sabato , 24 Ottobre 2020
Da sx: Ronci, Saraceni e Di Costanzo

Studio della Cna Abruzzo: Le micro imprese nell’emergenza Covid: chiusure contenute, ma export a picco

Tra gennaio e giugno meno cancellazioni degli ultimi cinque anni. Male invece il fronte esportazioni

PESCARA – L’insieme delle misure messe in campo per fronteggiare la drammatica emergenza Covid-19, soprattutto cassa integrazione in deroga, blocco del pagamento di mutui e tasse, ha permesso sin qui al sistema delle imprese abruzzesi di poter respirare. Ma per fronteggiare un futuro che non si annuncia affatto facile occorre adesso poter contare su altri provvedimenti, soprattutto legati al credito. E’ il quadro emerso dalla conferenza stampa che questa mattina la Cna Abruzzo ha tenuto a Pescara (presenti il presidente e il direttore regionale, Savino Saraceni e Graziano Di Costanzo, per valutare – numeri alla mano – quanto l’impatto dell’epidemia abbia prodotto nei primi sei mesi dell’anno nel sistema Abruzzo, ma soprattutto nel mondo della piccola impresa.

A chiarire lo scenario sono state le cifre presentate dal ricercatore Aldo Ronci in due distinti studi realizzati per la confederazione artigiana, dedicati a dinamica delle imprese ed export: studi che rivelano un quadro profondamente diverso.  Il primo svela un dato sorprendente e per certi aspetti paradossale: il decremento delle imprese artigiane si ferma a quota -273, ovvero la cifra più bassa del quinquennio tra gennaio e giugno da cinque anni a questa parte. Ovvero proprio nel bel mezzo del picco della pandemia. La flessione registrata ha colpito indistintamente le quattro province, a partire da Pescara (-84), seguita da Teramo (-73), Chieti (-68) e L’Aquila (-48), incidendo più profondamente nel manifatturiero (-82), servizi alla persona (-83), costruzioni (-47), trasporti (-19), riparazione auto e prodotti per la casa (-20). Un punto sula quale, oltretutto, la ricerca di Ronci rivela come sia stata comunque il mondo dell’artigianato e della micro impresa a pagare il prezzo più alto: le 273 imprese sono infatti la quasi totalità delle perdite registrate sommando tutta l’impresa abruzzese (274).     Più problematico, simmetricamente rovesciato, è invece il quadro offerto dalle cifre sulle esportazioni. I numeri relativi allo stesso periodo dicono infatti che rispetto al 2019 si sono persi 715 milioni di euro (3.668 contro 4.383), con una media superiore a quella nazionale di un punto: 16,3% contro 15,3%. Una perdita – in questo caso la più grave degli ultimi cinque anni – generata evidentemente dalla chiusura imposta dalla pandemia a grandi gruppi industriali: illuminante in proposito la caduta dei mezzi di trasporto di 619 milioni, che vale il 26,3%, che ha tagliato le gambe alla provincia di Chieti. Perdita di enormi dimensioni solo parzialmente compensata dalle performance del farmaceutico (153 milioni in più arrivato quasi tutto dal polo aquilano, con un 112% in più, che consente di fare della provincia dell’Aquila l’unica d’Abruzzo con il segno positivo), ma anche  dalle apparecchiature elettroniche (32 milioni in più).

LA Cna: serve un cambio di passo per sostenere adesso le attività produttive

Saraceni: ancora troppi vincoli ostacolano la ripresa.
Di Costanzo: il nodo del credito in primo piano

PESCARA – «Serve adesso un deciso cambio di passo, oppure il carattere e la tenacia manifestati dai piccoli imprenditori abruzzesi durante i mesi di fuoco dell’epidemia rischiano di essere vanificati e non bastare». Secondo il presidente regionale di Cna Abruzzo, Savino Saraceni, «il risultato sorprendente che ci consegnano i dati su andamento delle imprese ed export nei primi sei mesi dell’anno è certamente frutto della combinazione delle misure di sostegno messe in campo dal Governo: soprattutto cassa integrazione in deroga, blocco di tasse e mutui. Ed in parte minore dalle misure varate dalla Regione. Ma adesso serve di più: il problema vero è che restano in piedi problematiche strutturali da affrontare, perchè fra poco i benefici cesseranno, ed allora tasse elevate  e burocrazia torneranno a pesare come macigni sulla vita degli imprenditori».

In primo piano, come detto, nelle richieste che la Cna rivolge ora soprattutto alla Regione assieme ad un vasto schieramento di forze economiche e sociali dell’Abruzzo, spicca il nodo del credito: «I finanziamenti erogati attraverso il Fondo centrale di garanzia in base ad alcune delle misure varate dal Governo, come i decreti “Liquidità” e “Cura Italia”  – ha aggiunto il direttore Graziano Di Costanzo – hanno consentito in Abruzzo, alla data del 22 settembre scorso, di erogare finanziamenti a una platea di poco superiore alle 27mila unità. Una cifra che però, come spiega l’analisi condotta da Ronci, accontenta una platea solo del 17% del totale delle imprese e dei professionisti dell’Abruzzo. Se poi si considera che, almeno per il finanziamento limitato a 30mila euro, ovvero quello maggiormente richiesto dalle piccole imprese, il contributo effettivamente erogato non può superare il 25% del fatturato, la somma media effettiva si abbassa a 18mila euro». Insomma, davvero troppo poco. A detta della Cna, poi, le politiche legate ai tanti bonus, se da un lato hanno rappresentato un ristoro per aziende in gravi difficoltà, hanno però mostrato spesso limiti strutturali: «Quello ad esempio legato alla sanificazione degli ambienti di lavoro, che prometteva contributo del 60% della spesa, ha visto erogare solo il 9%, e questo in ragione dell’altissimo  numero di richieste». Adesso, dunque, tocca soprattutto alla Regione prevedere meccanismi che siano in grado di inserire nei bilanci delle imprese una ingente massa di liquidità: sull’agenda del confronto con la Giunta Marsilio finisce in primo piano la richiesta di ingenti misure a sostegno dei confidi, in modo da favorire l’accesso al credito delle micro imprese.

L’EXPORT ABRUZZESE nel I semestre 2020

Aldo Ronci

L’EXPORT ABRUZZESE NEL I SEMESTRE 2020 [1]

Nel I semestre 2019 l’export abruzzese ammontava a 4.383 milioni di euro mentre nel I semestre 2020 è stato di 3.668 registrando una flessione di 715 milioni di euro.

In valori percen-tuali l’export abruzzese ha se-gnato una flessione del 16,3%, dato molto vicino a quello nazionale che è diminuito del 15,3%.

VARIAZIONI DELL’EXPORT ABRUZZESE NEL I SEMESTRE DEGLI ULTIMI 5 ANNI

La flessione dell’export abruzzese di 715 milioni è il peggior risultato del I semestre degli ultimi cinque anni.

LE VARIAZIONI DELL’EXPORT NELLE PROVINCE ABRUZZESI

Le variazioni dell’export nelle province abruzzesi sono state disomogenee.

L’export all’Aquila cresce di 181 milioni  a Pescara flette di appena 20 milioni, a Teramo  di 156 mentre e a Chieti subisce, a causa dei mezzi di trasporto, un  decremento di  ben 720 milioni.

LE VARIAZIONI DELL’EXPORT ABRUZZESE PER TIPO DI PRODOTTI

L’export dei mezzi di trasporto subisce un fortissimo decremento di 619 milioni di euro, l’export dei farmaci ottiene un notevole incremento pari a 153 milioni, anche egli apparecchi elettronici registrano un consistente aumento pari a 32 milioni mentre gli altri prodotti registrano una flessione di 281 milioni.

In valori percentuali l’export dei mezzi di trasporto decresce del 26,3%, come quello nazionale.

L’export degli articoli farmaceutici registra uno strepitoso incremento del 112,1% pari a 10 volte quello italiano del 10,6%, l’export degli apparecchi elettronici cresce in maniera sostenuta del 34,9% in controtendenza con il valore italiano che segna una flessione del 5,9%.  L’export degli altri prodotti annota un decremento dell’ 15,4% molto vicino al dato nazionale che è  stato del 16,3%.

LE VARIAZIONI DELL’EXPORT ABRUZZESE PER TIPO DI PRODOTTI NELLE PROVINCE ABRUZZESI

La flessione più consistente si registra in provincia di Chieti nei mezzi di trasporto (-589).

In provincia dell’Aquila si evidenzia il massiccio aumento degli articoli farmaceutici (+139) e il consistente incremento degli apparecchi elettronici (+33).

Per quanto riguarda gli altri prodotti riportano flessioni importanti Teramo (-134) e a Chieti (-135).

 VARIAZIONI PIÙ SIGNIFICATIVE DELL’EXPORT DEGLI ALTRI PRODOTTI

Le industrie diverse dai mezzi di trasporto, dagli articoli farmaceutici e dagli apparecchi elettronici hanno subito tutte flessioni consistenti e sono: l’abbigliamento (-24), gli articoli in pelle (-46), gli articoli in gomma e plastica (-82) e i prodotti in metallo (-16).

L’EXPORT NEI PAESI UE 27 E NEI PAESI EXTRA UE 27

L’export abruzzese nei paesi UE subisce un decremento di ben 736 milioni mentre quello verso i paesi extra UE registra un incremento di 21 milioni

In valori percentuali l’export abruzzese verso i paesi UE (-22,5%) decresce più di quello italiano pari a -14,4%, mentre l’export verso i paesi extra UE registra un incremento dell’1,9% in controtendenza ri-spetto al decremento italiano che è stato del 16,4%.

Da segnalare che in provincia dell’Aquila l’incremento dell’export è dovuto esclusivamente all’export verso i paesi extra UE degli articoli farmaceutici e degli apparecchi elettronici.

L’EXPORT DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI

L’export dei pro-dotti agroalimen-tari passa da 297 milioni del I se-mestre 2019 a 324 del I se-mestre 2020 registrando un incremento di 27 milioni di euro.

In valori percentuali le esportazioni dei prodotti agroalimentari abruzzesi registrano un incremento dell’ 8,9%, valore pari a più del doppio del dato nazionale che ha segnato un incremento del 3,5%.

L’EXPORT ABRUZZESE

Nel I semestre 2019 l’export abruzzese am-montava a 4.383 milioni di euro mentre nel I semestre 2020 è stato di 3.668 registrando una flessione di 715 milioni di euro.

In valori percen-tuali l’export abruzzese ha se-gnato una fles-sione del 16,3%, dato molto vicino a quello naziona-le che è dimi-nuito del 15,3%.

VARIAZIONI DELL’EXPORT ABRUZZESE NEL I SEMESTRE DEGLI ULTIMI 5 ANNI

La flessione dell’ export abruzzese di 715 milioni è il peggior risultato del I semestre degli ultimi cinque anni.

LE VARIAZIONI DELL’EXPORT NELLE PROVINCE ABRUZZESI

Le variazioni dell’ export nelle province abruzzesi sono state disomogenee.

L’export all’Aquila cresce di 181 milioni  a Pescara flette di appena 20 milioni, a Teramo  di 156 mentre e a Chieti subisce, a causa dei mezzi di trasporto, un  decremento di  ben 720 milioni.

LE VARIAZIONI DELL’EXPORT ABRUZZESE PER TIPO DI PRODOTTI

Nei I semestre 2020 l’export dei mezzi di trasporto subisce un fortissimo decremento di 619 milioni di euro, l’export dei farmaci ottiene un notevole incremento pari a 153 milioni, anche egli apparecchi elettronici registrano un consistente aumento pari a 32 milioni mentre gli altri prodotti registrano una flessione di 281 milioni.

In valori percentuali l’export dei mezzi di trasporto decresce del 26,3%, come quello nazionale.

L’export degli articoli farmaceutici registra uno strepitoso incremento del 112,1% pari a 10 volte quello italiano del 10,6%, l’export degli apparecchi elettronici cresce in maniera sostenuta del 34,9% in controtendenza con il valore italiano che segna una flessione del 5,9%.  L’export degli altri prodotti annota un decremento dell’ 15,4% molto vicino al dato nazionale che è  stato del 16,3%.

LE VARIAZIONI DELL’EXPORT ABRUZZESE PER TIPO DI PRODOTTI

NELLE PROVINCE ABRUZZESI

La flessione più consistente si registra in provincia di Chieti nei mezzi di trasporto (-589).

In provincia dell’Aquila si evidenzia il massiccio aumento degli articoli farmaceutici (+139) e il consistente incremento degli apparecchi elettronici (+33).

Per quanto riguarda gli altri prodotti riportano flessioni importanti Teramo (-134) e a Chieti (-135).

 VARIAZIONI PIÙ SIGNIFICATIVE DELL’EXPORT DEGLI ALTRI PRODOTTI (diversi dai mezzi di trasporto, dagli articoli farmaceutici e dagli apparecchi elettronici)

Le industrie diverse dai mezzi di trasporto, dagli articoli farmaceutici e dagli apparecchi elettronici hanno subito tutte flessioni consistenti e sono: l’abbigliamento (-24), gli articoli in pelle (-46), gli articoli in gomma e plastica (-82) e i prodotti in metallo (-16).

L’EXPORT NEI PAESI UE 27 E NEI PAESI EXTRA UE 27

L’export abruz-zese nei paesi UE subisce un decremento di ben 736 milioni mentre quello verso i paesi extra UE registra un incremento di 21 milioni

In valori per-centuali l’export abruzzese verso i paesi UE (-22,5%) decresce più di quello italiano pari a -14,4%, mentre l’export verso i paesi extra UE registra un incremento dell’1,9% in con-trotendenza ri-spetto al decremento italiano che è stato del 16,4%.

Da segnalare che in provincia dell’Aquila l’incremento dell’export è dovuto esclusivamente all’export verso i paesi extra UE agli articoli farmaceutici e agli apparecchi elettronici.

L’EXPORT DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI

L’export dei pro-dotti agroalimen-tari passa da 297 milioni del I se-mestre 2019 a 324 del I se-mestre 2020 re-gistrando un incremento di 27 milioni di euro.

In valori percen-tuali le espor-tazioni dei pro-dotti agro-alimentari abruz-zesi registrano un incremento dell’ 8,9%, valore pari a più del doppio del dato nazio-nale che ha se-gnato un incre-mento del 3,5%.


[1] Elaborazioni dei dati ISTAT pubblicati il 10.09.2020.

  I valori assoluti sono arrotondati ai milioni.

  Per effetto degli arrotondamenti i totali possono non coincidere con la somma/differenza

  dei singoli valori.

LA DINAMICA DELLE IMPRESE ARTIGIANE IN ABRUZZO nel I semestre 2020

            Aldo Ronci

            18 settembre 2020

INDICE

  • LE VARIAZIONI DELLE IMPRESE IN ABRUZZO
  • LA DINAMICA TERRITORIALE
  • LA DIMAMICA SETTORIALE

AVVERTENZE

  • Le variazioni delle imprese corrispondono ai saldi ottenuti dalle differenze tra le imprese iscritte e quelle  cessate nel corso del periodo in esame.
  • Le cessazioni delle imprese sono state depurate dalle cancellazioni che le Camere di Commercio hanno fatto di ufficio.
  • Il tasso di crescita è dato dal rapporto tra i saldi del periodo e il numero di imprese all’inizio del periodo.
  • La dinamica settoriale analizza la differenza tra le imprese registrate all’inizio e alla fine del periodo depurate delle cancellazioni fatte d’ufficio.
  • I dati relativi alle imprese sono stati prelevati dal sito www.movimprese.it .

 LA DINAMICA DELLE IMPRESE ARTIGIANE IN ABRUZZO [1]

II TRIMESTRE 2020

Variazioni delle imprese in Abruzzo

Nei II trimestre 2020 le iscrizioni di nuove imprese sono state 1.355 mentre le cessazioni sono state 825 registrando un saldo di 530 imprese.

Nonostante il trimestre si sia trovato in pieno lockdown il  saldo è stato comunque  positivo in quanto  alle nuove iscrizioni, anche se non numerose, si è contrapposto un numero molto esiguo di cessazioni determinato dai provvedimenti governativi (bonus, concessione di crediti garantiti e cassa integrazione) che hanno aiutato le imprese in difficoltà e quindi non hanno cessato l’attività.

In valori percentuali l’incremento dello 0,36% delle imprese abruzzesi, anche se di poco, è stato superiore allo 0,33% italiano. 

Variazioni delle imprese artigiane in Abruzzo

Le imprese artigiane, nel II trimestre 2020 hanno annotato 411 nuove iscrizioni e 275 cessazioni evidenziando un saldo di 136 nuove imprese.

Anche per le imprese artigiane vale lo steso discorso fatto per il totale delle imprese. Il lockdown ha determinato un numero molto esiguo di cessazioni che ha permesso anche alle imprese artigiane di realizzare un saldo positivo.

L’incremento delle im-prese artigane abruzzesi dello 0,47% è molto vicino allo 0,50% italiano.

I SEMESTRE 2020

Variazioni delle imprese in Abruzzo

Nel I semestre 2020 le imprese hanno subito un decremento di 274 unità.

L’Abruzzo registra il peggior risultato degli ultimi 5 anni.

In valori percentuali registra un decremento dello 0,18% inferiore, anche se di poco, al decremento dello 0,17% italiano.

Variazioni delle imprese nelle province abruzzesi

La provincia di Chieti subisce la flessione più pesante pari a 185 unità.

L’Aquila è l’unica provincia che registra un incremento che è stato di 42 unità.

Variazioni delle imprese artigiane in Abruzzo

Nel I semestre 2020 le imprese artigiane, segnano un decremento di 273 unità, il risultato è il migliore degli ultimi cinque anni.

La flessione per-centuale delle imprese artigiane è stata pari allo 0,92%, valore pari al triplo del decremento italiano dello 0,34%.

 La dinamica territoriale delle imprese artigiane in Abruzzo

Nelle province abruzzesi le imprese artigiane hanno registrato tutte variazioni negative:

Pescara -84, Teramo -73, Chieti -68, L’Aquila -48.

Le variazioni percentuali sono state:

a Pescara -1,18%, a Teramo -0,95%, a Chieti _0,83%, a L’Aquila -0,72% .

La dinamica settoriale delle imprese artigiane in Abruzzo

In Abruzzo nel I semestre 2020 le imprese artigiane hanno registrato variazioni tutte negative: nelle attività manifatturiere (-82), nei servizi alle persone (-83), nelle costruzioni (-47), nelle riparazioni di auto e prodotti per la casa (-20), nei trasporti (-19), nei servizi di pulizia e giardinaggio (-1) e  nella ristorazione (-15).

La dinamica settoriale delle imprese artigiane nelle province abruzzesi

La distribuzione delle variazioni è stata molto disomogenea, da sottolineare i robusti decrementi nelle industrie manifatturiere e Teramo (-26), a Pescara (-24) e a Chieti (-24), nelle costruzioni a Teramo (-25) e a L’Aquila (-18) e nelle riparazioni di auto e prodotti per la casa a Pescara (-13) e a Chieti (-11).

Gli incrementi più significativi si sono registrati nelle attività di pulizia  e giardinaggio a Chieti (+10) e nelle costruzioni a Pescara (+8).

La dinamica settoriale delle imprese artigiane manifatturiere in Abruzzo

Nel I semestre 2020 decrescono le imprese alimentari (-9), gli articoli in pelle (-15), le industrie del legno (-9), i prodotti in metallo (-10) e le riparazione ed installazione di macchine (-6).

L’unica attività  che cresce, anche se di poco, è l’abbigliamen-to (+2).

La dinamica settoriale delle imprese artigiane manifatturiere nelle province abruzzesi

Da sottolineare i decrementi degli articoli in pelle a Teramo (-15), delle industrie alimentari a Chieti (-11).

L’unico incremento significativo si registra nelle industrie alimentari a L’Aquila (+4). 

Variazioni delle imprese in Abruzzo nel II trimestre 2020

Nei II trimestre 2020 le iscrizioni di nuove imprese sono state 1.355 mentre le cessazioni sono state 825 registrando un saldo di 530 imprese.

Nonostante il trime-stre si sia trovato in pieno lockdown il  saldo è stato comun-que  positivo in quanto  alle nuove iscrizioni, anche se non numerose, si è contrapposto un numero molto esiguo di cessazioni determinato dai provvedimenti governativi (bonus, concessione di crediti garantiti e cassa integrazione) che hanno aiutato le imprese in difficoltà e quindi non hanno cessato l’attività.

In valori percentuali l’incremento dello 0,36% delle imprese abruzzesi, anche se di poco, è stato superiore allo 0,33% italiano.

Variazioni delle imprese artigiane in Abruzzo nel II trimestre 2020

Le imprese artigiane, nel II trimestre 2020 hanno annotato 411 nuove iscrizioni e 275 cessazioni eviden-ziando un saldo di 136 nuove imprese.

Anche per le imprese artigiane vale lo steso discorso fatto per il totale delle imprese. Il lockdown ha determinato un numero molto esiguo di cessazioni che ha permesso anche alle imprese artigiane di realizzare un saldo positivo.

L’incremento delle im-prese artigane abruz-zesi dello 0,47% è molto vicino allo 0,50% italiano.

Variazioni delle imprese in Abruzzo nel I semestre 2020

Nel I semestre 2020 le imprese hanno subito un decremento di 274 unità.

L’Abruzzo registra il peggior risultato degli ultimi 5 anni.

In valori percentuali registra un decre-mento dello 0,18% inferiore, anche se di poco, al decremento dello 0,17% italiano.

Variazioni delle imprese nelle province abruzzesi

La provincia di Chieti subisce la flessione più pesante pari a 185 unità.

L’Aquila è l’unica provincia che registra un incremento che è stato di 42 unità.

 Variazioni delle imprese artigiane in Abruzzo nel I semestre 2020

Nel I semestre 2020 le imprese artigiane, segnano un decre-mento di 273 unità, il risultato è il migliore degli ultimi cinque anni.

La flessione per-centuale delle im-prese artigiane è stata pari allo 0,92%, valore pari al triplo del decremento italiano dello 0,34%.

 La dinamica territoriale delle imprese artigiane

Nelle province a-bruzzesi le imprese artigiane hanno re-gistrato tutte varia-zioni negative:

Pescara -84,

Teramo -73,

Chieti -68,

L’Aquila -48.

.

Le variazioni percen-tuali sono state:

a Pescara -1,18%,

a Teramo -0,95%,

a Chieti _0,83%,

a L’Aquila -0,72% .

La dinamica settoriale delle imprese artigiane in Abruzzo nel I semestre 2020

In Abruzzo nel I semestre 2020 le imprese artigiane han-no registrato variazioni tutte negative: nelle attività manifatturiere (-82), nei servizi alle persone (-83), nelle costruzioni (-47), nelle riparazioni di auto e prodotti per la casa (-20), nei trasporti (-19), nei servizi di pulizia e giardinaggio (-1) e nella ristorazione (-15).

La dinamica settoriale delle imprese artigiane nelle province abruzzesi

La distribuzione delle variazioni è stata molto disomogenea, da sottolineare i ro-busti decrementi nelle industrie mani-fatturiere e Teramo (-26), a Pescara (-24) e a Chieti (-24), nelle costruzioni a Teramo (-25) e a L’Aquila (-18) e nelle riparazioni di auto e prodotti per la casa a Pescara (-13) e a Chieti (-11).

Gli incrementi più significativi si sono registrati nelle attività di pulizia  e giardinaggio a Chieti (+10) e nelle costruzioni a Pescara (+8).

La dinamica settoriale delle imprese artigiane manifatturiere in Abruzzo

Nel I semestre 2020 decrescono le imprese alimentari (-9), gli arti-coli in pelle (-15), le industrie del legno (-9), i prodotti in me-tallo (-10) e le ripa-razione ed installa-zione di macchine (-6).

L’unica attività  che cresce, anche se di poco, è l’abbigliamen-to (+2).

La dinamica settoriale delle imprese artigiane manifatturiere nelle province abruzzesi

Da sottolineare i de-crementi degli articoli in pelle a Teramo (-15), delle industrie ali-mentari a Chieti (-11).

L’unico incremento significativo si registra nelle industrie alimen-tari a L’Aquila (+4).  


[1] Elaborazioni dati movimprese del 16.07.20

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