sabato , 24 Febbraio 2024

Licheri (SI) “Montesilvano sia da monito per l’intera comunità Abruzzese: la parità di genere va rispettata”

Montesilvano – Sinistra Italiana commenta gli sviluppi della vicenda “quote rosa” montesilvanese, evidenziando un possibile ricorso al Consiglio di Stato da parte dell’amministrazione, dopo la pronuncia del TAR che giovedì scorso aveva accolto il ricorso presentato da Sinistra Italiana contestando all’amministrazione Maragno di non rispettare la parità di genere della giunta di Montesilvano .
Intanto questa mattina Fabio Vaccaro oramai ex assessore dopo il pronunciamento del Tribunale amministrativo Regionale ha comunicato sui social la fine del suo mandato salutando amici e colleghi che l’hanno accompagnato in 11 mesi  di lavoro e che ha definito “intensi, duri, complessi ed emozionanti”
“Si è conclusa questa mia esperienza come Assessore nella città di Montesilvano, –ha scritto nel post Vaccaro– vado via come sono arrivato….in bici !”

“Un anno fa,  nel Dicembre 2015, la nomina di Vaccaro, e la nostra immediata denuncia sulla palese violazione della legge 215/2012 che disciplina il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali. Sapevamo bene che questo non è l’unico caso in Abruzzo in cui si viola la legge,  –ha commentato  Daniele Licheri dell’Esecutivo Regionale Sinistra Italiana– Montesilvano è la quinta città d’Abruzzo per numero di abitanti. Era, per noi importante, a livello simbolico, vedere richiamato dal TAR un principio fondamentale per lanciare un campanello d’allarme e richiamare l’attenzione dell’intera comunità Abruzzese spesso negligente su questo tema. Maragno per un anno non si è mai degnato di rispondere a noi ma sopratutto alle donne di questa città. Credo sia grave la voce che gira, se pensa di ricorrere al consiglio di stato persevera nell’errore buttando soldi pubblici, gli do un consiglio: metta da parte l’orgoglio, la questione va risolta politicamente, se non è in grado si dimetta e si torni al voto.
Le donne si sono battute per anni per poter svolgere funzioni pubbliche e avere uno spazio paritario rispetto all’invadenza maschile: le norme, ribadite dalla sentenza del TAR, sono figlie di avanzamenti della nostra società e non rispettarle non è un problema tecnico ma etico e politico. Quando nel recente passato (amministrazione Di Mattia) ci siamo trovati di fronte al rispetto della normativa vigente, il nostro partito ha avuto un ruolo attivo e concreto con la nomina dell’assessore Rosa Pagliuca”.

Vittorio Iovine che ha seguito la vicenda nelle vesti di Avvocato del ricorso al TAR ha precisatoLa pronuncia del Tar ha confermato la giustezza giuridica della nostra impostazione, ribadendo un principio ormai non più rivedibile, secondo il quale adeguata istruttoria, ricerca fuori dal palazzo e approfondita motivazione, siano presupposti indefettibili alla eventuale e solo residuale deroga alla normativa sulle quote di genere”.

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