giovedì , 18 luglio 2019
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Le classi III G e la II H della scuola Media Luigi Antonelli durante la passeggiata Empatica del novembre scorso

Pescara, dopo la passeggiata empatica di novembre studenti delle medie scrivono al sindaco ma non ottengono risposta

Pescara –Nel mese di novembre dello scorso anno le classi III G e la II H della scuola Media Luigi Antonelli di Pescara insieme all’associazione Carrozzine Determinate, si impegnarono in un interessante percorso di accrescimento culturale parlando di felicità, barriere culturali, barriere architettoniche, provando a vivere, la discriminazione e la violazione dei diritti umani sulla propria pelle attraverso la prova empatica sfidando freddo e pioggia in sedia a rotelle.

Non fu necessario allontanarsi troppo dalla sede scolastica per scovare un coacervo di barriere architettoniche. 

Marciapiedi stretti, scivoli inesistenti, cassonetti per l’immondizia posizionati in modo irregolare spinsero i ragazzi a scrivere una lettera raccomandata al Sindaco Alessandrini chiedendo delle risposte. Poche domande alle quali sarebbe stato semplice dare risposte tangibili e in tempi brevi, gli studenti chiedevano che venissero spostati i cassonetti dell’immondizia posti sopra il marciapiede di via Virgilio perché impediscono il passaggio delle persone in carrozzina e che fosse reso accessibile l’ingresso al Parco Ex Caserma Cocco posto di fronte alla loro scuola, tutto qui da novembre dal municipio solo silenzio. L’Associazione Carrozzine Determinate in un nota stampa oggi torna a chiedere al sindaco Alessandrini una risposta a quelle domande inevase.

«Oggi ci chiediamo che politica è quella che non risponde ai giovanissimi della propria città, –scrive il Presidente ACD Claudio Ferrante– a coloro che sono il futuro della società, che smorza gli entusiasmi e delude le aspettative dei prossimi cittadini di Pescara.
L’associazione Carrozzine Determinate chiede fermamente al Sindaco di dimostrare a questi ragazzi che una civiltà esiste, che insieme si può migliorare attraverso il confronto e il dialogo. Questi ragazzi meritano una risposta.
Al Sindaco Alessandrini chiediamo quale rettitudine, quale empatia, quale sentinella della civiltà si cela dietro il suo silenzio. Il primo cittadino dovrebbe sentirsi onorato di fronte alla sensibilità dimostrata da questi ragazzi che lui stesso ha invitato in Comune due anni prima per parlare di una città per tutti nel progetto LA SOLIDARIETÀ FA SPORT. Lo stesso sindaco si è seduto in carrozzina il 14 gennaio 2015 provando l’esperienza empatica sulla propria pelle.
E allora rispondere a questi ragazzi, confrontarsi con loro dovrebbe essere una priorità, un onore nonché un obbligo!!»

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