giovedì , 27 Gennaio 2022

Partono le proteste per l’abolizione del TGR della notte

“No all’abolizione del TGR della notte: l’informazione locale va invece potenziata”.
L’Abruzzo, già penalizzato da altre scelte editoriali, ha bisogno di una informazione di qualità 

PescaraÈ stato già definito “un autogol” per l’azienda lo sciagurato progetto annunciato dall’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes che prevede dal 9 gennaio l’abolizione dell’edizione notturna dei tg regionali. Una critica che le strutture abruzzesi di WWF, Legambiente, Italia Nostra e LIPU condividono in pieno. Al coro delle associazioni si unisce il segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Maurizio Acerbo, “La sacrosanta protesta dei giornalisti Rai va sostenuta.”

“L’informazione regionale – sostengono le associazioni – va rinforzata e non indebolita perché è proprio la presenza nei territori e lo sforzo costante compiuto dalle redazioni regionali per dare voce alle diverse istanze locali a dare il senso di un vero servizio pubblico. In un Abruzzo già fortemente penalizzato negli ultimi dieci anni dalle scelte editoriali dei giornali (ricordiamo la chiusura dell’edizione regionale de Il Tempo e il progressivo abbandono delle redazioni provinciali e locali da parte del Messaggero e del Centro) Rai3, accanto a poche aziende radiotelevisive private, ha rappresentato e rappresenta una fonte di informazione di primissimo livello, stimata e apprezzata per la qualità e la costanza della propria presenza. Occorre rafforzare gli spazi e gli organici, non certo il contrario. La chiusura del tg regionale della notte potrebbe rappresentare il primo passo di una serie di tagli finalizzati a svilire l’informazione locale che ha bisogno invece di investimenti e di potenziamento. ”

PRC “intollerabile che questa menomazione arrivi dopo una campagna scandalistica delle reti Mediaset”

«Consideriamo molto grave la decisione dell’amministratore delegato Claudio Fuortes di sopprimere le edizioni notturne dei tg regionali della Rai.Non può che essere condannato lo stile dell’ad voluto da Draghi che ha comunicato la decisione già presa in sede di commissione parlamentare di vigilanza senza alcun confronto con le rappresentanze sindacali.Ancor più grave che Fuortes abbia motivato davanti alla commissione parlamentare la cancellazione delle edizioni notturne con un crollo di ascolti che in realtà non c’è stato. In un paese serio questo signore avrebbe già dovuto rassegnare le dimissioni per pressappochismo e mancanza di rispetto verso il parlamento.E’ intollerabile poi che questa menomazione arrivi dopo una campagna scandalistica di una trasmissione delle reti Mediaset su presunti sprechi del servizio pubblico. Come al solito il qualunquismo pentastellato ha rilanciato con un’interrogazione del senatore Lannutti, quello dei Protocolli dei Savi di Sion e il renziano Anzaldi si è congratulato. I telegiornali regionali della Rai rappresentano un servizio pubblico essenziale e anche un prezioso spazio di pluralismo informativo che non va mortificato. Ancora una volta emerge che le pessime “riforme” che hanno consegnato le nomine Rai al governo non giovano al servizio pubblico.Questi manager prepotenti hanno un solo obiettivo: ridurre il ruolo della Rai e aprire la strada alla privatizzazione.No alla soppressione dei tgr notturni. La sacrosanta protesta dei giornalisti Rai va sostenuta.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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