martedì , 21 maggio 2019
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A Bellante la Guardia Costiera scopre stabilimento che immetteva tensiottivi nella rete fognaria

Giulianova – La tutela dell’ambiente marino e dell’entroterra costiero ancora al centro dell’attività di polizia condotta dalla Guardia Costiera nell’ambito dell’intera provincia teramana: un nucleo ispettivo ambientale composto da militari degli Uffici marittimi di Roseto degli Abruzzi e Tortoreto, diretti dal Comando della Capitaneria di porto di Giulianova, unitamente a personale del Distretto di Teramo di ARTA Abruzzo e con il supporto di operatori della Ruzzo Reti, è intervenuto presso un grosso polo industriale dell’hinterland teramano, in prossimità della zona produttiva di Bellante, dedito al trattamento e al lavaggio industriale di grandi quantitativi di prodotti tessili.

A far scattare le indagini, le indebite rilevazioni di tensioattivi che, attraverso l’immissione illecita in rete fognaria, giungevano ad uno dei depuratori della zona, collegato poi al mare tramite il fiume Salinello, il cui ciclo di depurazione in più circostanze era stato messo a dura prova dai quantitativi e dalle caratteristiche particolarmente inquinanti delle acque confluenti nel corpo ricettivo.

Al momento del blitz nello stabilimento, i militari hanno accertato il funzionamento di un’intera linea di lavaggio industriale realizzato con lavatrici dotate di sistema di dosaggio automatico di detersivo e detergenti, a base di cloro, che venivano caricati all’interno di cisterne. A ciò si aggiungeva l’utilizzo di ulteriori additivi (tra i quali la soda caustica) che – grazie a prove di flusso eseguite sul posto dai militari – si è accertato venivano poi scaricati direttamente in pubblica rete fognaria, in assenza di una necessaria fase di preventiva depurazione, nonché senza la prescritta autorizzazione allo scarico di reflui industriali.

È scattata così la denuncia dell’titolare della Ditta all’Autorità Giudiziaria di Teramo che ha coordinato le operazioni, per le accertate violazioni al testo unico ambientale che prevedono l’arresto fino a due anni, ovvero il pagamento di un’ammenda che può arrivare sino a 10.000€.

Oltre alla denuncia, i militari hanno operato anche il sequestro – poi convalidato dal GIP – dell’intera linea di lavatrici industriali della ditta, alla quale sono state contestate anche le illecite emissioni in atmosfera derivanti dal ciclo di produzione di asciugatrici e caldaie.

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