giovedì , 18 ottobre 2018
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A Lanciano clima teso dopo il corteo di Casapound

Lanciano – Era un corteo quello dell’11 febbraio organizzato dagli attivisti di Casapound a Lanciano per commemorare le vittime delle Foibe che già al suo annuncio non era stato accolto con favore dall’associazionismo locale e dall’ANPI locale che prima dell’evento avevano rivendicato il carattere antifascista simbolico della città frentana.
A corteo avvenuto un post  dell’associazione antifascista Zona 21 aveva criticato aspramente gli antagonisti che si sarebbero risentiti e avrebbero telefonato all’attivista che gestisce la pagina social minacciandolo chiedendo la cancellazione del post, ci sarebbe stato anche un tentativo di scontro ma è stato evitato.

 

Casapound Lanciano sulla sua pagina social ha smentito quanto sarebbe accaduto definendolo come un tentativo discredito.

«Smentiamo nella maniera più assoluta –si legge nel post di Casapound– che nella scorsa giornata, nel dopo corteo si siano verificati momenti di tensione come riportato da alcune pagine fb antifasciste.

Il nostro operato e i nostri volti sono ben noti a tutta la cittadinanza.

Invitiamo pertanto tutti coloro che desiderassero chiarimenti o confronti a recarsi nella nostra sede nei giorni di apertura.

Immaginiamo che la crescita del movimento e la manifestazione di ieri stiano mandando fuori di testa alcuni settori dell’antifascismo locale che non avendo più temi da affrontare tentano, vanamente, di screditare Casapound Italia».

Il Collettivo UallòUallà e Zona Ventidue ha descritto così gli eventi che sarebbero accaduti ieri notte:


« dopo il corteo regionale di Casapound, un nostro attivista ha ricevuto delle minacce e un tentativo di aggressione da parte dei fascisti appartenenti all’organizzazione, compreso il responsabile locale Marco Pasquini, che volevano sfruttare un banale pretesto per creare un’occasione di violenza subdola e squadrista.

Tentativo andato a vuoto a seguito della loro fuga alla vista dei compagni giunti in suo soccorso appena saputo del pericolo.

Nonostante avessimo più volte avvisato, nonostante parte della società abbia chiesto al sindaco di evitare una cosa del genere, è successo quello che ci aspettavamo.

Azioni come queste rivelano il volto di chi, di giorno indossa la maschera opportunista della destra sociale, impegnata quotidianamente nell’assistenzialismo selettivo con l’unico obiettivo di riacquistare una parvenza di credibilità nella comunità, mentre di notte porta avanti pratiche appartenenti a un passato che ci auguriamo di non dover più rivivere.

Il fascismo, prima di essere un’ideologia è soprattutto una postura, un atteggiamento prevaricante e di chiusura dell’uno sull’altro, che discrimina e criminalizza la diversità e tenta di reprimere il dissenso e la libertà di opinione con la pratica dell’intimidazione.

Chi genera divisione non solo nella società ma anche a livello culturale strumentalizzando eventi storici e costringendo alla contrapposizione delle parti è da condannare, senza se e senza ma, senza paura.

Purtroppo nel nostro Paese molto spesso le istituzioni concedono piazze e spazi pubblici sottovalutando la pericolosità di queste concessioni, in contrapposizione al sistema democratico che rappresentano.

L’antifascismo non è anch’esso una semplice ideologia, ma una diversa concezione dell’esistenza.

In un contesto globale di guerra ed odio diffuso, essere antifascisti significa aprirsi l’uno con l’altro, condividere idee e contaminarsi nel vivere quotidiano, applicando di fatto la democrazia, cercando e offrendo soluzioni comuni ai problemi che la società stessa ci sbatte in faccia tutti i giorni.

Di conseguenza la società deve prendere atto e coscienza di ciò che questi movimenti generano, reagendo ad essi isolandoli senza dar loro continuità.

Non ci spaventate e nessuno tollererà più nessun atto di questo genere».

A dare solidarietà al Collettivo UallòUallà e Zona Ventidue è intervenuta anche l’Associazione Antimafie Rita Atria che nella nota rivendica da sempre, così come indicato nel proprio Statuto nazionale, di essere antifascista. Un ideale e impegno spiega l’associazione che condivide con coloro che incontra nelle mobilitazioni e nelle lotte nei territori.

«Così come è accaduto in questi anni con Mirko (il nome è quello dell’attivista che sarebbe stato minacciato ndr.) e tutta la comunità di Zona22 e UallòUallà. Esprimiamo la nostra solidarietà per i fatti denunciati nelle scorse ore.

Comprendiamo lo stato d’animo di Mirko e cosa vive in queste ore. E’ una dinamica che troppe volte in questi anni anche la nostra Associazione, e persone con cui condividiamo percorsi d’impegno sociale e civile, ha visto in azione. Riteniamo quindi doveroso essere solidali e renderci disponibili per qualsiasi gesto concreto di vicinanza possibile nei prossimi giorni e settimane. L’antifascismo è la base della Resistenza e della Costituzione Italiana. L’impegno in difesa della Costituzione, in questi anni troppe volte minacciata per interessi economici, finanziari (basti ricordare che JpMorgan anni fa definì un ostacolo da rimuovere l’esistenza di costituzioni troppo antifasciste e democratiche in alcuni Stati europei tra cui l’Italia) e politici, è impegno antifascista. Senza e senza ma.  Ed è un impegno che non deve mai essere abbandonato. Anche nel nostro territorio. Nel ribadire, quindi, la nostra vicinanza e solidarietà a Mirko, davanti a quanto accaduto, esprimiamo con forza e vigore un rinnovato impegno per la difesa dei diritti di tutte e tutti, per l’antirazzismo, a fianco del popolo kurdo e di tutti i popoli che si battono contro oppressioni e terrorismi brutali, disumani, nuovi nazismi del XXI secolo. Un impegno nel quale Zona22, UallòUallò, Mirko sono sempre stati in questi anni in prima fila. E al loro fianco continueremo a cercare di esserci ogni volta che sarà possibile»

 

Anche Sinistra Anticapitalista in una nota stampa esprime solidarietà

«Le compagne e i compagni di Sinistra Anticapitalista esprimono la propria solidarietà e si stringono in un abbraccio militante antifascista a Mirko e a tutta la comunità di Zona22 e UallòUallà.

La denuncia pubblica di Mirko –si legge nel comunicato stampa di Sinistra Anticapitalista– mostra ancora una volta quanto sia importantissima, e mai debba esser lasciata, la mobilitazione sociale e democratica. E in questa mobilitazione l’antifascismo è importantissimo e imprescindibile. Partiti e organizzazioni ispirate a fascismi vecchi e nuovi, dopo un pluridecennale isolamento dovuto alla forza culturale della Resistenza, rilegittimate dal revisionismo che ha coinvolto perfino parte della “sinistra italiana”, stanno riemergendo e rafforzandosi.

Il rifiuto radicale del fascismo, che abbiamo sempre ribadito in questi anni (a partire dall’incredibile vicenda che ha coinvolto Franco Turigliatto, costretto a presentarsi davanti ad un giudice per essersi rifiutato di condividere con un esponente neofascista la presenza in uno studio televisivo) in tutte le sue forme e la lotta contro di esso viene presentata come un obsoleto residuo resistenziale del ‘900 o come un’espressione di impenitente estremismo. Al contrario, la riaffermazione del valore dell’antifascismo è e continua ad essere un tassello importante della mobilitazione sociale e politica. La lotta e la mobilitazione antifascista sono più che mai di attualità e devono essere praticate in ogni momento dell’attività politica e sociale da tutte e tutti coloro che si battono per la democrazia, la giustizia sociale, contro la guerra, per la cooperazione tra i popoli. Un impegno nel quale le compagne e i compagni di Zona22, insieme al Collettivo UallòUallà, e Mirko sono da sempre in primissima fila.

L’abbiamo potuto apprezzare in questi anni, condividendo le mobilitazioni antirazziste, in difesa del nostro territorio dalle minacce ambientali, a fianco del popolo kurdo, delle lotte operaie e dei migranti. Nel ribadire la nostra solidarietà a Mirko, e a tutta la comunità di Zona22 e UallòUallà, siamo disponibili a condividere ogni iniziativa che verrà messa in campo».

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