venerdì , 15 Gennaio 2021

Criteri di accesso alle case popolari a giudizio della Corte Costituzionale, l’Unione Inquilini e PRC “legge di Marsilio discriminatoria”

Pescara – Tenuto conto del ricorso del Governo e dell’opinione scritta dell’Unione Inquilini è stata fissata, a domani martedì 12 gennaio, dalla Corte Costituzionale l’udienza pubblica sulla illegittimità della legge regionale Abruzzo 31 ottobre 2019 per i criteri di accesso alle case popolari a renderlo noto Massimo Pasquini Segretario Nazionale Unione Inquilini insieme a Walter Rapattoni  Coordinatore Regione Abruzzo Unione Inquilini

“Una misura iniqua e discriminatoria da noi Unione Inquilini denunciata lo scorso anno e che, nonostante le modifiche riportate successivamente dalla Giunta Marsilio, non cambia nell’impianto. 
Ora i criteri di accesso di questa legge vergognosa –commentano Pasquini e Rapattoni– saranno messi sotto la lente attenta della Corte Costituzionale, in particolare il requisito di precedenza per chi è residente sul territorio regionale, ma soprattutto l’esclusione dall’edilizia residenziale pubblica per chi è stato condannato. Secondo la Regione Abruzzo infatti, in aperta violazione dell’articolo 27 della Costituzione che reca il principio della responsabilità personale, nel caso in cui ci fosse persona con precedenti nell’alloggio a perdere la casa sarebbe l’intero nucleo famigliare del tutto estraneo ad una condanna penale, escludendo dai diritti sociali persino i minori del nucleo!”

Pasquini e Rapattoni evidenziano inoltre come da parte di cittadini di origine non comunitaria si usi fittiziamente l’obbligo di produrre documentazione di possidenza immobiliare, anche quando questa è accertato non possa essere prodotta dallo Stato di origine.

“Siamo figli della Costituzione della Repubblica, –ricordano gli esponenti di Unione Inquilini– chiediamo non venga calpestata a fini politici per vessare i diritti dei più deboli con interventi discriminatori che discostano dai principi dei padri fondatori. Siamo stanchi vedere la classe dirigente cercare di mettere le persone l’una contro l’altra per celare il vero problema che è quello dell’incapacità di amministrare e di fornire risposte reali ai cittadini. In questo periodo di profonda crisi sanitaria ed economica la precarietà abitativa è aumentata, ci chiediamo quali siano le misure messe in campo dalla Giunta Marsilio per un piano di politiche abitative strutturali che possa restituire a tutti il diritto alla casa”. 

FARS (PRC) “SERVONO POLITICHE ABITATIVE NON CAMPAGNE DI ODIO SOCIALE


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Chi scrive le leggi ha il dovere di attenersi al rispetto della Costituzione, altrimenti perde tempo prezioso. Il centrodestra fa mera propaganda sapendo che la norma non potrà che essere annullata come già accaduto in altri casi, da ultimo per la discriminazione nelle mense degli asili e delle scuole a Lodi. È demagogico sostenere che il problema dell’assegnazione degli alloggi popolari è la presenza di legittime richieste dei cittadini stranieri residenti in Italia da anni e che qui lavorano. Escludere dalle graduatorie i cittadini stranieri dei paesi da cui non è possibile ricevere “l’attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero”, quindi impossibilitati a fornire la documentazione necessaria, è discriminazione» Ha ribatito intervenendo sull’argomento Marco FARS, segretario regionale PRC-SE Abruzzo che evidenzia come ad oggi una Circolare interministeriale scaricabile al link seguentehttps://www.lavoro.gov.it/redditodicittadinanza/Documenti-norme/Documents/DI-21-ottobre-2019-Rdc-Stati-esteri.pdf?fbclid=IwAR02M2fQ0g8ULtOEKuTSKBUX8lHOnsGvr2TYb4slAtmfNSbdhoSiYf1zm2g ha rilevato che sono solo 19 i paesi da cui è possibile ricevere tale attestazione. Ovviamente tutti coloro che partecipano ai bandi devono fornire attestazione del proprio reddito e del patrimonio  immobiliare in Italia. 

«La Corte Costituzionale –ricorda Fars– si è già espressa nel caso della Regione Lombardia e Regione Veneto sull’incostituzionalità del criterio dell’anzianità residenziale. Il centrodestra è per la libera circolazione delle merci, ma non per la libera circolazione delle persone neppure tra le regioni italiane. Se passasse ovunque questa logica, una giovane coppia abruzzese trasferita per lavoro in un’altra regione verrebbe penalizzata grazie al criterio di queste norme assurde. La  crisi economica e la precarietà spingono migliaia di nostri concittadini a spostarsi proprio per cercare migliori condizioni di lavoro, è criminale introdurre penalizzazioni per l’accesso al bando delle case popolari sulla base dell’anzianità di residenza. In Abruzzo e in Italia serve  un piano per l’edilizia popolare pubblica, manutenzione dell’esistente ed incremento degli immobili immediatamente disponibili. Servono risposte concrete, quelle che le politiche dei tagli bipartisan di centrodestra e centrosinistra impediscono da decenni».

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