mercoledì , 27 maggio 2020
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Parcheggi estivi sulla strada parco: i grenway “Diodati intende bloccarli tra mille resistenze del PD”

I comitati cittadini ricordano come nel 2013, Moreno Di Pietrantonio (segretario cittadino del PD) si esprimeva in questi termini sulla decisione della Giunta Mascia di riaprire la Strada parco di Pescara ai parcheggi estivi, dopo la mozione contraria sottoscritta all’unanimità nel luglio 2011 dal Consiglio comunale di Pescara: «L’ordinanza», denunciava il consigliere comunale del Pd, «cancella l’impegno unanime del Consiglio a non ripetere la scelta di sdoganare la sosta alle auto sulla Strada parco. Il documento è stato firmato nottetempo e non è stato inviato nemmeno alla stampa, per darne comunicazione e avvisare gli utenti. Forse perché così sarebbe diventato di pubblico dominio».

Il Pd sottolineava nella circostanza che la mozione non era un atto a scadenza: “la verità è che il centrodestra al Comune non sa che pesci prendere”, proseguiva Di Pietrantonio. “Forse perché all’amministrazione Mascia, così solerte a costruire fontane, non importava nemmeno di creare altri disagi a quel pezzo di città, rifilando nuovamente le auto sulla Strada parco, dove non poteva esserci il mercato rionale del mercoledì: spostato in una localizzazione ritenuta inidonea persino dalla ASL, in barba ai rischi e all’inquinamento” che quella scelta ha comportato nei lunghi anni dell’inutile cantiere allestito per il Filò illogico.

Una parte di città già peraltro bloccata da rotonde e strettoie improbabili, che renderanno ancora più infernale la mobilità estiva”, concludeva Di Pietrantonio.

I Greenway lamentano come oggi invece Diodati incontri mille resistenze dallo stesso PD che l’ha voluto assessore, “solo perché intenderebbe attuare alcuni buoni propositi. Con l’adozione della navetta del Mare anche sulla Riviera Nord, in nome di un nuovo sistema urbano di mobilità sostenibile tanto evocato e apprezzato negli atti ufficiali, quanto svilito nelle scelte operative adottate, per nulla coerenti con gli obiettivi indicati e auspicati”.

“Il buon Moreno, magari, sarà ancora contrario“ punzecchiano ancora i comitati “Certo è che il nuovo gruppo consiliare PD pare – ai comitati scriventi – che non ne azzecchi una. D’altronde, in linea angosciante col caos che regna nella direzione nazionale di un partito da azzerare e rifondare. Bene farebbe il Presidente Luciano D’Alfonso a sostenere la coraggiosa iniziativa dell’assessore Diodati”.

A sostegno delle loro tesi i Greenway fanno notare come  la Strada parco, allo stato dell’arte, resti un cantiere incompiuto. “Il cui sedime resta nella disponibilità dell’appaltatore ALPIQ, a fronte di una commessa pubblica mai risolta sul piano giuridico amministrativo”. Inoltre secondo icomitati il parcheggio balneare, superficialmente disposto in questi anni su un’area di cantiere, crea oggettive condizioni di pericolo e viola nel contempo regole e buonsenso. “Come può una scelta retrograda e illegittima, cara al centrodestra, trovare diffusa condivisione nel PD, che a tempo debito l’aveva a lungo contestata all’Amministrazione Mascia? Bene fa l’assessore Diodati a proporre soluzioni innovative sostenibili, a vantaggio della qualità della vita e del benessere di tutti i cittadini”.

Quanto alla Riviera pedonale, che il PD indicava ieri nel comunicato come l’arteria cittadina eletta per diventare «autentica “strada parco” di Pescara»  i comitati cittadini rimarcano come questa sia fresca di consolidamento strutturale, e resti l’unica arteria della Città a scorrimento veloce, del tutto priva di intersezioni. “Si potrà chiuderla al traffico sporadicamente, ma non sarà mai pedonale, giacché densa di numerosi passi carrabili a disposizione delle migliaia di residenti motorizzati”.

Per i comitati  la Strada parco ciclo pedonale a Pescara esiste già: “da più di un ventennio, col pieno gradimento della popolazione, specie quella debole e svantaggiata. Puntiamo, una buona volta, a preservarla e a curarla come merita, anziché stravolgerla con l’incerto impiego di bus ecologici che ne annullerebbero la preziosa funzione sociale cui è naturalmente predisposta. Il trasporto pubblico di massa, davvero competitivo e sostenibile, deve suscitare “l’innamoramento” degli utenti. Su questo Viale, inadeguato al trasporto rapido collettivo per le irrisolte criticità strutturali che lo connotano, il servizio auspicato da un trentennio non sarà mai funzionale ed efficiente”.

«È così arduo da comprendere?» concludono amaramente i comitati nella nota.

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