Filomena”, chiedendo loro di diffidare l’Amministrazione dal proseguire i lavori.

«La modifica prevista dalla riqualificazione, ovvero il rialzo della carreggiata stradale per alcune centinaia di metri al livello del marciapiede e la copertura dei parcheggi laterali drenati su strada con asfalto stampato –spiega Romina Di Costanzo – va ad acuire uno dei problemi storici dell’area, ovvero il rischio impantanamento: le acque piovane (e fognarie in caso di piena nella rete, causata da piogge intense) presentano già allo stato attuale un ostacolo nel loro deflusso verso  il mare.
L’innalzamento ulteriore della strada e la copertura della superficie drenante a parcheggi non faranno altro che peggiorare la situazione. Così come la pista ciclabile sull’arenile, che necessitando di una fondazione, per essere realizzata su materiale sciolto, fungerà da ulteriore sbarramento drenante e ostacolo al deflusso dell’acqua. Questo con conseguenze gravissime per la riserva naturale, la cui flora è essenzialmente caratterizzata da Pinus halepensis con una modesta presenza di Pinus pinea. Due specie arboree termofile planiziali, estremamente resistenti alla siccità, che prediligono terreni aridi ben drenati poco adatti alle zone umide.

Il mancato deflusso di acqua piovana creerà inevitabilmente un ristagno di acqua con rischio gravissimo per i pini presenti, i cui apparati radicali immersi nell’umido persistente, potrebbero perire, esponendo gli alberi a cadute con i venti.
Pertanto si tratta di una modifica dello stato dei luoghi che ha evidenti ripercussioni sulle peculiarità ambientali del tratto di territorio comunale soggetto a tutela paesaggistica,  trattandosi di una fascia litoranea di protezione dell’entroterra, riconosciuta come riserva naturale orientata statale, istituita con D.M. 13 luglio 1977, che costituisce importante habitat per l’avifauna di passaggio e stanziale».

Alla luce delle criticità e delle ripercussioni evidenziate sull’ecosistema interessato, i consiglieri PD e M5S hanno chiesto oggi al Corpo Forestale e alla Soprintendenza per il paesaggio di intervenire nell’immediato diffidando l’amministrazione comunale dal procedere con i lavori di cui in oggetto.

 

 

 

 

 

 

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