lunedì , 26 Febbraio 2024

Dopo lo sgombero di via Ariosto: depositato esposto in Procura da parte di Daniele Licheri (SI)

Daniele Licheri

Pescara – E’ stato depositato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Pescara un esposto da parte del Segretario Regionale Sinistra Italiana Abruzzo Daniele Licheri in merito ai fatto inerenti allo sgombero di Via Ariosto a Montesilvano. “Sinistra Italiana Abruzzo crede fortemente nella legalità e nel suo rispetto – afferma Licheri – ma quando si accompagna alla giustizia sociale altrimenti diventa altro e il pugno duro e la repressione prendono il posto della politica. “Vogliamo vederci chiaro e chi per anni ha speculato sulla pelle dei migranti ne deve rispondere.

Di seguito pubblichiamo l’esposto

 

 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PESCARA
Il sottoscritto Sig. Licheri Daniele nato a ………. ( ) il ………. ed residente in ………….. ( ), Via …………. n. …;
ESPONE QUANTO SEGUE                   Il presente esposto vuole portare all’attenzione dell’onorevole organo requirente i fatti avvenuti in data 31.05.2017 a Montesilvano.                   In tale occasione oltre 300 agenti, appartenenti a diversi corpi delle forze dell’ordine, hanno provveduto allo sgombero forzato degli abitanti (per la maggioranza cittadini senegalesi) delle palazzine denominate “Tillia” e “Viola”, situate in Via Ariosto nel Comune di Montesilvano.                  
L’intervento è stato richiesto dal Sindaco di Montesilvano, con un’apposita ordinanza alla cui base sono stati posti “motivi di tutela dell’igiene e della pubblica e privata incolumità”.                  
Tuttavia resta da capire come mai solo nel 2017 si è deciso di porre rimedio, in maniera drastica, ad una situazione di degrado che dura da oltre dieci anni. Infatti è dal 2005 che si ripetono le azioni delle forze dell’ordine conclusesi puntualmente con arresti, sequestri di stupefacenti e di merce contraffatta.                  
Primo effetto di tale intervento è stato tuttavia quello di “buttare per strada” oltre 200 persone, persone le quali hanno, tra l’altro, visto i propri effetti personali trattati alla stregua di immondizia. Ma la cosa più incredibile è che, come risulta da informazioni raccolte, molti degli occupanti dei suddetti immobili non erano totalmente abusivi ma addirittura corrispondevano un canone di locazione ovviamente “in nero”.                  
Su tale aspetto si chiede che l’attività di indagine sia molto incisiva in primis per verificare i seguenti fatti: 1)             Se corrisponde a verità la circostanza che i cittadini senegalesi pagassero un canone di locazione per usufruire degli appartamenti ubicati negli immobili in questione; 2)             In caso di riscontro positivo accertare a chi venivano versati i canoni di locazione e soprattutto come era possibile ricevere canoni di locazione da immobili in pessime condizioni per assenza di qualsiasi forma di manutenzione.                  
Nelle scorse settimane, infatti, la Polizia Locale, il Comando dei Carabinieri di Montesilvano, la ASL di Pescara e i Vigili del Fuoco avevano eseguito un controllo dello stato igienico-sanitario e l’agibilità degli appartamenti abitati dai cittadini extracomunitari.                  
I Vigili del Fuoco hanno poi redatto una nota in cui si evidenziano in maniera chiara ed incontrovertibile le pessime condizioni igienico sanitarie in cui versavano gli appartamenti (si parla di insalubrità causata dalla muffa, perdite d’acqua, sporcizia diffusa, rifiuti di ogni genere, impianti elettrici non a norma ed altro).                   Ma il fatto più singolare è che in tutta la vicenda che si ripete, dura da più di dieci anni, nessuno ha chiesto mai spiegazioni ai legittimi proprietari degli immobili in questione i quali, ai sensi di legge, hanno un preciso obbligo giuridico di tenere la cosa in proprietà in condizioni tali da non provocare danni a terzi.
Risalire alla proprietà delle palazzine in questione è stato un esercizio molto arduo ma alla fine, grazie ad un servizio giornalistico del TG3 condotto da Ezio Cesari, si è capito chi fossero i proprietari.                  
Il predetto servizio ha infatti, evidenziato il fatto che, nonostante la “girandola societaria”, la proprietà delle due palazzine è riconducibile, sin dal lontano 1992, al Sig. Antonio Pagnanelli di Castel di Sangro e ai Sigg. Antonio e Giuseppe Di Lello.                  
Ma la cosa più incredibile è che i soggetti sopra nominati, invece di essere chiamati dal Comune e dagli altri Enti preposti a rispondere delle condizioni di degrado in cui hanno lascito gli immobili di loro proprietà, riceveranno invece un “premio” ovvero la possibilità di riqualificare i loro immobili ed addirittura la possibilità di ottenere una maggiorazione delle cubature (ovvero la possibilità di ampliare i palazzi esistenti).                  
Questi fatti sono gravissimi infatti, mentre circa 200 disperati sono stati buttati in mezzo alla strada senza dare a loro una sistemazione alternativa, chi ha provocato il degrado viene premiato con la possibilità di costruire palazzi sempre più grandi. Tale fatto è inaccettabile e pertanto si chiede l’intervento della Magistratura. TUTTO CIO’ PREMESSO L’esponente come sopra meglio generalizzato: CHIEDE CHE La Magistratura inquirente adita indaghi sui fatti narrati e documentati nel presente esposto e, previa acquisizione di tutta la documentazione relativa agli immobili in oggetto, verifichi il puntuale rispetto della legge in materia e persegua i responsabili di eventuali reati che dalla S.V. verranno ravvisati nei fatti sopra esposti e dalle indagini che saranno espletate. L’esponente chiede, inoltre, di essere avvertito in caso di archiviazione del presente esposto denuncia.
Montesilvano, lì 16.06.2017                                                                                                                                            
In fede    
Licheri Daniele 
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