mercoledì , 23 Giugno 2021

Pubblicità elettorale, Rifondazione Comunista presenta un secondo esposto

“Sono trascorsi dieci giorni eppure quei manifesti sono ancora al loro posto (sbagliato). Perché l’amministrazione comunale di Pescara non ha provveduto a defiggere i manifesti fuori legge? Sono state elevate le opportune sanzioni?” chiedono Acerbo e Di SanteCome se non bastasse a partire almeno dalla giornata di ieri giovedì 17 novembre su diversi autobus delle linee urbane (6, 3/,16, 4/) dell’azienda regionale per il trasporto pubblico TUA (ex GTM) che percorrano le città di Montesilvano, Pescara; Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino sono stati affissi cartelloni pubblicitari per il Comitato “Basta un sì”  –rimarcano i segretari PRC– in paese violazione della normativa vigente. Si produce una moltiplicazione abusiva, benchè parzialmente mobile, di “tabelloni fissi” visto che notoriamente gli autobus sostano ripetutamente alle fermate e ai capolinea”.

Per i dirigenti di PRC è grave che tale propaganda inoltre sia proprio sui mezzi dell’Azienda regionale pubblica di TPL, di proprietà della Regione Abruzzo. Le segnalazioni, spiegano, sono state inoltrate ai vigili urbani di Montesilvano e Pescara 

“Inoltre a più di dieci giorni dal nostro esposto –rendono noto Acerbo e Di Sante– resistono due manifesti di grandi dimensioni recante  –Basta un sì Matteo Renzi a Pescara-, il primo sulla facciata dell’esercizio commerciale  –BRICO MIO –EMPORIO CHIACCHIA- di fronte all’uscita del casello A25 di Scafa, il secondo difronte al cementificio di Scafa sulla strada statale Tiburtina Valeria in direzione Popoli, entrambi in violazione delle normative vigenti. D’Alfonso e Alessandrini ignorano il divieto di utilizzo di mezzi, risorse, personale e strutture assegnati alle pubbliche amministrazioni per finalità che nulla hanno a che fare con lo svolgimento delle loro competenze istituzionali, durante la campagna elettorale.
È il regime dell’arroganza, –concludono gli esponenti di Rifondazione Comunista– è il preludio dell’Italia che hanno in mente Renzi e D’Alfonso e i sostenitori del sì. Davanti ad un uso così spregiudicato delle istituzioni è doveroso sostenere le ragioni del NO. Sulle vicende enunciate, nella giornata di oggi, abbiamo per conto di Rifondazione Comunista depositato un secondo esposto”.

 

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