martedì , 1 Dicembre 2020

Nuova Pescara: Spoltore e Montesilvano intervengono sulla collocazione per il nuovo stadio

“Il Comune di Pescara” ha affermato il sindaco di Spoltore Di Lorito  “ha legittimamente indicato un’area per la realizzazione del nuovo stadio, che un gruppo privato propone di costruire a costo zero per l’amministrazione”. Su tale indicazione, ricorda però il primo cittadino, sono state evidenziate criticità di tipo urbanistico e ambientale dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Pescara e dall’Ordine degli Architetti, oltre che da singole personalità e cittadini. “Quale sindaco di Spoltore” prosegue ” voglio segnalare che nel contesto del territorio metropolitano esiste più di un’alternativa per la localizzazione di un nuovo stadio con le caratteristiche indicate dallo studio presentato dalla Proger”. L’idea attuale del nuovo stadio, infatti, nasce attraverso un project financing redatto dalla società d’ingegneria guidata dall’amministratore delegato Umberto Sgambati e dal manager Nicola Di Mascio.

“Queste alternative sono individuabili nelle vicinanze delle più importanti infrastrutture viarie dell’area urbana pescarese: il comune di Spoltore è disponibile a condividere anche con altri comuni dell’area e con l’eventuale supporto dell’Università la ricerca di siti alternativi appropriati di questo importante centro sportivo a servizio del calcio”. Di Lorito ricorda infine gli esempi di Torino e Udine, le prime città le cui squadra si sono dotate di uno stadio di proprietà: “le scelte fatte sulle stesse problematiche in altri contesti metropolitani sono per noi un sicuro riferimento, pensiamo ad esempio all’Allianz Stadium o alla Dacia Arena”.

Il sindaco, infine, utilizza il caso dello stadio per stigmatizzare nuovamente il disegno di una fusione di Spoltore con Pescara e Montesilvano: “per i sostenitori della Grande Pescara il progetto del nuovo stadio rappresenta l’ennesima beffa” sottolinea “la prova che non si riesce a ragionare senza considerare i vecchi confini territoriali. Guarda caso, fanno eccezione solo le strutture che sono fonte di imbarazzo, come quelle per il trattamento dei rifiuti,  perché osteggiate dalla cittadinanza di ogni comune.”

 

A intervenire anche la segretaria del PD di Montesilvano Romina Di Costanzo, che invita il Governatore Luciano D’Alfonso a “dare prova di intendere questo percorso non in maniera penalizzante come annessione di due città a Pescara, ma voglia avviare propedeutiche valutazioni di ampliamento dell’ambito di operatività dei servizi e della pianificazione in una nuova dimensione metropolitana, in modo che ci sia un Nuovo stadio nella Nuova Pescara”.

“La scelta ubicativa di localizzazione del nuovo stadio di Pescara – secondo il Partito Democratico cittadino – dia prova che si riesce a ragionare al di là degli schemi campanilistici dei tradizionali confini amministrativi, soprattutto alla luce del percorso di accoglimento dell’esito referendario consultivo del 25 maggio 2014 che porterà alla Nuova Pescara”.

“E’ indispensabile – aggiunge la segretaria Di Costanzo – aprire la strada ad una cooperazione progressiva tra le città di Montesilvano, Spoltore e Pescara, nell’intento di ottimizzare l’esercizio delle funzioni e l’erogazione dei servizi di competenza, promuovendo tra i consigli comunali un’ipotesi di unione su contratto di servizi e un percorso di integrazione degli strumenti di pianificazione.

In questa ottica sarebbe funzionale alle città interessate avviare una pianificazione urbanistica unica, in cui la funzionalità degli spazi sia messa a sistema tra le città in maniera da evitare inutili sovrapposizioni o nuovi insediamenti urbani e privilegiare la riqualificazione dei milioni di metri cubi a disposizione di ciascuna. Una gestione dei rifiuti unica che superi il paradosso della frammentarietà dei servizi di gestione nell’attesa della nuova governance del ciclo integrato dei rifiuti urbani; un piano di marketing turistico unico; un corpo unico di polizia municipale locale moderno e mobile con comuni politiche per la sicurezza ed una condivisa strategia di presidio del territorio. E soprattutto un piano della mobilità sostenibile unico, che valuti la pedonalizzazione della riviera e non connoti il nuovo mezzo di collegamento sulla strada parco come vettore che dal centro porti alla periferia”.

Secondo l’esponente PD “E’ necessario che prevalga l’idea di una città metropolitana non di stampo “pescaracentrico” che accentri su di sé tutte le funzioni di pregio e releghi i territori limitrofi a funzioni di puro serbatoio di utenti, di consumatori, di residenze, di lavoratori, in poche parole a proprie periferie, in cui ubicare soltanto strutture che generano pesanti conflitti ambientali, come quelle di trattamento dei rifiuti, ma che veda allocati i servizi in maniera funzionale alle diverse vocazioni. In cui, ad esempio, sia declinata una ricettività di interscambio con Stella Maris e Palacongressi che fungano da risorse per tutta l’area, e in cui l’ubicazione dello stesso nuovo stadio, come evidenzia, a giusta ragione, il primo cittadino di Spoltore, Luciano Di Lorito, sia ripensata a partire da spazi idonei al di fuori del capoluogo, alla luce soprattutto delle evidenziate criticità di tipo urbanistico e ambientale”.

 

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