lunedì , 24 Gennaio 2022

Domani al via il processo contro Lilli Mandara. Odg, Fnsi e Sga in aula al fianco della giornalista

Una delegazione della Fnsi, guidata da Ezio Cerasi, membro della giunta esecutiva, e da Paolo Durante, segretario del Sindacato Giornalisti Abruzzesi, sarà presente domani nel tribunale civile di Pescara, dove è in programma la prima udienza della causa di risarcimento danni promossa dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, contro la giornalista freelance Lilli Mandara.
«La Fnsi sarà al fianco della collega perché quella promossa dal presidente D’Alfonso è un’azione chiaramente intimidatoria», spiegano in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente del sindacato dei giornalisti.

«L’unica colpa della collega – proseguono – è quella di aver raccontato sul proprio blog di alcune inchieste in cui è coinvolta la Regione. La richiesta di 150mila euro che i legali di D’Alfonso hanno notificato alla collega Mandara, preannunciando addirittura altre azioni di eguale tenore, rappresenta un tentativo di mettere a tacere una giornalista che, con il suo coraggio e senza un editore alle spalle, si sforza di informare i cittadini. Questa vicenda conferma l’urgenza di un provvedimento legislativo che introduca nel nostro ordinamento specifiche sanzioni per quanti minacciano il diritto di cronaca con azioni temerarie».

ORDINE GIORNALISTI SOLIDALE CON COLLEGA LILLI MANDARA

“L’Ordine dei giornalisti domani sarà a fianco della collega Lilli Mandara che dovrà comparie dinanzi ai giudice del tribunale di Pescara nella causa di risarcimento danni promossa dal Presidente della Regione Abruzzo, che chiede 150 mila euro per una serie di articoli riguardanti inchieste e decisioni della Giunta regionale”.  Lo annuncia in una nota il Presidente dell’Ordine regionale Stefano Pallotta. ” Si tratta, com’è evidente – aggiunge la nota -, di una richiesta risarcitoria incomprensibile. Se il Presidente della Regione ha qualcosa di cui dolersi chieda il ripristino della sua verità con una rettifica o se ritiene insanabilmente menomata la sua dignità personale proceda con il giudizio penale. La richiesta di risarcimento in denaro oltre ad essere venale è anche intimidatoria”.

Anche la redazione di Hg news esprime la massima solidarietà per la collega Mandara.

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